U-HE Bazille: uno sguardo in anteprima – Seconda parte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software

Ben ritrovati. Che ne dite di Bazille allora? Spero che la prima puntata sull’argomento vi abbia perlomeno incuriosito..via. Proseguiamo allora senza indugio nella descrizione delle peculiarità del nuovo giocattolo di casa U-HE che a proposito, ha visto la luce sul mercato proprio durante la redazione di questa serie, il 29 settembre 2014.

Di Antonio Antetomaso

COPERTINA

E’ il momento di parlare delle sorgenti di modulazione, iniziando dagli…

Oscillatori a bassa frequenza

Due gli LFOs messi a disposizione del musicista-programmatore, dirottabili dove solo la nostra fantasia può immaginare. Ecco come si presenta il generico modulo:

FIGURA1

I controlli sono quelli canonici: di una forma d’onda a scelta tra triangolare (che può diventare sinusoidale se si collega l’LFO ad un LAG GENERATOR), quadra e random (in pratica come se stessimo usando un sample and hold su una sorgente di rumore) è possibile regolare:

  1. Rate (in sync o meno con il clock di sistema)
  2. Modulazione del rate ad opera di una sorgente esterna (niente male)
  3. Simmetria dell’onda: la triangolare diventa rampa ascendente o discendente, la quadra diventa impulsiva a simmetria variabile, la randomica si addolcisce negli scalini;
  4. Fase della forma d’onda alla pressione della nota;
  5. Delay nell’innesco del modulo, fino ad un massimo di 20 secondi;
  6. Ampiezza della modulazione, modulabile a sua volta mediante altre sorgenti (ad es. la modulation wheel)

Come in ogni synth modulare o pseudo tale che si rispetti, il modulo LFO in questione genera simultaneamente tutte le forme d’onda disponibili. Bisogna decidere quale prelevare ed inviare, mediante patch cord virtuale.

 

Generatori di inviluppo

 

Bazille mette a disposizione ben quattro inviluppi ADSR, dirottabili un po’ ovunque. Vediamo la struttura di tali inviluppi:

FIGURA2

Oltre agli ovvii controlli di attacco, decadimento, sostegno e rilascio abbiamo:

  1. Indice di modulazione del tempo di inviluppo, sulla base di una sorgente selezionabile (provate a far modulare tale valore all’inviluppo stesso…);
  2. Fall/Rise, parametro questo che regola l’andamento del valore di sostegno trasformandolo da statico a dinamico;
  3. Ampiezza della modulazione anche essa modulabile a cura di una sorgente a scelta;
  4. Incidenza della dinamica sull’ampiezza dell’inviluppo.

C’è tutto quello che serve, nulla da dire. In merito all’amplificatore esso, fuso con il modulo di mixaggio, si presenta in tal guisa:

FIGURA3

Due moduli di missaggio e amplificazione, uno per il canale destro e l’altro per il canale sinistro. ciascuno raccoglie due sorgenti, le amplifica e ne consente di regolare il pan. Naturalmente, come per gli altri moduli, anche tale stadio offre i dovuti punti di modulazione: volume e pan ad opera di una sorgente di modulazione a scelta. Le modulazioni, avrete capito, sono uno dei punti di forza di Bazille: si può modulare veramente di tutto e sbizzarrirsi con gli esperimenti timbrici più stravaganti.

E’ non è finita qui ragazzi, fino ad ora abbiamo parlato dei componenti..diciamo così….classici del sintetizzatore. E’ il momento di approfondire le componenti un pochino più esotiche, a cominciare dai…

 

Processori

 

FIGURA4

Ce ne sono due. Ciascuno di essi consente di manipolare segnali in ingresso, generalmente provenienti da sorgenti di modulazione, al fine di dirottarli, trasformati, a destinazioni di modulazione, in base alle esigenze del musicista. Quello che si ha a disposizione è:

  1. Modulo “Inverter” che fornisce l’opposto di fase di un segnale in ingresso;
  2. Modulo “Rectifier” che fornisce la stessa forma d’onda con i valori negativi mutati in positivi;
  3. Modulo “Sample and Hold” di ovvia descrizione, nel primo processore, modulo “Quantizer” nel secondo. Quest’ultimo trasforma un segnale in ingresso in una sequenza di valori equamente intervallati nel tempo. Il numero di valori è regolabile mediante il potenziometro;
  4. Modulo “LAG generator”: generatore di ritardo. Una sorta di glide, impiegabile però per qualunque segnale in ingresso e controllabile sia nella fase di attacco che nella fase di rilascio.

Nella parte bassa dell’interfaccia compaiono altri moduli, diciamo così, di servizio, come il modulo “MIDI and more” mostrato in figura.

 

FIGURA5

Tale modulo offre:

  1. Un generatore di rumore bianco e uno di rumore rosa;
  2. Un insieme di segnali che contengono valori estratti dalle informazioni MIDI in ingresso a Bazille;
  3. Un insieme di sorgenti di controllo generate internamente a Bazille e per i cui dettagli vi rimando al manuale per non conferire carattere di manoscritto all’articolo;
  4. Due ingressi CV che….udite udite….fanno in modo che i segnali in ingresso ad essi compaiano come sorgenti di modulazione aggiuntive, nelle “drop down list” al di sotto dei punti di modulazione sparsi su tutta l’interfaccia di Bazille. Diabolico!!

 

Accanto al modulo “MIDI and more” troviamo un’altra chicca, il modulo Multiplex.

 

FIGURA6

Tale modulo può essere usato in diversi modi:

 

FIGURA7

  • Per miscelare tra loro al più quattro segnali ed inviarli simultaneamente (come ogni segnale di output in Bazille) a una o più destinazioni;

 

FIGURA8

  • Per effettuare una modulazione ad anello di un segnale audio in ingresso (ingresso 1 o 2) con uno inviato all’ingresso “mod” o per scalare un segnale di controllo in ingresso di una costante (visto che una modulazione ad anello non è altro che una moltiplicazione tra segnali);

 

FIGURA9

  • Per effettuare una modulazione in ampiezza di un segnale audio in ingresso (ingresso 3 o 4) mediante un altro segnale inviato all’ingresso “mod”. La modulazione in ampiezza è simile alla modulazione ad anello, con la differenza che il segnale risultante contiene anche una componente del segnale originale. Infatti RM = ingresso 1 (o 2)  x mod mentre AM = ingresso 3 (o 4) x (1+mod). In realtà in Bazille la modulazione in ampiezza viene implementata come AM = ingresso 3 (o 4) x (1-mod);

 

FIGURA10

  • Per effettuare il crossfading tra due segnali inviati agli ingressi di sinistra e di destra, modulando tale crossfading mediante il segnale inviato all’ingresso “mod”;

 

E arriviamo, alla fine di questa seconda puntata, ad analizzare il ricco step sequencer offerto da Bazille e chiamato “Modulation sequencer”.

FIGURA11

Iniziamo subito con il dire che non si tratta di uno step sequencer comune: anzitutto è polifonico, nel senso che ogni nota suonata innesca la sua istanza di sequenza. E poi nasce come sorgente di modulazione generica, il che significa che non effettua automaticamente il triggering degli inviluppi. Per questa operazione bisogna seguire una esplicita procedura che potete trovare sul manuale utente del synth.

Sedici gli steps programmabili, organizzati in blocchi da 4. Per ogni blocco un segnale in uscita liberamente dirottabile, in modo da usare tutti o parte degli steps a proprio piacimento. Sulla sinistra i controlli per regolare la velocità e la modalità di retriggering (sincronizzata al clock, al gate o legata alla velocità impostata manualmente).

Il “rotellone” al centro consente di salvare 8 snapshots dello step sequencer e richiamarli mediante doppio click. Un click singolo attiva invece la modalità di editing dello snapshot.

Il controllo rotativo “rotate” fa in modo che lo step sequencer proceda attraverso gli 8 snapshots in modo circolare, in senso orario per valori positivi, antiorario per quelli negativi. Quindi, a conti fatti, abbiamo 16 x 8 = 128 steps…alla faccia del bicarbonato di sodio!!

E, scusate se poco, la rotazione può essere modulata: inviando un segnale all’ingresso posto sotto “rotate” e regolando l’incidenza della modulazione, si può saltare tra i vari steps in funzione della sorgente di modulazione.

Impressionati? Non abbiamo ancora finito…pazientate la terza puntata per tirare le somme.

Tags: , ,

Trackback from your site.

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *