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Giovanotti andiamoci piano – Beatstep non è una drum machine

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Il successo commerciale di Arturia BeatStep – un sequencer CV/Gate, MIDI, USB a meno di 100 euro… – ha risvegliato in molti musicisti il desiderio sopito di automazione esecutiva, sia essa applicabile in contesto melodico, sia in panorami ritmici. Il problema – ed ecco il perché stiamo evocando il parruccone giovanotti, andiamoci piano… – è relativo alla natura squisitamente monofonica e mono linea del Beatstep. Nulla di più lontano dalla normale programmazione ritmica pattern.

Di Enrico Cosimi

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Di fronte al prezzo irresistibile e alla presenza dei sedici tastoni retro illuminati, scatta l’equazione: BeatStep = Drum Machine, oppure: BeatStep = Drum Programmer. Non è così. Il limite insuperabile, nell’utilizzo ritmico/percussivo, è la natura squisitamente monofonica dell’apparecchio di controllo. Andiamo per ordine.

Arturia BeatStep: all’atto pratico – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Abbiamo fatto conoscenza con il piccolo sequencer/controller di Arturia; ora il momento di spostare la nostra attenzione sul MIDI Control Center, cioè sul programma free che permette la personalizzazione di tutti i parametri ritenuti significativi per il funzionamento dell’intero meccanismo.

Di Enrico Cosimi

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 Dopo aver agito con la sincronizzazione, si ottiene il trasferimento in MCC di tutto il contenuto ospitato nelle 16 + 16 memorie interne a BeatStep. A questo punto, siamo pronti per editare, salvare o programmare ex novo quello che riteniamo più opportuno. Inutile dire che, entro certi limiti “analogici”, si può lavorare con BeatStep senza mai ricorrere al programma MCC – in pieno stile Anni 70 – ma, superata una certa soglia di complessità, specie se si vuole accedere alle lusinghe del mondo moderno, il programma MCC diventa indispensabile. 

Arturia BeatStep: all’atto pratico – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Uno step sequencer è un “automatore di note” concepito per facilitare la ripetizione incondizionata di un numero relativamente ristretto di eventi, siano essi note articolate o valori parametrici assegnabili a controlli ritenuti degni di modulazione all’interno della struttura di sintesi. Dopo i primi esperimenti analogici di Buchla, Scott e Moog, ma – prima ancora – anche dopo le prime sperimentazioni numeriche di Mathews e Zinovieff, il mondo della musica elettronica ha velocemente interiorizzato le caratteristiche peculiari collegate alla feroce ripetizioni di otto, dodici, sedici o più eventi precedentemente programmati, scardinando, prima, l’assunto della non modificabilità in tempo reale (basterebbe pensare a Chris Franke e Klaus Schulze dal vivo) e, poi, l’automatismo di collegamento sequencer su oscillatori e inviluppi. 

Oggi, Arturia mette in discussione diverse regole con il nuovo BeatStep, un apparecchio hardware (coadiuvato da un MIDI Control Center liberamente scaricabile) destinato – se non altro per il rapporto Q/P – a far parlare a lungo di se.

Di Enrico Cosimi

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Costruttivamente, BeatStep ricalca l’impostazione degli ultimi hardware concepiti a Meylan: cabinet con livrea bianco e azzura, ad elevato coefficiente di visibilità, encoder sagomati “in stile Origin”, tastoni retro illuminati, uso discreto delle plastiche, robustezza sufficiente a garantire sopravvivenza on the road.

L’apparecchio dialoga simultaneamente sui tre fronti USB, MIDI e CV/Gate; all’interno della confezione – oltre ad una laconica QuickStart Guide, trovano posto il BeatStep, il convertitore mini jack TRS ⅛” to MIDI e il cavo USB. L’alimentazione può essere ricavata dalla connessione USB.

Attenzione! Contrariamente a quanto si potrebbe pensare ad un primo sguardo, BeatStep può essere usato anche come controller MIDI generico, con cui raggiungere un’ampia gamma  di parametri ritenuti necessari nei plug-in o nelle DAW poste sotto gestione.

ARTURIA Beatstep

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Tra le tante novità che hanno affollato questo ghiotto appuntamento NAMM invernale, il piccolo Beatstep Arturia sembra destinato a turbare il sonno dei più: con un prezzo appena inferiore ai 100 euro, offre la possibilità di programmare e suonare sequenze da 16 step indirizzabili MIDI, USB e CV/Gate. Come dire: ritorno al futuro…

Di Enrico Cosimi

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In attesa di avere per le mani un esemplare da provare in lungo e in largo, riassumiamo le caratteristiche più interessanti dell’apparecchio, che può già vantare un’invidiabile videografia esplicativa sul web.