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Elektron Analog Keys – Terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo aver passato in rassegna l’impostazione di base e l’organizzazione di sequenza, non rimane che affondare nelle strutture di sintesi disponibili, tenendo presente che tutto quanto viene detto è moltiplicato per quattro, cioè per il numero delle voci – timbricamente indipendenti – disponibili nell’apparecchio.

Di Enrico Cosimi

ak signal path

La struttura di sintesi

Diciamo subito che Analog Keys è un sintetizzatore a quattro parti monofoniche: è possibile organizzarle in gestione polifonica, ma – di fondo – se una voce viene usata, diciamo, per fare una cassa e una seconda voce si impiega per fare il rullante, rimarranno solo due voci per i compiti aggiuntivi. Chiarito questo, è il caso di approfondire, senza annegare troppo nei dettagli (il motore è lo stesso della Analog Four, già trattata su Audio Central Magazine) la struttura di sintesi vera e propria.

Elektron Analog Keys – Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Dopo aver assaggiato l’impostazione di base dello strumento, è giunta l’ora di approfondire – in maniera inevitabilmente incompleta – le funzioni offerte dal motore di Step Sequencer, che permette la programmazione ritmico/armonico/melodica delle quattro voci disponibili all’interno dell’apparecchio.

Di Enrico Cosimi

Schermata 06-2456812 alle 11.18.22

 

Lo Step Sequencer

Analog Keys lavora con un pattern sequencer, cioè con un’unità di memorizzazione che organizza i dati in una griglia di celle (gli step, appunto) che può essere lunga una, due, tre o quattro battute, ciascuna comprendente 16 step. L’insieme dei dati contenuti in griglia è un pattern.

Elektron Analog Keys – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Questo articolo potrebbe sottotitolarsi: “tante cose in poco spazio”. Come già visto nel precedente modello Analog Four, anche in questo caso Elektron ha compresso numerosi comportamenti all’interno dello stesso apparecchio, ponendoli sotto controllo di un’interfaccia utente densa (ci sono comandi in triplice layer shift), ma non priva di fascino. L’importante, è sapere che si vogliono utilizzare – in un colpo solo –  quattro sintetizzatori monofonici analogici, tre effetti, un mixer, uno step sequencer a sei tracce, un motore di conversione/gestione CV/Gate e una tastiera a tre ottave. Insomma, ci vuole pazienza…

Di Enrico Cosimi

A4k front

L’apparecchio, secondo i recenti canoni Elektron, è costruito in maniera solida e affidabile: dimensioni compatte per il box rettangolare schiacciato che si allinea perfettamente all’Analog Four e si allineerà altrettanto perfettamente alla soon to be available Analog Rytm, lunghezza incrementata per ospitare la tastiera.

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