Sequential Circuits Programmer Model 700

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Vintage

Ai bei tempi (nel 1979), quasi tutti i sintetizzatori erano analogici, quasi tutti erano monofonici, quasi tutti erano senza capacità di memorizzazione timbrica. Certo, c’erano costose eccezioni, c’era stato qualche geniaccio che aveva raggiunto la memorizzazione prima degli altri, ma la situazione era quella riportata in apertura. In questo contesto, comparve sul mercato il Sequential Circuits Programmer 700, apparecchio hardware in grado di dare le memorie ai più diffusi sintetizzatori monofonici del periodo, a patto che fossero predisposti per il collegamento con unità esterne di trattamento CV/Gate.

Di Enrico Cosimi

sequential controller 1

La recente ricomparsa di qualche Model 700 su Ebay ci fornisce lo spunto per parlare di questo divertente apparecchio che, a suo tempo, comparve nel setup di musicisti blasonati come Josef Zawinul e Alan Howarth, tanto per nominare i primi due che ci vengono in mente. Insomma, ai bei tempi, i pochi fortunati e facoltosi musicisti che misero le mani sul Model 700 non fecero un cattivo affare…

L’idea era abbastanza semplice e, per correttezza storica, occorre ricordare come già Tom Oberheim avesse realizzato qualcosa del genere, seppure in scala più ridotta, con il modulo Programmer da installare nei suoi polifonici a 4 o 8 voci S.E.M. based.

Per dare le memorie a una struttura analogica di sintesi che ne sia sprovvista, è necessario (allora come oggi) fornire dei generatori di tensione alternativi, esterni alla struttura originale, che prevedano la capacità di convertire il proprio valore di corrente in numeri facilmente memorizzabili. Insomma, non si può memorizzare l’inviluppo del Minimoog Model D… ma si può mandare al Minimoog uno o due inviluppi esterni che siano stati concepiti appositamente per la memorizzazione. Si lavora da fuori, con una scatola – il Programmer Model 700, appunto – che contiene solo generatori di tensione e di controllo adatti alla scrittura in memoria.

Il Model 700 offre, da questo punto di vista, tre generatori di valori costanti, quantizzati in semitoni e con escursione pari a 5V (adatti, quindi, a controllare l’intonazione di tre oscillatori analogici); in aggiunta, ci sono due generatori d’inviluppo a cinque stadi ( Delay, Attack, Decay, Sustain, Release).

Il collegamento avviene in questo modo: dal sintetizzatore che deve essere “memorizzato”, si estrare il Gate e/o il Trigger di tastiera, che servirà a far partire gli inviluppi “esterni e memorizzabili”;  sempre dal sintetizzatore, si tira fuori la tensione CV di tastiera che potrà essere “aggiunta” alle tensioni generate esternamente per fornire gli offset necessari alla trasposizione delle intonazioni e – come vedremo – al funzionamento dell’inviluppo applicato al filtro. 

Da parte del Programmer Model 700, si prelevano le tre tensioni Voltage 1 – 2 – 3 e le si collega agli ingressi CV dei (possibili) tre oscillatori da controllare; se il sintetizzatore – come il Model D Moog – non possiede ingressi individuali di regolazione/controllo, le cose sono più scomode; se, invece, si deve lavorare con un ARP 2600 – per dire… – tutto fila più liscio. Oltre alle tre tensioni di intonazione, si prelevano anche le uscite dei generatori Envelope 1 e 2, avendo cura di collegare il primo all’amplificatore (Loudness Control, sul Moog) e il secondo al filtro (Filter Control, sul Moog). 

Ogni volta che si preme una nota sulla tastiera del sintetizzatore, il Programmer Model 700 “spara fuori” inviluppi e tensioni che istruiscono il sintetizzatore da controllare; sulla superficie del Model 700  – eccoci al dunque – è possibile scrivere, memorizzare, otto banchi da otto locazioni ciascuno contenenti le regolazioni di tune 1-2-3 e di inviluppo 1-2. Non male. 

Per poter usare con comodità l’apparecchio, è possibile aggiungere una tensione di controllo generata dalla tastiera del sintetizzatore; questo segnale è sommabile arbitrariamente e individualmente  all’Envelope Generator 2 (che, di suo, possiede un Offset regolabile per uniformare i comportamenti della Cutoff Frequency) e a ciascuno delle tre tensioni Voltage 1 – 2 – 3 programmabili.

Schermata 12-2457364 alle 09.00.18

Ciascuno dei due generatori d’inviluppo può essere dosato attraverso regolatore di Amount unipolare (da 0 a +13V… che per un inviluppo analogico sono tante); le connessione sul retro del pannello sono disponibili in doppio formato ¼” e ⅛”.

L’apparecchio prevede(va) tre modi operativi definiti: Playback (semplice lettura recall delle configurazioni memorizzate, senza alcuna possibilità di modifica estermporanea di pannello), Variable (richiamo e modifica estemporanea attraverso azione sui controlli di pannello), Record (scrittura in memoria delle regolazioni appena realizzate).

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Comments (2)

  • Cactusound

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    Certo che leggendo di tutto questo “ageggiare” per salvare una manciata di suoni è difficile continuare a chiamarli “i bei tempi” 😉

    Articolo interessante. Una vera chicca.

    Reply

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