Piano Comping & Voicing in pillole – Terza parte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Tutorial

Benvenuti all’ultima puntata di questa mini serie dedicata al tema “voicing” e “comping”. Dopo esserci lasciati con i voicing e le posizioni da utilizzare in situazioni di piano solo o duo, oggi ci concentriamo sugli accorgimenti da utilizzare, per lo meno a mio avviso, quando si suona in band o, comunque, quando si ha a disposizione un (contrab)bassista pronto a riempire le nostre armonie.  Dando per scontati i concetti di armonizzazione, intervalli, circolo delle quinte ecc., in quest’ultima puntata, dato che la “ciccia” è davvero tanta, procederemo più speditamente verso il pratico.

di Antonio Antetomaso

Da che cominciamo? Beh, direi dalla considerazione più ovvia: ABBIAMO IL BASSO! OK, bella scoperta, quindi? Come “quindi”, sapete tutto!! Se il basso suona la tonica, perché mai dovremmo suonarla pure noi? Magari anziché la tonica potremmo utilizzare, a parità di dita, soluzioni che prevedano più estensioni e che arricchiscano il contesto armonico in cui si muovono i nostri bravi solisti.

 

Si ma scusa, e noi? Dobbiamo solo accompagnare? Quando tocca a noi andare in solo che si fa? Semplice:  stesse considerazioni,  da utilizzare però per i block chord! Procediamo per ordine. Ripartiamo dal nostro meraviglioso Cmaj7. Rieccolo di nuovo qui:

Quello in figura è un block chord: cominciamo ad analizzare le situazioni in cui siamo in assolo. Ci troviamo quasi sempre ad eseguire l’accompagnamento con la sinistra e i nostri meravigliosi fraseggi con la destra. Se il basso suona la tonica, allora i voicing e le posizioni da usare sono tutte e sole quelle in cui non compare il C e abbiamo abbondanza di estensioni. Quindi possiamo costruire accordi che partono dalla terza, dalla quinta, dalla settima, dalla nona, dall’undicesima e dalla tredicesima. Si…in teoria! In pratica esperienza e gusto vogliono che le posizioni più usate siano quelle che partano dalla terza e dalla settima, sia per terze che per quarte. In pratica, queste:

Le ultime due sono posizioni cosiddette “quartali”. Stesso dicasi per le altre tipologie di accordo, non dovrebbe volerci molto ad applicare al resto. In merito a queste posizioni, i suggerimenti per prendere pratica sono:

  • Provate e trovate il vostro sound
  • Esercitatevi con i pattern II-V-I lungo tutto il circolo delle quinte.

Piccolo trick: in genere se si parte dalla terza, quasi sempre (specie nei II-V-I) la seconda posizione parte dalla settima e viceversa. Provare per credere. A titolo di esempio, riporto uno dei possibili voicings per il pattern II-V-I in C:

Passiamo al “macello”: il comping!!  Abbiamo fatto il nostro meraviglioso solo, parte un altro solista e noi dobbiamo accompagnare! Il bassista ci lancia un’occhiata storta… Che fare? Le soluzioni sono molteplici. Partiamo dall’analisi della più semplice e poi procediamo spediti verso le più complesse e ricche.

 

Il comping a corna

E’ uno scherzo? No, niente affatto e ora vi spiego perché. La regola è semplice: prendo un block chord qualsivoglia, sposto la seconda nota in alto e divido tra le due mani. Un esempio vi chiarirà quanto esposto:

In figura è riportata la soluzione per il block chord che parte dalla terza e quella per il block chord che parte dalla 7.

Semplice no? Si dice “a corna” perché la diteggiatura consigliata è mignolo/indice per la sinistra e indice/mignolo per la destra. In realtà queste posizioni funzionano abbastanza bene in una band assai articolata, ma in trio (es. piano, basso, batteria) tocca arricchire un po’. Di soluzioni ce ne sono a bizzeffe e molte fanno uso dell’approccio proposto dai grandi musicisti (specie di quelli del panorama Jazzistico) che, negli anni, hanno sperimentato, costruito, inventato. Citiamo Bill Evans in gruppo con Miles Davis (da ascoltare “A kind of blue”) oppure ancora Wynton Kelly. Io, nel mio piccolo, ho cercato di farmi il mio bagaglio di posizioni e voicings da usare nelle varie occasioni.

Vi propongo come approcciare i vari tipi di accordo, con delle tabelle che riportano in numero le note da suonare con la sinistra e le possibili soluzioni per la destra. Tali tabelle le ho reperite girovagando sulla rete e mi sono tornate molto utili:

 

Accordi Min7

In merito alla seconda riga, Bill Evans – con Miles – era solito trasporre di una nota in su la posizione quartale originale, ad ottenere qualcosa del genere:

 

Accordi Maj7

e come esempio di applicazione

Accordi m7b5

Accordi sus4 o 7sus(4)

Accordi dominante 7

Qui c’è da sbizzarrirsi davvero: sugli accordi di dominante ogni cosa è lecita. Dato un accordo di dominante è possibile optare per diversi “colori” dell’accordo, in base alle estensioni adottate e alle relative alterazioni. Procediamo per ordine, quattro le possibilità proposte:

 

 

Accordi min6 o minMaj7

Si suggerisce di utilizzare la tabella in figura 11 applicata come segue: per ogni accordo min6 o minMaj7 suonare, per la mano sinistra uno dei voicings riportati nella tabella di figura 11 per l’accordo di dominante costruito sull’11#. Ad es. Cmin6  –> F7. Per la mano destra utilizzare comunque la tabella 11 evitando di suonare ancora l’11# (il F nell’esempio).

Complicato? Beh un po’, ma vi assicuro che provando questi esempi, alla fine li farete vostri e neanche ci penserete più.

Bene amici siamo arrivati alla fine. Non vi fermate a leggere l’articolo, commentate, proponete la vostra esperienza e i vostri trucchi.

Buona musica.

 

 

 

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