Novation Bass Station II Analogue Synthesizer: qualche considerazione

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

In attesa del Synth Day 5.0, abbiamo avuto il privilegio di giochigliare con uno dei rari esemplari di Bass Station II pervenuti sull’italico suolo: come al solito, il privilegio si paga (niente manuale, funzionalità tutte da esplorare, niente editor on screen, niente verifica sulla consistenza dell’ultimo firmware, niente di niente di niente… solo lo strumento), ma la curiosità era – ed è – tanta.

Di Enrico Cosimi

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Di seguito, qualche anticipazione (meglio ancora: qualche impressione a caldo) sul funzionamento dell’apparecchio che, nei prossimi giorni  – tempo permettendo – sarà oggetto di un’approfondita campagna video. Non una scheda tecnica, perché quella già (in parte) era stata proposta i giorni scorsi; non un approfondimento funzionale, ma una serie di “impressioni d’uso” emerse nelle poche ore passate sullo strumento. Buona lettura.

Filtri

Il comportamento del Classic Filter è diverso – giustamente – da quello dell’Acid Filter. Il primo lavora per riprodurre le sonorità della vecchia Bassline, analogicamente legata ai decenni di fine secolo scorso (…fa una certa impressione, vero?), con preponderanza della Resonance che, non mandando in cancellazione il segnale passante, aggredisce il timbro raggiungendo con facilità l’auto oscillazione. In assenza di circuiti di Gain Control nel filtro – c’è solo un VCA Limiter – occorre stare attenti per non friggere i tweeter.

Schermata 05-2456436 alle 14.36.07

Bass Station II prevede i comportamenti low, band e high pass, con selezione di pendenza a 12 e a 24 dB; in tutti i casi, quale che sia il modo selezionato, dimezzando il numero delle celle, si ottiene un comportamento più blando e – parallelamente – una minor presenza della Resonance; compatibilmente con le curve di Modulation Envelope impostate, il risultato è sempre timbricamente molto interessante. Come è facile immaginare, l’impostazione di base è diversa dal colesterolo statunitense; da questo punto di vista, se cercate i terremoti sulle basse frequenze in filtraggio, dovete rivolgervi agli strumenti con marchio a quattro lettere. 😉

Schermata 05-2456436 alle 14.40.24

L’intervento del VCA Limiter tende a schiacciare la timbrica, abbassando il livello – specie in condizioni di Resonance estrema e di doppia distorsione; non è un full solver, ma può tornare utile durante le fasi di programmazione.

Il secondo filtro, denominato Acid, è calibrato per tirare fuori il suono penetrante del circuito a diodi storicamente collegato a imperdibili macchinette hardware; questa volta, il cambio di modo non è previsto, così come non si può alterare la pendenza del filtro: il comportamento Acid è solo low pass e solo a 24 dB/Oct.

Schermata 05-2456436 alle 14.40.14

La Resonance in modalità acida si comporta molto diversamente: niente fischioni di auto oscillazione, ma una maggior enfatizzazione sulla selettività del trattamento; al massimo della regolazione, il suono diventa nasale, acido (appunto), ma mai sguaiatamente risonante.

Non c’è ancora sufficiente documentazione (sfido io: manca il manuale!), ma i due stadi di distorsione denominati Overdrive e Distortion sono differenziati per tipo di risultato sonoro: più alto di livello il primo, più compatto il secondo, massivi e inquietanti in coppia. Vi sottoponiamo alcune semplici schermate che, a partire da una blanda sinusoide, rendono l’idea del tipo di trattamento (prima individuale e, da ultimo, in coppia).

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Interazione con gli inviluppi

I due inviluppi, Amplitude e Modulation (quello che controlla il filtro) sono ben calibrati; i tempi passano con relativa fluidità dal velocissimo zap al dinamico percussivo, fino a raggiungere maggiore letargia nell’articolazione. Particolarmente comoda è la possibilità di semplificare la programmazione ruotando i quattro slider A, D, S, R al controllo simultaneo dell’inviluppo di ampiezza (quello del VCA) e all’inviluppo di modulazione (quello che va sul filtro, sulla frequenza degli oscillatori, sulla simmetria dell’onda quadra).

Ring Mod

Non può mancare, in una macchinetta sfiziosa, il modulatore ad anello, che tira furoi armoniche ottenute per somma e sottrazione delle frequenze ricavate nei due segnali collegati al circuito. A differenza di altre storiche realizzazioni Anni 70, in questo caso il Ring Mod dello strumento non sembrerebbe basato sul classico XOR caricato a onde quadre… speriamo nella futura documentazione.

Schermata 05-2456436 alle 16.07.35

 

Insomma, niente male!

 

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Comments (2)

  • Mattia Frattari

    |

    Sembra sappiano perfettamente come spillarmi i soldi ultimamente!…

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