Nord Keyboard Nord Lead A1

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Il nuovo Nord Lead A1 Analog Modeling Synthesizer è un polysint a quattro unità timbriche che riprende, scalandole verso il basso, numerose funzioni messe a regime con i modelli di punta della casa svedese. Annunciato or ora per la presentazione alla NAMM, non mancherà di far discutere per diverse decisioni prese in sede di progettazione. 

Di Enrico Cosimi

NordLeadA1 2

Costruzione metallica made in Sweden, tastiera a quattro ottave sensibile alla sola dinamica, architettura a quattro slot con effetti indipendenti e uscite dedicate. Questi i punti chiave che, insieme a un’interfaccia utente particolarmente semplificata, tengono insieme l’apparecchio.

La polifonia è a 24 voci, calcolate con precisione 96 kHz @ 32 bit; quattro parti timbriche indipendenti, meno di cinque chili di peso, connessioni MIDI e USB, con supporto MIDI over USB; prezzo annunciato pari a 1799 dollari americani – staremo a vedere quello che succede dalle nostre parti.

L’interfaccia utente è stata significativamente semplificata, risparmiando sui controlli e rendendo più veloce – ma anche più stremlined – la procedura di programmazione. Nella sezione degli Oscillatori, sono disponibili diverse configurazioni già pronte che fanno riferimento a combinazioni di funzionamento normalmente gestite con Osc 1 e Osc 2… apparentemente con un solo set di controlli sul pannello; le forme d’onda disponibili coprono il normale corredo analogico e il nuovo set di wavetable messo a punto per il prestigioso NL4; le configurazioni comprendono modalità sync, fm, mod env da parte di inviluppi dedicati, lfo env, eccetera.

NordLeadA1-profile 2

I filtri di bordo comprendono comportamento Low, Band, High Pass con suono Nord, più le due nuove emulazioni Ladder M e ladder TB; nel primo caso, si emula il classico comportamento Moog, con progressiva attenuazione del segnale passante alle altre quantità di resonance; nel secondo caso, il modello è la Bassline Roland, con la sua densa tenuta della resonance anche sui livelli elevati.

La sezione effetti è completamente indipendente per ciascuno dei quattro slot e comprende delay, riverbero particolarmente denso, trattamento selezionabile tra drive, ring mod, phaser, flanger, ensemble e chorus. In parte già ampiamente sperimentato nel NL4, ma questa volta con minor affollamento sul pannello comandi. I due nuovi algoritmi di Chorus e Ensemble offrono tutto il calore analogico, coniugandolo con la precisione della generazione sonora VA

Sono disponibili le funzioni di Morph attraverso Key Velocity e Modulation Wheel.

Ciascuno Slot ha il proprio Arpeggiator indipendente, con master clock sync per gli oscillatori a bassa frequenza e le linee di ritardo.

Lo strumento è fornito in bundle con il Nord Sound Manager, librarian per organizzare su Mac/PC le timbriche interne.

NordLeadA1-connections 2

Di seguito, l’elenco dei comandi disponibili sul pannello semplificato:

Oscillators

Waveform Select, Osc Config Select, Modulation LFO Amount, Modulation Envelope Amount, Osc Control.

Filter

Filter Type, Keyboard Track, Drive, Resonance, Frequency, Modulation LFO Amount, Modulation Envelope Amount.

Amp Env

Attack, Decay, Release.

Delay

Tempo, Tap Tempo, Feedback, Ping Pong, Dry/Wet, On.

FX

Rate/Amt, Select, On/Off.

Output

Level/Pan.

Reverb

Dry/Wet, Select, On/Off.

Mod Env

Attack, Decay, Release, Env Invert.

Vibrato

Mod select.

LFO/Env

Rate, Wave Select, LFO/Env Select.

Voice Mode

Bend Range, Unison Select, Multi Edit, Glide Time.

Arpeggiator

Run, Rate, Range.

panel

 Di seguito, le configurazioni disponibili per gli oscillatori

Pitch
Adjusts the pitch of the original oscillator.DeTune
adds a second oscillator, with control over its pitch.
Dual Osc
adds a second oscillator, with a choice of waveform shapes and a choice of octaves. Control the sub oscillator mix level.

Shape
tilts the shape of the Oscillator. If a Square wave is selected the Shape function is Pulse Width Modulation.

Sync
emulates Hard sync by adding an additional oscillator that is the sync reference.

FM
Frequency Modulates the original oscillator with a selection of sine waves.

AM
uses a second oscillator to create Amplitude Modulation.

Noise
adds a Noise element to the original oscillator, with a mix control.

 

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Comments (19)

  • David

    |

    In tempi “analogicamente” fertili fossi nei panni di Clavia e Access mi darei un po piu’ da fare: le ultime release di Elektron, (conterranei tra l’altro) Dave Smith, Arturia, Novation, Korg, Moog…lasciano intendere a una concorrenza serrata, il pubblico secondo me si e’ un po stufato della politica delle due case produttrici di Virtual Analog..Access e’ dal 2009 che non fa uscire novita’ sul mercato, Clavia sembra non ascoltare le esigenze e le richieste dei propri utenti (Nord Modular G3 ?)..da una parte e’ una questione di ricorsi storici a mio avviso: anni 90 e primi 2000 il boom del digitale e dei virtual analog e ora il trend invertito con il ritorno dell’ analogico e della performance oriented. Proprio per questo motivo Clavia e Access rischiano di perdere terrreno a mio avviso, inoltre una considerazione tecnica: se devo acquistare un virtual analog, deve essere una macchina versatile, multitimbrico, con wavetables, filtri multimodo, effetti e un display alfanumerico per editare i presets…tanto per citare due macchine Novation Ultranova e Waldorf Blofeld riassumono bene il concetto di synth versatili. Non riesco bene ad inquadrare questo Lead A1, ma filosoficamente non mi piace e forse non mi piace la strada intrapresa da Clavia. Se deve essere digitale deve darmi funzioni che non ha l’analogico, se deve essere sul modello di un analogico ma “non” suonare come tale prendo un analogico, anche perche’ la fuori c’e’ un mondo tutto da scoprire oggi..:)

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  • Enrico Cosimi

    |

    quando si affronta questo argomento con i boss di Clavia/Nord, ti tappano la bocca dicendo: “noi ci manteniamo vendendo stage piano; il modular è stato un fallimento commerciale”…

    diciamo che, da quell’orecchio, proprio non vogliono ascoltare 😐

    Reply

  • David

    |

    concordo pienamente con la tua osservazione Enrico: i profitti di Clavia vengono dai vari Nord Stage, Nord Electro..il settore synth sembra non essere piu’ prioritario per la casa svedese:( una domanda Enrico: secondo te come intende muoversi Access rispetto agli ultimi sviluppi e al Namm ormai alle porte? Grazie!

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  • nicola

    |

    anche io non capisco questa mossa della clavia, appena 3 mesi fa è uscito nord lead 4…
    a quanto pare il g2 ha quasi ucciso clavia, non tutti quando l synth è uscito hanno apprezzato, non tutti gli utenti piace un synth così complesso (a mio parere il synth digitale più figo dell’universo), e nord si è mantenuta con i vari stage e lead 2x.
    a mio parere potremo aspettarci qualcosa del genere da elektron! un modular synth con interfaccia da sbavo… accendo subito un mutuo!

    adesso poi i nord g2 keyboard li trovi a prezzi esorbitanti, mentre i g1 essendo sull’obsoleto costano di meno e sono abordabili!
    mi sa che ci faccio un pensierino sul rack g1 con un bel ibookg4 da 50 euro
    mentre il rack g2 costicchia ma non ha nessuna interfaccia mannaggia a clavia!

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    • Enrico Cosimi

      |

      ma il rack G2 puoi controllarlo con quello che ti pare… basta mappare i controlli e va bene anche un cassonetto da 20 euro :-)

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      • nicola

        |

        mi consigli il g2 rispetto al g1?

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  • Antonio Antetomaso

    |

    Mi sembra come quando la Apple ha dichiarato l’uscita dell’iPhone 5C spergiurando che sarebbe stato “LOW COST”. Debbo dire che il concetto di low cost si è rivelato abbastanza opinabile…:-D.
    Sono curioso di vedere come reagirà il mercato.

    Reply

  • Attilio De Simone

    |

    Secondo me i synth Clavia sono andati molto dalla fine degli anni fino alla fine del primo decennio di questo secolo, quando effettivamente chi voleva un suono che ricordasse gli analogici con una certa credibilità. Adesso la situazione è mutata tantissimo. Innanzitutto la concorrenza sui synth VA è cresciuta tanto, i prezzi sono scesi e in più si è aggiunta la concorrenza dei produttori di synth analogici che sui prezzi cominciano ad avvicinarsi tantissimo ai prezzi dei VA (vedi il Prophet 8 con una polifonia analogica di 8 voci indipendenti). Il Nord Modular era un bel progetto per il periodo in cui è stato concepito (fine anni ’90) ma attualmente lo vedo poco pratico. Se per gestirlo bisogna collegare la macchina al computer e per creare le patch bisogna stare a lavorare col mouse, tanto vale lavorare direttamente con il Reaktor, che consente delle possibilità molto più estese, sia in termini di architettura sonora, sia in termini di polifonia (e qui il limite è dettato solo dalla capacità della CPU del computer su cui si lavora).

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    • Attilio De Simone

      |

      Con questo non voglio criticare il NM, anzi, lo strumento è bellissimo, ma forse i tempo sono cambiati e, oltre che per motivi commerciali, una sua ulteriore evoluzione comincia ad avere senso solo se si rendesse la sua gestione al 100% indipendente dal computer. È interessante quello che ha fatto DSI con i display Oled per la versione rack del Prophet 12. Questa sarebbe potuta essere una delle possibili direzioni che avrebbe potuto intraprendere Clavia per il NM. Penso che ormai dopo oltre un decennio di convivenza hardware/software, la situazione sia chiara. Chi ha uno strumento hardware lo vuole gestire senza computer, sia per il live, sia per la costruzione delle patches. La comunicazione col computer è richiesta solo per altri scopi (registrazioni, gestione dei banchi, ecc). Collegare un hardware ad un computer per gestire la costruzione dei suoni, significa compiere un passaggio in più, e allora tanto vale usare direttamente un software. Questo è un altro possibile motivo per cui il NM non si è più evoluto.

      Reply

      • Enrico Cosimi

        |

        purtroppo, le logiche commerciali di grosse ditte possono sfuggire ad un osservatore esterno…
        speriamo che in futuro si decidano a rinfrescare i fasti del progetto Nord Modular :-)

        Reply

      • Enrico Cosimi

        |

        c’è in giro un editor terze parti per il NMG2

        Reply

  • Maurizio Fiori

    |

    Volevo chiedere una delucidazione su un argomento MIDI. Proprio ieri su youtube ho visto suonare un vst da una master. Veniva suonato un’accordo in forma stretta di quattro note sulla parte lower della tastiera e si vedeva sulla tastiera virtuale del vst che lo stesso accordo veniva suonato in parte lata con note in più, cioè veniva raddoppiata la tonica sull’ottava più bassa mentre le altre note suonavano su un’ottava più alta. Volevo chiedere se questa funzione appartiene alla master, alla DAW o a quel vst in particolare. Grazie e ancora complimenti per il sito.

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    senza sapere di che master e di che VST si trattava, è dura da dire e non rimane che buttarsi a indovinare;

    probabilmente, dico probabilmente, è un layer di zone sulla master, fatto in modo da avere raddoppi e triplicazioni a ottave diverse per la nota più bassa (low note priority) o più acuta (high note priority)

    ovviamente, se il VST offre di suo queste possibilità, ad esempio a livello di performance, non c’è necessità di programmare la cosa su una master…

    Reply

      • Enrico Cosimi

        |

        e, allora, se nel VST non è possibile, è una funzione ottenuta sovrapponendo zone dentro alla master 😉

        Reply

  • saul

    |

    Ciao a tutti,
    chiedo scusa se sono forse offtopic ma penso cmq non lo sia del tutto.
    Sono capitato su questo articolo perchè mi interessa il Lead A1 ma c’è secondo me un grosso limite che ancora non me l’ha fatto acquistare, ovvero l’eccessiva offerta di potenzialità e perciò la complessità nella gestione.
    Parlo da neofita di questo mondo perciò prendete con le pinze il tutto.
    Sono molto combattuto tra il Lead A1 e la sua polifonicità e il Moog Sub Phatty, il quale è invece più “diretto” nella trasformazione del suono (gli spippolamenti con le manopole lo rendono più friendly per me) ma ovviamente è monofonico.
    Vorrei chiedere agli esperti (Enrico in primis ovviamente) se esiste un prodotto che riesca ad unire la praticità della fisicità delle manopole del Sub phatty con le possibilità polifoniche del Lead A1 ed eventualmente qualche effetto (delay etc). Anche il fatto di essere un 25key fa del moog una cosa più interessante per me che non sono un pianista e non ho bisogno di troppi tasti.
    In questo senso mi ero avvicinato al Timbre Wolf Akai che ha sei voci synth , pochi tasti, ma tutti me lo hanno caldamente sconsigliato…
    Esistono prodotti 25key, polifonici o con differente voci sovrapponibili, a cavallo tra le potenzialità del sub phatty e il tappetone Nord Lead?
    grazie mille in anticipo Saul

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      la polifonia è difficilmente implementata su macchine a 25 note – sarebbe in contrasto con l’oggettiva impossibilità di gestire, in sole due ottave, un numero significativo di voci simultaneamente disponibili; premesso che ha poco senso paragonare un polifonico a un monofonico, occorre tenere presente che A1 Nord è una macchina “volutamente semplificata”, per un’utenza che non vuole complicazioni: per tutti gli altri, lo stesso marchio offre il modello NL4

      se quello che serve è la polifonia spippolabile, senza tastiera, io andrei direttamente – budget permettendo – sul nuovissimo Novation Peak oppure, tenendosi basso sul costo, sul Behringer DeepMind 12 a modulo…

      Reply

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