Nord Electro 3: vintage a portata di mano (prima parte)

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Gear

Avendo da un po’ cambiato genere musicale, ho pensato  di rinnovare e svecchiare il mio impianto e, complici il poco spazio a disposizione e l’esigenza di elevata mobilità, sono caduto sullo strumento in questione. Quale migliore occasione per sottoporre il Nord Electro 3 Seventythree ad una prova approfondita, da condividere con i lettori?

di Antonio Antetomaso

 

 

Come ogni macchina Nord, lo strumento è stato concepito per un uso prettamente live ed è dedicato al mondo elettromeccanico – vintage anche se, come vedremo, ospita un interessante sintetizzatore, sicuramente limitato, ma efficace nel suo comportamento. Diciamo che, se non amate gli strumenti elettromeccanici, o avete bisogno di oscillatori, arpeggiatore, inviluppi, step sequencers e filtri vari, questo non è lo strumento che fa per voi… Analogamente, se siete musicisti abituati a “splittare” il vostro sint in 10 parti o ad utilizzare 5 layer di suoni mappati su altrettanti livelli di velocità, meglio rivolgersi altrove.

Direi che, per definire il Nord Electro, la parola giusta è combo;  uno strumento multi funzione, diviso in due parti relative a:

  • sezione a modelli fisici, dedicata all’emulazione (con la E maiuscola) di tre organi vintage – Hammond B3, Farfisa e Vox.
  • sezione sample based, dedicata a timbriche di piani acustici, elettrici, elettro acustici, clavinet e ogni ben di Dio che compaia nella free sample library Clavia/Nord.

Nella seconda parte dello strumento è presente anche una zona in cui è possibile caricare campioni più vicini al mondo synth, sempre mantenendo l’accento sulla “V” di vintage: Mellotron, CS-80, Minimoog, Oberheim, Prophet e chi più ne ha più ne metta. Potevano infine mancare i campioni dei synth Nord (Lead, Wave, Modular GX ecc.)? Figuriamoci: ci sono anche quelli…

A corredare il valore di questo strumento, dal sito Nord   è possibile scaricare circa 6 GB e mezzo di suoni aggiuntivi e alternativi al set di base con cui la tastiera viene commercializzata. I suoni sono raggruppati sostanzialmente in due categorie, distribuite anche su supporto ottico (DVD) in bundle con lo strumento, la Nord Piano Library e la Nord Sample Library. I nomi dovrebbero farvi capire ovviamente quale tipologia di suoni appartiene a quale categoria…

Prima di passare all’analisi, ricordo che lo strumento è disponibile in versione a 61 e 73 tasti con tastiera waterfall (per la gioia di tutti gli organai) e a 73 tasti Hammer Portable, per il tripudio di tutti i pianieri Noi ci concentreremo sulla versione 73 waterfall. Lente di ingrandimento alla mano,  entriamo maggiormente nel dettaglio e diamo una scorsa ai bottoncini e alle manopoline a disposizione.

 

Sezione organi

Partiamo dagli organi, la sezione più succosa e, se vogliamo, il punto forte di questo strumento. I comandi  sono tutti sulla parte sinistra dello strumento, assieme al potenziometro che regola il volume master. Come si nota dalla figura, spiccano al centro della sezione “ORGAN” i nove drawbar virtuali, con i quali si comanda – in assenza di tiranti meccanici veri e propri –  il generatore elettrofonico virtuale. In base al modello di organo emulato (B3, Farfisa, Vox), i drawbar virtuali si illumineranno e si comporteranno in maniera contestualizzata.  Con il modello B3, i nove drawbars agiranno esattamente come i nove tiranti che abilitano o inibiscono la produzione delle altrettante armoniche sinusoidali, permettendo di dosarne il livello in maniera individuale (nove gradazioni, da tutto chiuso – in alto – a tutto aperto – in basso).   Nel Farfisa, i drawbars agiscono in modo completamente diverso, assumendo il carattere di interruttore On/Off.  Naturalmente, quale che sia l’organo scelto,  è possibile comandare più di un drawbar simultaneamente, ci mancherebbe…

Non c’è organo senza Leslie! Sulla sinistra dello strumento è presente una coppia di pulsanti dedicata appunto al comando delle velocità del rotary speaker emulato. Con il comando Stop Mode è possibile passare da un modello di Leslie più antico a una sola velocità, a uno più moderno dotato di due velocità (Slow/Fast – Chorale/Tremolo).  Ovviamente, la velocità del rotary può essere comandata mediante pedale dedicato o in alternativa con un footswitch di sustain.

Se non foste soddisfatti dell’emulazione rotary residente, potete sempre scegliere di usare un vero Leslie. Date un’occhiata qui…

 

Chorus/Vibrato e Percussion

Così come nel modello elettromeccanico, non potevano mancare Chorus/Vibrato e Percussion. Il selettore in alto, sopra ai drawbar, permette di abilitare il Chorus/Vibrato e di selezionare uno tra i tre livelli  a disposizione. Dulcis in fundo la percussione, immancabile. Accanto, sono presenti i controlli della Percussion, con possibilità di decadimento Soft/Normal e velocità Slow/Fast; si può scegliere tra la seconda e terza armonica; come nello strumento vero, il comportamento della percussione è di tipo single trigger, cioè non può essere innescata se non suonando “staccato”.

E i due manuali? Con una sola tastiera come facciamo se dobbiamo usare due timbri di organo differenti (ad es. per un walkin bass “cupo” con la sinistra e per un solo ruggente con la destra in simultanea)? Basta ricorrere allo split della tastiera, mediante apposito pulsante Preset/Split, per richiamare istantaneamente due timbri differenti di organo precedentemente impostati.

A questo punto, permettetemi di chiudere questa prima puntata proponendovi un video in cui mi esibisco con la sezione organi, per permettervi di apprezzarla (o, almeno, spero…) in tutte le sue funzionalità. Nella prossima puntata analizzeremo la sezione Sample passando in rassegna i pianoforti acustici, quelli elettrici e tutto il resto.

 

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