Nord Drum 2 Analog Modeling Percussion Synthesizer- Seconda parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Continuiamo con la panoramica sulle caratteristiche salienti della potente Nord Drum 2.

Di Enrico Cosimi

 

NordDrum2-NordPad

Sintonizzazione della batteria sulle note MIDI desiderate

ND2 può essere pilotata analogicamente attraverso trigger, o con il proprio pad dedicato o attraverso MIDI; in questo caso, può essere comodo uniformare la trasmissione del controller sulle note default 60, 62, 64, 65, 67, 69 (do, re, mi, fa, sol, la dell’ottava centrale MIDI) oppure ricorrere al MIDI Learn per uniformare il comportamento del modulo a quello di un controller eventualmente non modificabile in trasmissione.

 

ND2 block diagram 700 dpi

Canale di voce

Come è tradizione del sound design percussivo, le timbriche sono realizzate con un sofisticato sistema di generazione per canali paralleli, più sofisticato di quello presente nella versione Mk1, di sicuro apprezzabile da quanti vorranno investire in tempo necessario alla sua comprensione.

Nord Drum 2 genera sei canali di voce simultanemamente; ciascuno di questi può sfruttare una timbrica diversa ottenuta lavorando con lo stesso tipo di architettura timbrica; non ci sono “motori di sintesi” diversi, ma solo una dotazione di parametri che deve essere padroneggiata.

ND2 soundgeneration-full

Un suono è creato miscelando tre componenti diversi: il Tone vero e proprio – la “nota” prodotta dalla membrana o dal metallofono – il Noise – la componente di rumore – e il Click – l’impatto percussivo iniziale. Ciascuno di questi tre componenti ha un preciso corredo di parametri. 

In maniera arbitraria, è possibile definire le subordinazione di Mute Group, per interrompere la timbrica di un determinato canale quando ne sta suonando un altro ben preciso e necessariamente alternativo; l’esempio classico, desunto dal vecchio mondo delle sample-based drum machine è quello del closed hat che tronca il suono di open hat. Con Shift+Mute Group si definisce il primo suono da raggruppare, si continuano a sommare timbriche subordinate e si conferma con una seconda pressione su Mute Group.

La costituzione di un gruppo di timbriche prevede l’accesso a particolari parametri di livello superiore, comuni – appunto – a molteplici canali di sintesi. Ulteriori particolari in seguito.

A questo punto, non rimane che affrontare le tre componenti timbriche (noise, tone e click) verificando le offerte “parametriche” di ciascuna sezione.

 

noise

Noise

C’è un generatore di white noise subordinato ad un filtro multimodo messo sotto controllo di un inviluppo dedicato.

noise-section

I parametri significativi comprendono:

  • Filter Frequency: la frequenza di taglio, regolabile tra 0 e 50.
  • Filter Type: si può scegliere tra low pass a 12 e 24 dB, high pass a 12 o 24 dB, band pass a 6 o a 12 dB; in più, c’’è una il comportamento HP High Cut, versione modificata del filtro passa alto con un’attenuazione anche sulle acute.
  • Filter Envelope (Amount): la quantità di modulazione generata dall’inviluppo dedicato e scalabile attraverso processore bipolare; l’escursione è pari a +/-50.
  • Filter Resonance; la quantità di ricircolo del segnale filtrato, variabile tra 0 e 20, che non raggiunge l’auto oscillazione.
  • Attack/Rate; la velocità con il quale l’inviluppo raggiunge il massimo livello e, conseguentemente, la velocità con la quale il filtro (quale che esso sia) varierà il valore della propria frequenza di taglio. Il parametro può agire anche da LFO Rate quando il modulo è impostato per lavorare con i comportamenti ciclici di modulazione. (ulteriori particolari in seguito).
  • Attack Mode; qui iniziano i guai, perchè oltre a configurare in maniera transiente (AD Env) o ciclica (LFO) l’intero inviluppo, ogni volta che si cambia tipo di comportamento, occorre fare i conti con una diversa escursione di parametro; sono disponibili comportamenti di modulazione ciclica che sommano alle ripetizioni una coda finale più o meno regolabile, per avvicinarsi al classico timbro clap di analogica memoria.
    • AD Mode; l’inviluppo funziona come un Attack/Decay “normale”, con traiettoria lineare di attacco e comportamento decay esponenziale.
    • LFO1, LFO2, LFO3; tre comportamenti ciclici, regolabili in velocità attraverso la commutazione Attack/Rate e nel tipo di forma d’onda utilizzata: LFO 1 usa una dente di sega, LFO 2 usa una triangolare, LFO 3 usa una rampa ascendente.
    • Clap 1 – Clap 9; nove comportamenti di modulazione ciclica ad andamento percussivo progressivamente più basso, regolabili in densità delle ribattute (parametro Attack/Rate) e persistenza della coda (parametro Decay). I nove modelli sono differenziati per la durata della coda.
  • Decay; la velocità di caduta dell’inviluppo di filtraggio. Ci sono tre possibili andamenti per la curva di decadimento: esponenziale, con accelerazione iniziale e decelerazione progressiva, lineare e gate, cioè con chiusura brusca del segmento di hold level.

Attenzione! Rispetto allo schema grafico fornito, occorrerebbe rappresentare (in maniera più pignola) un amplificatore collegato all’uscita del modulo filtro e gestito con lo stesso inviluppo usato per regolare la frequenza di taglio.

  • Decay Lo; è una diversa regolazione di tempo che viene presa in considerazione quando il musicista suona la Nord Drum 2 usando una key velocity non esasperata; ovviamente, il parametro ha senso anche in tutti gli altri sistemi di innesco audio – ad esclusione del tastone Trig/Tap sul pannello frontale. Altrettanto ovviamente, il passaggio tra i valori di Decay e Decay Lo è effettuato attraverso interpolazione. Il range operativo è compreso tra 0 e 50, ma il parametro può essere disabilitato a discrezione.

 

Al prossimo giro, affronteremo Tone e Click.

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