Moog Werkstatt 2014 Kit: lo vedremo mai in Italia?

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

In occasione dell’epocale MoogFest 2014, il gruppo di geniacci capitanati da Mike Adams ha presentato un piccolo strumento in scatola di montaggio che si chiama Werkstatt (officina…). Inizialmente proposto come scheda da popolare con i componenti attraverso saldature e montaggi da tipico workshop, è stato successivamente convertito in semplice kit di assemblaggio (in stile KORG MS-20Kit, per intenderci), da montare “e basta”.

Di Enrico Cosimi

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Quello che ha inizialmente raggelato gli entusiasmi è stato sapere che Werkstatt era dedicato esclusivamente al mercato statunitense, attraverso una rete di venditori – ben noti a tutti gli affezionati sintetisti – che non possono vendere al di fuori del territorio statunitense. Oggi, dopo una serie di interessanti indiscrezioni, sembra, si dice, pare, corre voce, si sussurra che forse dopo l’Estate potrebbe esserci una ri-edizione del Werkstatt in scatola di montaggio, ma questa volta disponibile per il mercato internazionale. Se son rose…

Intanto, diamo un’occhiata alle caratteristiche dell’apparecchio.

Werkstatt è un sintetizzatore patchabile, monofonico, analogico, alloggiato in un cabinet metallico sufficientemente compatto per suscitare le massime velleità di trasporto. Le potenzialità di base del circuito – sufficientemente semplificato per non creare problemi all’utenza meno esperta – possono essere espanse lavorando con la mini patch bay di cui è dotato l’apparecchio.

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La generazione sonora è demandata ad un oscillatori audio (con frequenza compresa tra 8 e 16.000 Hz) che produce onde dente di sega e impulsiva a simmetria variabile. Sul pannello comandi, sono disponibili i trimmer per la regolazione di Frequency e PWM; attraverso un selettore a due posizioni, si sceglie la forma d’onda desiderata.

La frequenza dell’oscillatore può essere controllata, con amount regolabile, attraverso la scelta della sorgente Envelope Generator o Low Frequency Oscillator; alternativamente alla frequenza, si può controllare – con le medesime sorgenti – la simmetria dell’onda impulsiva.

Il segnale dell’oscillatore confluisce dentro il classico Low Pass Filter 24 dB/Oct Moog, che lavora tra 20 e 20.000 Hz e può essere controllato – di pannello – attraverso Cutoff e Resonance. In aggiunta, è possibile modulare la frequenza di taglio scegliendo una delle due sorgenti EG e LFO disponibili, con amount e polarità +/- regolabile.

L’amplificatore controllato in tensione può essere gestito attraverso generatore d’inviluppo di bordo o lasciato permanentemente in On – ad esempio, per produrre drone ininterrotti.

L’oscillatore a bassa frequenza LFO produce onda quadra e triangolare, con velocità regolabile tra 2 e 600 Hz; un le rosso visualizza la frequenza di modulazione.

Il generatore d’inviluppo è di tipo semplificato Attack/Decay, ma può essere convertito in funzionamento Attack/Release inserendo un segmento di Sustain sotto selettore dedicato.

Nella fascia bassa dell’apparecchio, tredici micro interruttori mimano un’ottava di tastiera cromatica per intonare la frequenza dell’oscillatore; è disponibile una regolazione di Glide per smussare gli intervalli eseguiti.

 

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La Patchbay

Il punto di forza dell’apparecchio, quello che suscita la cupidigia degli smanettoni più inveterati, è la presenza della Patchbay: organizzata con microplug singolo connettore (poco più del cavo elettrico spellato e stagnato…), offrono numerosi punti di collegamento audio e di controllo CV:

  • VCO Exponential FM Input in standard 1V/Oct; l’escursione è pari a -5/+5V sotto trimmer dedicato;
  • VCO Linear FM Input, con escursione pari a +/- 2.5V; l’ingresso è con inversione;
  • VCO Signal Out; 0/+5V picco picco;
  • VCF Audio Input, non bufferato, non miscelato, accoppiato AC (in pratica, il segnale esterno è sparato dritto dritto dritto dentro al filtro);
  • VCF Frequency Input, con escursione -5/+5V;
  • VCF Audio Out; -2/+2V picco picco;
  • VCA Level control (0/+5V in VCA EG; +/-2.5V in VCA ON);
  • LFO CV Input (-/+5V); l’escursione negativa permette di rallentare molto l’oscillatore… più di quanto non sia possibile attraverso regolazione di pannello;
  • Keyboard CV Out x 2; 1V/Oct
  • Keyboard Trig Out x 2; impulso da 5 millisecondi, escursione 0/+5, generato low note priority;
  • Keyboard Gate Out x 2; 0/+5V, tensione di controllo generata low note priority;
  • Envelope Generator Out x 2; 0/+5V;
  • LFO Output; +/- 2.5V.

Sul pannello posteriore, sono disponibili le connessioni relative a: Audio Out (+/-1.5V picco picco), Power Input +12VDC (positivo al centro, 1.2A da trasformatore in dotazione).

Ancora una volta, se son rose…

 

 

 

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Comments (5)

  • Efrem

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    Erano invidiosi di Korg appunto…

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  • Paolo Cocco

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    Un secondo VCO era di troppo? Ok lo ammetto, non ho mai amato oggetti con un solo oscillatore, e non apprezzo nemmeno il SUB (perchè è un banale flip-flop che divide by 2 e genera onde praticamente rettangolari. Nella preistoria, quando ho avuto (in regalo!) un Micromoog mi sono subito costruito una dual SSM-based VCO board. Ed era anche discretamente stabile, al punto che me sono portato in giro il tutto senza troppi problemi di tuning.
    Gli schemi erano quelli della “E-mu Modular demo board”, leggermente riadattati.
    Con i CEM ho invece rimpolpato il Moog Prodigy, stavolta con una board 2VCO+1VCF+1VCA+3ADSR, purtroppo montato in un case che dire orribile è un complimento. La stessa scheda ha poi egregiamente funzionato per un Korg MS-20, con le dovute bestem….. modifiche per la questione V/oct rispetto “all’odioso Hz/V”.
    Ma che soddisfazione sentirli funzionare :))

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    • Enrico Cosimi

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      ho il sospetto che il werkstatt sia concepito per costare il meno possibile e creare il minor numero di problemi all’utenza meno esperta… quindi, un solo oscillatore è pressoché inevitabile…

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  • Paolo Cocco

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    diciamo che se la Patchbay è un bel punto di forza, l’oscillatore singolo è un ottimo minus. Credo però che l’oggettino avrà abbastanza successo, perchè è indubbiamente interessante.

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  • Paolo Cocco

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    P.S. se mai lo venderanno anche qui.

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