Moog Matriarch

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear

Moog Matriarch è un sintetizzatore parafonico a 4 voci con percorso audio completamente analogico dotato di Sequencer di bordo, Arpeggiatore, filtro Ladder stereofonico e Analog Delay stereofonico. E’ possibile creare da subito pattern e accordi di grande spessore timbrico senza ricorrere ad alcuna forma di patching, o si può costruire tessiture, suoni e comportamenti imprevediili attraverso i 90 punti patch previsti dall’architettura semi modulare di Matriarch. Lo strumento si basa pesantemente sull’architettura circuitale del Moog Modular e rappresenta un deciso passo in avanti per la programmazione a multi dimensione espressiva.

A cura della Redazione di Audio Central Magazine

Schermata 2019-04-24 alle 13.38.39

Matriarch è un sintetizzatore analogico concepito per enfetizzare l’immaginazione del musicista; ad oggi, rappresenta il pinnacolo delle architetture semi-modulari targate Moog. L’architettura patchable di Matriarch garantisce un comportamento praticamente infinito relativo a programmazione, sperimentazione, performance.

Schermata 2019-04-24 alle 13.38.53

Si possono creare armonie con quattro note di articolazione paraofonica liberamente sequenziabili, trasponibili e memorizzabili nei 256 eventi dello Step Sequencer di bordo; in alternativa, i quattro VCO possono essere sovrapposti per suonare timbriche enormi.

Il percorso audio è analogico al 100% e si basa sui progetti originali di Bob Moog, coprendo un vocabolario sonoro che spazia dai bassi monofonici in saturazione leggera o severa, alle ritmiche parafoniche in morbida evoluzione, fino a raggiungere comportamenti simil-waveshape usando i quattro oscillatori audio in sequenza di amplificazione.

Schermata 2019-04-24 alle 13.39.08

La struttura semi modulare sfrutta 90 punti patching disponibili sul pannello frontale e su quello posteriore; io stereo analog delay può essere usato – come il sequencer di bordo – in totale autonomia dalla sezione di sintesi vera e propria per trattare strumenti esterni.

Schermata 2019-04-24 alle 13.39.25

Queste le caratteristiche principali:

  • funzionamento monofonico, bifonico e quadrifonico in parafonia
  • analog delay stereofonico con 700 millisecondi di delay time sincronizzabile MIDI in stereo o in modalità ping-pong
  • step sequencer a 256 eventi, con quattro note per step e 12 pattern memorizzabili, può lavorare in modo completamente indipendente dalla sezione di sintesi vera e propria
  • arpeggiaatore con modi selezionabili (order, f/w, random)
  • motore di sintesi in configurazione semi modulare, non ha bisogno di patching per suonare
  • 90 punti di patching modulare in formato Eurorack
  • tastiera Fatar 49 note sensibili alla dinamica e al channel afttertouch; i due segnali sono patchabili a discrezione del musicista
  • 4 oscillatori analogici con forme d’onda, frequenza e hard sync selezionabili individualmente
  • LFO analogico con sei forme d’onda
  • doppio filtro analogico con opzioni di funzionamento parallelo HP/LP, stereo LP/LP, serie HP/LP
  • due generatori d’inviluppo analogici ADSR
  • due VCA analogici
  • tre attenuatori bipolari controllabili in voltaggio e utilizzabili come amplificatori/ring mod ( a seconda della unipolarità/bipolarità del segnale di controllo)
  • 2 multipli a quattro connessioni non bufferati
  • un lfo aggiuntivo per modulazioni “al volo”
  • ingresso audio 1/4” per segnali esterni da processare attraverso la struttura di Matriarch
  • connessioni audio stereo in formato Eurorack e 1/4”

Schermata 2019-04-24 alle 13.39.37

Tutti i circuiti analogici sono modellati su hardware particolarmente prestigiosi: gli oscillatori riprendono il design degli oscillatori Model D, il mixer si rifà al modulo CP-3, il filtro segue il design del 904A, il VCA è basato sul progetto del modulo 902 e l’inviluppo segue la struttura del modulo 911. Il circuito analog delay è quello del MF-104M Moogerfooger (già usato anche nell’hardware in formato Series 500).

Schermata 2019-04-24 alle 13.39.49

Dati tecnici

  • TYPE – Semi-Modular Analog Synthesizer
  • SOUND ENGINE – 100% Analog
  • NUMBER OF KEYS – 49 Full-Size Keys
  • TYPE OF KEYS – Velocity-sensing with Aftertouch (Velocity and Aftertouch are not
    hard-wired – available via MIDI, KBD VEL OUT and KB AT OUT jacks)
  • OTHER CONTROLLERS – Pitch Bend, Mod Wheel, Variable Glide, Expression pedal in
    to CV out, and Sustain Pedal in
  • POLYPHONY – Monophonic, 2-Note Paraphonic, and 4-Note Paraphonic
  • SOUND SOURCES – 4x Analog Oscillators with Selectable Waveforms (Oscillators 2, 3,
    and 4 support Hard Sync), White Noise Generator, External Input jack.
  • MIXER – 6 input (5 eurorack level and 1 instrument level) DC coupled discrete mixer with asymmetrical clipping behavior
  • FILTERS – 24dB/Octave Low Pass Filter with Resonance, 24dB/Octave switchable Low Pass/High Pass Filter with Resonance. Configurable in parallel (HP/LP), stereo (LP/LP), and series (HP/LP).
  • MOD SOURCES – Analog Modulation Oscillator with selectable and patchable output (Sine, Saw, Ramp, Square, Stepped Triangle, Smoothed Random, Sample and Hold, Noise). Additional LFO (Tri, Square)
  • ENVELOPES – 2x Four-Stage ADSR with End of Envelope gate outputs
  • ATTENUATORS – 3x Bipolar Voltage Controlled Attenuators with Ring Mod capabilities
  • MULTS – 2×4 Parallel-wired Non-buffered Patch Points
  • VCAs – 2x discrete analog VCAs routed in stereo
  • EFFECTS – Stereo Analog Delay with Ping/Pong, MIDI and CV clock sync, voltage
    controlled Mix, and independent L/R delay times, feedback, and I/O.
  • ARPEGGIATOR / STEP SEQUENCER – 256 Steps with up to 4 notes per step; 12
    Sequence locations
  • PATCH POINTS – 90 x 3.5mm front and rear panels, 49 Inputs, 33 Outputs, 2×4
    Parallel-wired Mults.
  • PEDAL INPUTS – 1/4” Sustain, 1/4” Expression
  • AUDIO INPUT – 1/4” TS jack (Rear Panel)
  • AUDIO OUTPUTS – 2x 1/4” TS jacks for line level output (Rear Panel), 1/4” Headphone
    jack with dedicated level knob (rear panel), 2x 3.5mm Eurorack level outputs, 2x 3.5mm
    Delay outputs
  • MIDI I/O – 5-pin DIN In, Out, Thru; plus MIDI over USB (Rear Panel)
  • DIMENSIONS – 32” (81.28cm) Wide x 14 1/4” (36.19cm) Deep x 5 1/2” (13.97cm) High
  • POWER – Included Power Adapter 12V DC (positive tip), 2A, 100 to 240 Volts AC,
    50/60Hz with screw-on barrel connector.
  • WEIGHT – 24lbs. / 10.89kg
  • La disponibilità prevista è per Estate 2019

Schermata 2019-04-24 alle 13.40.05

Tags: ,

Comments (28)

  • nessuno

    |

    La domanda che verrebbe da porsi è: perchè comprare il grandmother quando da ora puoi comprare il matriarch (portafogli permettendo)? cos’ha il grandmother che il matriarch non ha (spring reverb a parte)?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      uno è monofonico “e basta”; l’altro è monofonico o parafonico, quindi può prendere gli accordi a quattro voci…

      Reply

      • nesuno

        |

        Si, che uno fosse solo monofonico e l’altro anche parafonico a 4 voci lo avevo già capito. E partendo da questo assunto mi sembra molto più logico (portafoglio permettendo) spendere un pò di più per il Matriarch piuttosto che fermarsi al Grandmother. Sempre che il Grand non abbia altre futures (oltre al reverb) che il Matriarch non ha, in tal caso sarebbero proprio due prodotti differenti, ma vista così non sembra. Uno pare essere la versione XL dell’altro.

        Reply

        • Enrico Cosimi

          |

          ci sono

          due filtri, due inviluppi, due amplificatori, cinque attenuatori/ringmod/vca patchabili, dodici locazioni sequencer, quattro ottave parafoniche, stereo analog delay

          versus

          un filtro, un inviluppo, un amplificatore, un attenuatore, tre locazioni di sequenza, tre ottave monofoniche, riverbero a molla

          uno non può fare quello che fa l’altro

          Reply

          • Emanuele

            |

            Quello che “nessuno” sta dicendo è appunto questo, credo, che il Matriarch oblitera il Grandmother.
            E da possessore ed estimatore del Grandmother, concordo pienamente… e a un prezzo che mi sembra molto buono. A saperlo, avrei decisamente aspettato a comprare il GM.

            Reply

          • Enrico Cosimi

            |

            con le strutture modulari e/o semi modulari niente oblitera niente: non stiamo parlando di strumenti “chiusi” che invecchiano e poi sono sostituiti da modelli più recenti.

            se, come me, hai già il grandmother, puoi semplicemente affiancarlo al matriarch e fare una belva doppio manuale sei oscillatori tre inviluppi due lfo tre filtri due mixer un riverbero uno stereo delay eccetera eccetera eccetera

            se poi, di passaggio, c’è anche un mother 32 da collegare, meglio ancora

            come dicevo, niente oblitera niente

            Reply

          • Emanuele Marinacci

            |

            Assolutamente, infatti per questa ratio il piano originale era di affiancare al Grandmother e al PRO2 che già ho un Dominion 1!
            L’obliterazione cui accennavo (a parte quella delle disponibilità economiche) era sul rapporto prezzo/prestazioni, già buono su GM ma fantastico per questo Matriarch, se si pensa a quello che era il prezzo di un MF-104M, rapporto che può in qualche modo influire sulle decisioni di acquisto in base al budget…

            Reply

          • nessuno

            |

            Sicuramente niente oblitera niente, e sicuramente possono essere complementari i due strumenti (Grandmother/Matriarch).
            Ma se togliamo il riverbero a molla dall’equazione, “uno non può fare quello che fa l’altro” vale solo a favore del Matriarch e non viceversa.
            Quindi rimango dell’idea che il Matriarch sia la scelta più conveniente sotto ogni punto di vista, sempre portafogli permettendo.

            Reply

          • Enrico Cosimi

            |

            dall’equazione devi togliere anche il keyboard tracking sul filtro. se vuoi suonare la sinusoide temperata o in micro/macro tono, col matriarch sei fuori gioco, col grandmother puoi farlo

            Reply

          • Lorenzo

            |

            “Sinusoide temperata o in micro/macro tono” che significa esattamente? Grazie.

            Reply

          • Enrico Cosimi

            |

            intendo dire: temperamento equabile “normale”, o quarti di tono, o macro toni in base a quanto stringi o allarghi il kybd track verso la sinusoide in auto oscillazione…

            Reply

          • nessuno

            |

            ah ok! questo è ciò che volevo sapere dall’inizio.
            se c’era qualcos’altro oltre allo spring che differenziasse sostanzialmente i due strumenti in modo che “uno non possa DAVVERO fare quello che fa l’altro”.

            Reply

          • nessuno

            |

            anche se a voler pensar male, togliere il keyboard tracking sul filtro dal matriarch sembra proprio fatto apposta per non rendere il Grandmother del tutto inutile da comprare se comparato col nuovo Matriarch.

            Reply

          • nessuno

            |

            Del resto non vorrai mica rendere obsoleto un prodotto uscito solo un anno fa.
            “Facciamo business mica beneficenza.”

            Reply

          • Bolz

            |

            Ah, perfetto Enrico, allora non sono l’unico ad aver avuto questa idea bestiale di affiancarli…credo inizierò a vendere qualcosa di superfluo per quando uscirà questa bestia.

            Una piccola domanda per quando ti arriverà un esemplare sotto mano:
            la mancanza di polifonia, nella creazione di pad e texture, è così castrante o pensi che la parafonia (a maggior ragione se la macchina viene avvicinata a un GM) si tutto sommato un’ottima soluzione nel dominio della musica d’ambiente
            ?

            Reply

          • Enrico Cosimi

            |

            beh, sarebbe meglio la polifonia “vera” per fare i pad…

            Reply

          • Bolz

            |

            Grazie Enrico! Purtroppo non ho avuto esperienze con la parafonia e non ne conosco i limiti.

            Reply

          • Enrico Cosimi

            |

            all’epoca, era considerato un modo furbo ed economico per dare “qualcosa di simile” alla polifonia risparmiando parecchio sulla costruzione…

            Reply

    • Attilio De Simone

      |

      Se ti serve un monofonico e basta perchè spendere molto di più per avere un parafonico a 4 voci?

      Reply

      • nessuno

        |

        Attilio De Simone ho scritto portafoglio permettendo apposta, se uno ha soldi da spendere è assolutamente più logico prendere il Matriarch in quanto a versatilità: patch bay più estesa, 4 oscillatori invece che 2, monofonia e parafonia piuttosto che solo monofonia. “Se ti serve un monofonico e basta” non mi sembra che sia la domanda che io ho posto.

        Reply

  • Attilio De Simone

    |

    Dal mio punto di vista, il futuro è semimodulare. Più synth semimodulari che si interfacciano e “si complicano la vita” a vicenda..

    Reply

  • paoloconti

    |

    Pensare che il Model D fu concepito per semplificare la vita a chi trafficava col monumentale modulare! Il problema principale è che dopo aver lavorato una giornata non rimane che carta penna. Vedrei bene una soluzione più moderna ovvero softsynth semimodulari interfacciabili.
    Resta per chi compone dire qualcosa oltre il mezzo che resta la cosa più difficile.

    Reply

    • Attilio De Simone

      |

      In passato si lavorava con la polaroid o con le mascherine segnaposizioni per memorizzare le patches. Bisogna anche dire che uno strumento come il minimoog è,stato,così,usato e strausato, che in pochi secondi è possibile ricreare qualsiasi suono, credo che tutti i musicisti con un minimo di esperienza sappiano come ricreare qualsiasi sonorità tipica di questo synth. Alla fine le variabili di base sono sempre le stesse: oscillatori, filtro, amplificatore. Da quelle si parte, una volta apprese le combinazioni più esoteriche (FM su oscillatori e filtro), basta poco per ricreare qualsiasi sonorità. Se si è proprio inesperti si può ricorrere al cellulare per farsi centinaia di promemoria.

      Reply

    • Attilio De Simone

      |

      Comunque il mondo attualmente offre tutte le possibilità. Vuoi i softsynth? Ci sono. Vuoi i digitali? Ci sono. Vuoi gli hardware a sintesi virtuale con possibilità infinite? Ci sono. Vuoi gli analogici che consentono di memorizzare i suoni? Ci sono. C’è di tutto. E c’è anche l’old school come il Matriarch, Se vuoi memorizzare i presets, vai sul moog one, sul subsequent 37, sul sub phatty o sul minitaur o sul sirin.

      Reply

  • unodipassaggio

    |

    Che vuol dire, il GM costa meno della metà. Non è che parli di 100 euro di differenza.
    Col discorso tuo allora portafoglio permettendo che senso ha il matriarch se c’è il One?
    Il GM non è obsoleto, offre solo funzioni più limitate a fronte di un prezzo nettamente più basso. Lo avrebbero potuto tranquillamente far uscire dopo il Matriarch e avrebbe avuto ugualmente senso. Anzi, forse di più.
    Poi chiaro se c’hai i soldi (e la necessità, soprattutto) ti prendi il matriarch, ma mica è per tutti così. Per l’utilizzo che ne faccio io, per esempio, buona parte degli extra parafonia inclusa sarebbero del tutto superflui e butterei 1000 e passa euro di differenza.

    Reply

    • nessuno

      |

      Il prezzo non è assolutamente “nettamente più basso”. E’ semplicemente commisurato a ciò che ti offre, non ti stanno regalando niente ne comprando il Grandmother ne comprando il Matriarch.
      Da qui ne deriva la mia personale opinione che PORTAFOGLI PERMETTENDO (ripeto visto che non ti è chiaro) allora è più logico prendere il Matriarch che ti permette di fare praticamente tutto ciò che fa il Grandmother e anche molto di più.
      Poi se stai cercando un monofonico e basta quello è un altro discorso, e non è la riflessione che ho espresso io.

      Reply

  • astrolabio

    |

    Ma qualche suonino prodotto dal Maestro Cosimi, no?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      appena mi arriva un esemplare lavorabile… più o meno, Agosto 2019…

      Reply

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *

ga('send', 'pageview');