MFB Tanzbär – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

L’orso che danza, questa la traduzione di Tanzbär, è una batteria elettronica analogica che rispetta la tradizione consolidata dalla storica TR-808 e giunta fino a noi attraverso diverse riedizioni, clonazioni e ispirazioni. Come al solito, la visione di Manfred Fricke privilegia le funzioni rispetto ai fischietti ed ai campanelli: per questo motivo, tutta l’impostazione Tanzbär è concentrata sull’operatività, lasciando poco spazio alla ricerca estetica o alla realizzazione al di fuori del classico standard AutoCAD-based che contraddistingue i propri prodotti.

Di Enrico Cosimi

tb front

Come è tradizione, una analog drum machine divide i propri compiti tra la generazione timbrica vera e propria e l’organizzazione delle timbriche in pattern o song: strutture semplici di programmazione ritmica e loro organizzazione in concatenazione di pattern attraverso logica FIll. Tanzbär ripesca la gradevole organizzazione di Pattern A/B (tipica della vecchia TR-808), in grado di semplificare l’uso dei semplici groove ritmici. In aggiunta, è possibile usare l’apparecchio come expander MIDI, per la gestione dall’esterno, o – ancora – suonare gli strumenti residenti pilotandoli con i tastini di selezione organizzati sulla fascia inferiore del pannello comandi.

Lo strumento

Il “format fisico” dell’apparecchio è quello classico degli apparecchi MFB di fascia alta (superiore, nel prossimo futuro, risulterà solo il monofonico Dominion 1): fianchetti in legno, cabinet in metallo, particolarmente addensato di comandi, allineamento rigoroso dei controlli. Lo sforzo, minimo, fatto per districarsi nella scacchiera di potenziometri, trimmer e mini switch è ricompensato dalla densità delle operazioni effettuabili.  Degna di nota, per le sue implicazioni Euro Rack, la dotazione di connessioni mini jack presenti sulla fascia alta del pannello frontale: Start e Sync In per la gestione analogica dall’esterno; Gate1/CV1 e Gate2/CV2 per l’automazione delle sezioni “melodia” e “basso” interne, CV3 per la funzione assegnabile. Non male.

E’ inutile cercare una regolazione di tempo: la velocità d’esecuzione si regola con Shift + Data; la procedura è resa meno distruttiva grazie all’adozione del meccanismo di pass thru: fintanto che il comando non raggiunge, e supera, il valore programmato in precedenza, non c’è variazione di velocità; in questo modo, si evitano bruschi salti metronomici e conseguenti crisi isteriche nel pubblico non particolarmente sensibilizzato sulla IDM…

Sarete felici di sapere che il Tempo range di bordo è grosso modo compreso tra 60 e 180 BPM.

 

Struttura

Il pattern

La programmazione della cellula ritmica A/B può essere realizzata secondo la storica (e mai abbastanza lodata) organizzazione in griglia di sedicesimi: in questo modo, dopo aver deciso l’eventuale percentuale di Shuffle, si incasellano gli strumenti negli step desiderati, fino a comporre il ritmo che si ha in mente. Step acceso significa nota on, step spento significa nota off, strumento per strumento fino alla costruzione dell’incastro ritmico desiderato.

La gestione può avvenire secondo tre modalità, Manual, Step e Jam. In modalità Manual, il pannello comandi è a disposizione per le modifiche estemporanee che non vengono memorizzate (utile per “suonare Tanzbär” senza rovinare quanto precedentemente programmato); nella modalità di default Step, si entra nella procedura di memorizzazione vera e propria; a seconda delle attitudini, questa può essere progettata a priori (inserimento Step) o eseguita in maniera estemporanea, in real time, con la modalità Jam.  Inutile dire che la personalizzazione dei diversi parametri timbrici è alla base di Tanzbär e, da diversi punti di vista, può fare la differenza (la procedura non è immediata nella sua comprensione, ma dopo una serie di faccia a faccia con lo strumento, il manuale e diversi user’s forum, si riesce a ottenere il risultato desiderato). Durante la programmazione, si può sfruttare il Flam, per sovrapporre parzialmente due colpi molto ravvicinati sullo stesso step; qualcuno ha nostalgia della vecchia Roland R8?

 

Solo pattern?

Complice la diffusione planetaria dei laptop, sembra che i produttori di batterie elettroniche considerino remota la possibilità – per un musicista – di mettersi a programmare un Song concatenando, come ai vecchi tempi, pattern diversi che descrivono i quattro fuori, l’intro, la strofa, il ritornello, l’assolo, eccetera eccetera. In questo modo (Roland e MFB in primis, ma si potrebbero fare altri esempi…) o si rimane sul semplice Pattern in esecuzione (meglio se gestito A/B come in questo caso), o si ricorre alla concatenazione estemporanea di diversi pattern precedentemente programmati. La Chain prevista da Tanzbär non è quindi un elenco di pattern articolati con determinate ripetizioni individuali, quanto la possibilità – durante il playback – di “prenotare” uno o più pattern che, successivamente, saranno passati in esecuzione senza interruzione alcuna. Molto pratico per l’elettronica live, meno dettagliato di quanto si potrebbe pretendere con una logica Anni 90.

 

Cosa scrivere nel pattern?

Dipende dal tipo di instrument selezionato (Tanzbär, da questo punto di vista, offre comportamento di generazione timbrica residenti – i suoni veri e propri – e tracce di CV/Gate dedicate alle melodie/bassi generati autonomamente o prodotti con apparecchiature analogiche esterne.

Ciascuno step di drum instrument può memorizzare:

  • Step On/Off (cioè, Nota On/Off)
  • Accent Level
  • Sound Setting dei parametri sensibilizzati
  • Pitch Bend (solo per casse, rullante, tom e conga)
  • Flam e Roll
  • Parametri addizionali eventualmente disponibili strumento per strumento.

Ciascuno step di CV Track può memorizzare:

  • Step On/Off (Nota On/Off MIDI duplicata su Gate On/Off)
  • Pitch su tre ottave di escursione (note MIDI e CV corrispondente)
  • Accent Level, per la sola traccia di basso residente
  • Second CV, per la sola traccia di basso residente.

 

Ma c’è anche un basso! …e anche una melodia!

Tanzbär non si limita alla generazione e all’organizzazione delle timbriche percussive, ma – vero asso nella manica… – fornisce anche una timbrica melodica e una di basso, con le quali programmare step by step in modalità cromatica tutte le parti che si vuole incastrare nel pattern ritmico. Non vi aspettate tre strumenti al prezzo di uno: le funzioni di melodia e basso sono, praticamente, limitate alla timbrica equidistante tra chiptune e drum’n’bass, adatta alla programmazione, ma non certo ad eseguire Impressioni di settembre.

 

Automazione dei parametri ritenuti significativi

Il motion recorder inaugurato – commercialmente – da Roland nel vecchio JP8000, è presente in spirito nella funzione Knob Record di Tanzbär. Per la durata massima di una battuta (attenzione…) si può catturare la variazione di valore impartita al parametro selezionato ruotando la sua manopola corrispondente.

 

Logiche di personalizzazione della griglia ritmica

Oltre alle funzioni di Flam, Roll e Shuffle, si decide la lunghezza in step del pattern che deve essere programmato; la densità del pattern è comunque subordinata al valore di scalatura definito per i singoli step (trentaduesimi, sedicesimi terzinati, sedicesimi, ottavi terzinati). Direttamente ripresa dalla veneranda TR-808, con la logica di alternanza A/B si può conferire al pattern la durata di doppia battuta (A e B, per l’appunto), automatizzandone l’esecuzione; il meccanismo funziona solo se c’è abbastanza memoria, cioè se gli step disponibili sono sufficienti. All’atto pratico, occorre che lo Scale preliminare sia stato configurato in sedicesimi o ottavi terzinati; se la densità di scalatura è maggiore (trentaduesimi o sedicesimi terzinati), Tanzbär si impadronirà d’ufficio della dimensione raddoppiata A/B per potervi stendere la programmazione normale. Confusi? Lo ripetiamo in maniera più semplice: A/B non è disponibile se volete programmare in trentaduesimi o in sedicesimi terzinati, ma solo se vi accontentate di una densità in sedicesimi o ottavi terzinati. Musicista avvisato…

Se non dovesse bastare, è possibile ritardare la singola traccia dello strumento selezionato, spostando avanti o indietro tutti i colpi in essa contenuti.

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Nel video qui sopra, trovate una veloce panoramica realizzata passando in rassegna alcuni tra i numerosi pattern pre-programmati all’interno di Tanzbär.

 

La prossima volta, ci concentreremo sui suoni dell’apparecchio e sulle loro possibilità di editing. Stay Tuned.

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