LINUX – Seconda parte: Plugin ed effetti

Written by Francesco Bernardini on . Posted in Tutorial

Abbiamo visto nella precedente puntata come funziona l’audio sotto Linux e dato una veloce occhiata agli ambienti di produzione più diffusi, Ardour su tutti. Una volta messa su la nostra DAW, però, sarebbe il caso di equipaggiarla con qualche effetto e qualche strumento: in questo secondo appuntamento ci dedicheremo, per l’appunto, a tutto l’armamentario che possiamo montare a mo’ di plugin sulla nostra workstation.

Di Francesco Bernardini

Prima di passare alla rassegna del software, però, solo un breve accenno chiarificatore sui vari formati di plugin che incontreremo nel nostro smanettare con l’audio sotto Linux: com’è tipico in ambiente open source, i vecchi formati (quando funzionano bene) sono “duri a morire” e ancora oggi è possibile trovare lo stesso plugin in versione LADSPA/DSSI o LV2… che vuol dire?

Molto sbrigativamente, LADSPA è un layer dedicato alla trattazione audio, mediante il quale è possibile sviluppare programmi quali effetti e strumenti, ma non prevede la possibilità di una interfaccia grafica (GUI) per l’utente finale. DSSI è la tecnologia che consente la “pacchettizzazione” di LADSPA in forma di plugin “portabile” da una DAW all’altra: in sostanza, i plugins basati unicamente su LADSPA/DSSI non hanno interfaccia grafica e sarà compito della DAW utilizzata di volta in volta mostrarci un semplice set di faders con i quali controllare le variabili dell’effetto/strumento…

ladspa

Esistono moltissimi effetti e strumenti basati su LADSPA/DSSI e ancora oggi ne vengono sfornati parecchi: bisogna tenere a mente che la progettazione e la realizzazione di una interfaccia grafica complessa, nonostante possa essere di enorme aiuto e di grande soddisfazione per l’utente finale, porta via spesso molto più tempo della progettazione del motore audio stesso, e in ambiente open source è perfettamente normale che – come già accennato – lo sviluppo di una GUI passi in secondo piano rispetto allo scopo primario di un software. Ragion per cui esistono eccellenti plugin che però non offrono – sostanzialmente – alcuna interfaccia utente; nel corso degli anni, con il seguito sempre maggiore di musicisti interessati al mondo della produzione audio sotto Linux e affini, si è però resa necessaria una tecnologia che consentisse uno sviluppo semplice ed efficace anche di interfacce grafiche, e si è definito lo standard LV2: detto in termini molto semplici, quando si incontra un plugin in questo formato ci si troverà quasi sempre di fronte ad una interfaccia grafica complessa in pieno stile VST. Un’ultima nota: i VST stessi e gran parte dei plugin che girano sotto Windows o MAC possono funzionare egregiamente sotto Linux tramite VeSTige (un “ponte” in grado di lanciare moltissimi VST in forma di “.dll”) e Wine stesso (un “emulatore” di Windows, in grado di lanciare applicazioni Windows sotto Linux); con questo sistema, per esempio, è possibile far funzionare senza problemi software proprietari come Amplitube e simili.

Diamo ora un’occhiata a quel che propone il panorama: ho raggruppato un po’ software che è possibile/utile caricare a mo’ di plugin direttamente sulla nostra DAW preferita – per intenderci, gran parte di quell’armamentario che è ormai standard per qualsiasi piattaforma di registrazione e produzione audio (compressori, riverberi, equalizzatori etc… ) – lasciando volutamente fuori gran parte degli strumenti virtuali più complessi, in quanto li tratteremo a parte. Cominciamo dunque da una suite completa per la trattazione audio e la produzione, ovvero Calf Plugin.

I plugin Calf rappresentano uno standard nella produzione audio sotto Linux e sono supportati da una folta schiera di sviluppatori e appassionati.

Calf Studio Gear

La quantità di arnesi tra cui mettere le mani è notevole e copre più o meno qualsiasi aspetto “standard” della produzione, sintesi sonora compresa: ben quattro plugin sono infatti strumenti virtuali completi, ovvero il Calf Monosynth (un sintetizzatore monofonico di notevole fattura e dai suoni veramente convincenti), il Calf Organ (un organo elettrico), il CalfFluidSynth (un sampler in grado di masticare agevolmente i più comuni formati di soundfont presenti in giro) e il Calf WaveTable (un synth basato su wavetable, per l’appunto):

Calf - Monosynth - Audio Path

Calf - Organ - Sound Processor

Passando al processo audio, iniziamo dalle modulazioni e troviamo i classici chours, flanger e phaser, ma anche un succulento simulatore di speaker rotante:

Calf - Rotary Speaker

Troviamo poi il Calf Pulsator, un arnese che ci permette di giocare con l’effetto “pulse-pan” spostando il segnale da un canale all’altro secondo vari parametri, e il Calf Ring Modulator, un simpatico ring mod che permette di smanettare con un paio di LFO aggiuntivi. Nel comparto delay troviamo ovviamente il riverbero (il Calf Reverb è davvero ben fatto e ha un suono più che decente, che non “sfanga” mai), un vintage delay (il classico delay con funzioni quali BPM sync, tape, echo etc…), un compensatore di delay line (utile per per compensare i ritardi di segnale che possono intercorrere tra microfoni o speaker posti a diverse distanze durante la registrazione in studio, per esempio) e un divertente reverse-delay. Alla sezione “dinamica” troviamo, naturalmente, il classico compressore, sia nella sua versione “stand alone” che in formato “sidechain” e “multiband” (quest’ultimo ahimè complesso e pericoloso come tutti i compressori multibanda). Esistono poi una variante “mono” del compressore normale e un deesser, nonché un gate e un limiter, anche loro presenti in tutte e tre le versioni (normale, sidechain e multibanda). Chiude la rassegna un curioso “transient designer” tramite il quale aggiungere un po’ di transienti qua e là (si sa che i transienti sono come il prezzemolo, stan bene dappertutto):

Calf - Multiband Limiter

Calf - Multiband Gate

Calf - Transient Designer

Non è finita: passando alla sezione “filtri ed equalizzatori” troviamo un set completo di filter (un filtro con moltissime possibilità di design), filterclavier (un filter-follower governabile via MIDI), un filtro a riconoscimento di inviluppo, equalizzatori da 5, 8, 12 e 30 bande con analizzatore di spettro incorporato e possibilità di manipolare le frequenze e le risposte indipendentemente per canale L/R (utile per “aprire la fase” di certi segnali “chiusi”), un “Calf Emphasis” che serve a “enfatizzare” (per l’appunto) determinate frequenze in risposta ad altre (o qualcosa del genere) e un vocoder grosso così:

Calf - Equalizer 8 Band

Calf - Vocoder

Passando ai processi di distorsione e scassamento del segnale, troviamo un buon saturatore, un exiter e un bass enancher in grado di enfatizzare brillantezza o cupezza di un segnale, un tape simulator per aggiungere un po’ di sano “lo-fi” magnetico e un riduttore di bit. Se tutto questo non bastasse, abbiamo ancora una sezione dedicata a vari arnesi di svariata utilità, tra cui vari splitter di segnale, l’utilissimo “Stereo Tools” con quale abbiamo la possibilità di smanettare con la mai sufficientemente amata correlazione di fase e il bellissimo “Calf Analyzer”, un analizzatore di segnale che ci fornisce in un solo colpo d’occhio moltissimi dati essenziali, configurabile all’estremo e di grande impatto visivo:

Calf - Analyzer

Calf - Analyzer - Spectralizer

I plugin Calf sono disponibili sia in versione “stabile” che in versione “sperimentale” – quest’ultima versione richiede l’installazione dal ramo apposito dei repository e contiene tutti gli ultimissimi aggiornamenti dei plugin. La stabilità, l’attenzione alle risorse di sistema e la qualità del suono dei plugin Calf li rendono una presenza fissa in qualsiasi DAW basata su Linux.

Esistono suite meno “totali” di Calf ma non per questo meno utili (spesso si finisce per scegliere un plugin da una suite e uno dall’altra): un’altra raccolta di plugin molto popolare è “Disthro”, che ingloba sia plugin sviluppati appositamente che porting di altri celebri software per lo più da ambiente Win/Mac. Tra i plugin “originali” troviamo un eqalizzatore a tre bande, un ping-pong-pan e uno splitter a 3 bande, mentre tra i vari port possiamo incontrare gli “Artican Plugin” (un piccolo set di tools), Dexed (un celebre emulatore/editor di e per DX7), i plugins della serie “dRow Audio”, EasySSP (un tool di visualizzazione audio), gli strumenti (synth, sampler e drum machine) della serie “Juiced”, l’ottimo “KlangFalter” (un riverbero a convoluzione), i LUFS Meter, una serie di emulazioni di sintetizzatori quali il tb303, l’ob-x e l’ob-8 e un paio di softsynth tra cui spicca per qualità e semplicità d’uso il TAL-Noisemaker:

tal-noisemaker_thumb

Un’altra ottima raccolta di plugin “portati” da un’altra piattaforma (in questo caso Mac) è la serie LV2 dei plugin MDA, che comprende una lunga serie di tool per i più svariati utilizzi, dalla trattazione dinamica ai delay agli strumenti virtuali (ottimo il piano elettrico).

The C* Audio Plugin Suite” è una suite di piccoli plugin in formato LADSPA (ovvero con GUI ridotta a semplici fader o knob) che nonostante l’approccio “minimalista” è utilizzata da moltissimi musicisti – in particolar modo chitarristi – per il suono definito e preciso.

Tra i plugin “specializzati” in un compito solo c’è “EQ10Q”, un equalizzatore dall’infinita lista di feature che consente interventi davvero precisi e “puliti”.

eq10qs_fft

Come per la puntata precedente, prendiamo in esame anche un’alternativa commerciale, ovvero i prodotti della inglese OverTone DSP, che comprendono una suite completa per la trattazione audio a prezzi piuttosto “accessibili”.

FC70-img

Questa è solo una piccola parte del panorama di effetti e plugin disponibili sotto ambiente Linux, ho fatto una semplice carrellata dei programmi più utilizzati e che probabilmente si trovano già installati in gran parte delle distribuzioni dedicate alla produzione audio; tuttavia, il mio consiglio è quello di essere sempre curiosi e di andare a “rovistare” nei meandri più cupi dell’internet per cavare il plugin o l’algoritmo misconosciuto che però fa a caso nostro: tante volte ho trovato in semplici (ma geniali) patch di PureData (per esempio) un suono molto più “utile” al progetto che stavo realizzando che non smanettando con i preset di 2000 plugin mastodontici e full-optional.

Alla prossima puntata!

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Comments (2)

  • Efrem

    |

    Notizia interessante : ora Ardour è anche su piattaforma Windows (in versione beta ma c’è..). Chi vincerà il duello tra Pro Tools First e Ardour ? Lo scopriremo solo suonando..

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  • frabb

    |

    proprio nella notte di domenica è uscita la versione 4 di Ardour, che vede un rinnovo completo della parte grafica e – finalmente – un editor midi decente ! A breve verrà rilasciato anche per Windows, vedremo :)

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