KOMA Elektronik BD101 Analog Gate /AM & Delay

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Costruiti con il giusto bilanciamento tra artigianato elettronico e affidabilità industriale, i prodotti KOMA Elektronik si sono conquistati una solida credibilità tanto nel mondo elettronico stand alone quanto – ed è storia più recente – nella ribollente comunità Euro Rack. Questa volta, complice la consueta disponibilità di Alex Cecconi from NewGroove.it, abbiamo avuto modo di mettere le nostre manacce sull’interessante BD101, un complesso sistema di BBD Analog Delay coadiuvato da un’interessante sezione di Amplitude Modulation.

Di Enrico Cosimi

KOMA total

Come tradizione dei prodotti KOMA, anche in questo caso non mancano le possibilità di controllo dall’esterno e l’integrazione con lo sfizioso IR Controller space to voltage converter. Il tutto, alloggiato in un “pedalone” bianco di robusta costituzione e di (regolamentare) alimentazione esterna. Il packaging è assai sfizioso: oltre al pedale e all’alimentatore incorporato, nell’imballo sono presenti una sfiziosa t-shirt turchese, una manciata di adesivi sponsorizzati, un ghiotto poster con gruppo di famiglia ben riprodotto, le mini manopole per meglio regolare i trimmer sul pannello posteriore (ulteriori particolari in seguito).

BD101 offre diversi trattamenti audio per il segnale (monoaurale) collegato al suo ingresso:

  • un primo stadio di Amplitude Modulator, cioè un VCA gestibile attraverso LFO che, con forme d’onda rampa, quadra e dente di sega, ne modula il livello in banda sub audio o audio;
  • un secondo stadio di BBD analog delay che, con tempi molto corti, produce ribattuti o severi trattamenti audio grazie al corto delay time e all’ampio under clocking previsto in progetto;
  • l’eventuale inserimento di un effetto esterno lungo il percorso di feedback delay, per processare ulteriormente il segnale trattato nella BBD;
  • l’intervento estemporaneo, sui parametri di amplificazione e ritardo, attraverso CV generato dal sensore di prossimità all’infrarosso.

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Diciamo subito, a scanso equivoci, che BD101 non è un analog delay di tipo convenzionale: è molto corto, nell’ordine del centinaio di millisecondi, e quindi non vuole competere con la già affollata categoria di “liquidi ritardi analogici” che si offrono al musicista; niente ribattuti a tempo, niente timbriche ritmicamente calde e allineate con il bpm della canzone. Casomai, per i più coraggiosi, c’è l’occasione per rendere irriconoscibile il segnale passante, pagando l’inevitabile pedaggio del clock in banda audio, ma ad un passo dall’industrial perfetto. Come al solito, è questione di contesto, coraggio e opportunità.

KOMA schema

L’apparecchio

La linea di ritardo BBD è articolata su due controlli di pannello (anzi tre, considerando anche il bilanciamento Wet/Dry) con cui regolare Delay Time e Cycle; quest’ultimo parametro è, semplicemente, la quantità di feedback messa in ricircolo, con possibilità di influenzarne la componente armonica inserendo – nel percorso – un eventuale processore esterno agganciato alle prese Cycle Out/Cycle In. Una volta espugnata la grafica di pannello, è possibile verificare come, oltre alle connessioni Audio In/Out, sia possibile controllare esternamente (con tensioni CV bipolari) i comportamenti dei parametri più significativi (quindi, anche di Time e Cycle): il controllo può arrivare da un generatore esterno o può essere desunto dal sensore IR montato nella parte bassa del pannello comandi.

Nella ridotta lunghezza della linea di ritardo, esiste una condizione – grosso modo corrispondente a mezza corsa – in cui il tempo di ritardo rende percepibili le ribattute in perfetto stile slapback; se si stringe il tempo di ritardo, si entra nel dominio del Comb Filtering, con cancellazioni e rinforzi timbrici che rendono molto metallico il segnale passante: variando la quantità di Cycle/Feedback e il tempo di (micro)ritardo, si passano in rassegna tutte le potenzialità espressive del flanging. Da non sottovalutare, specie sulle sorgenti sonore con andamento percussivo.

Quando, invece, si dilata a dismisura il delay time, la risposta in frequenza diviene insufficiente per gestire timbricamente il segnale passante, ma si candida naturalmente per produrre ruggiti, suoni primordiali o – tenendo a bada la poetica domenicale – sonorità nate per l’industrial più torrido.

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Il comportamento di Amplitude Modulation è un semplice amplificatore posto sotto controllo di una forma d’onda variabile (rampa ascendente, dente di sega discendente, quadra simmetrica) regolabile in un ampio margine di frequenze. Come è facile immaginare, la forma d’onda selezionata definisce il tipo di tremolo applicato al segnale passante (ritmicamente inesorabile con la dente di sega, altrettanto ritmicamente risucchiante con la rampa ascendente, scoppiettante on/off con l’onda quadra). Se il trattamento è applicato in banda sub audio, si ottiene una vasta gamma di comportamenti tremolo; se la velocità di modulazione aumenta e raggiunge la banda audio, nel segnale passante nascono armoniche collaterali (le famigerate sidebands) che arricchiscono il comportamento armonico orginale. Inutile dire che lo scoppiettio dell’onda quadra può risultare interessante per comportamenti ritmici applicati a timbriche particolari.

La sperimentazione è alla base della bontà dei risultati. Frequenza e intensità del trattamento sono regolabili attraverso tensioni di controllo.

A proposito di tensioni di controllo: se non avete sottomano una sorgente CV/Gate, perché non utilizzare il sensore infrarosso montato sul pannello comandi? Il suo compito è convertire la distanza tra sensore e mani del musicista (o altre parte sufficientemente opaca del corpo…) in una tensione corrispondente; inutile dire che condizioni ambientali di illuminazione particolarmente intense (il mezzogiorno estivo in esterna, o un palco particolarmente illuminato) possono influenzare le caratteristiche di funzionamento del sensore, che può comunque essere regolato a discrezione del musicista.  L’uscita CV Sensor fornisce accesso diretto alla tensione di controllo, applicabile – basta un corto cavetto jack – al parametro ritenuto degno di modulazione.

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Regolazioni e sensori

Oltre al nutrito pannello comandi, BD101 offre cinque trimmer sul pannello posteriore, con altrettante micro manopole applicabili (e sganciabili… attenzione a non perderle) attraverso le quali regolare il segnale di controllo emesso dal sensore (Sensor CV Out) o l’ampiezza concessa agli ingressi di Speed CV In, Delay Time CV In, AM Amount CV In e Cycle Amount CV In.

A connessioni realizzate, è caldamente consigliato sperimentare con le regolazioni, per trovare il matrimonio ottimale tra intensità dei segnali in ingresso e comportamento dei parametri destinazione.

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In uso

Come dicevamo in apertura, BD101 non è il classico delay BBD con cui giocare alle ribattute sincronizzate… tutto quello che si fa, in maniera illegale, forzando  il normale comportamento dei delay analogici qui è bello e pronto, disponibile per le peggiori perversioni sonore del musicista.

Se quello che vi serve è un semplice tum-tum-tum-tum, regolarmente privo di acute, un qualsiasi pedale EHX potrà soddisfare le vostre voglie; se invece volete sperimentare negli interstizi del comportamento timbrico BBD, magari condendo il tutto con una spruzzata di Amplitude Modulation e di InfraRed control per la gioia dei presenti, allora non vi rimane che fare un giro di prova con il BD101.

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Buon divertimento e, come al solito, buona visione.

 

 

 

 

 

 

 

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