Kamioooka Tips & Tricks – La vertigine della modulazione di frequenza

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software, Tutorial

Dove eravamo rimasti? Ah, sì: ai cinque VCO di Kamioooka impilati uno sull’altro, in funzione della più brutale, becera modulazione di frequenza.

Di Jacopo Mordenti

kamioooka FM1

Oggi affrontiamo la questione con altro spirito: posti il VCO portante e il VCO modulante – imprescindibili per poter parlare di FM – come possiamo rendere dinamico il quadro? Alterando nel dominio del tempo forme d’onda e frequenze, ricorrendo massicciamente ai VCA e a quel simpatico parco di modulatori (inviluppi e LFO in primis) su cui abbiamo vergognosamente glissato la volta scorsa.

kamioooka FM1

Sei moduli facili facili: i 2 VCO di cui sopra, 2 VCA, 1 ADSR, 1 LFO. Smontiamo concettualmente la patch:

  • Il VCO 1 funge da portante: un’onda quadra – e basta, con ‘ste sinusoidi! – accordata un’ottava sotto il modulante. L’output confluisce nell’apposito VCA, modulato dal primo degli ADSR disponibili. Tutto regolare, no?
  • Il VCO 2 – anch’esso con onda quadra – funge da modulante… ma non in via immediata, per così dire. L’output confluisce infatti in un secondo VCA, modulato dal secondo ADSR e contemporaneamente da un LFO clockato su 1/1 – questo sì: con forma d’onda sinusoidale.

Perché modulare il VCA? Perché questo si traduce nell’alterazione nel dominio del tempo dell’incidenza con cui VCO 2 modula VCO 1: l’ingresso MOD 2 di VCO 1 – fateci caso – in sé non permette margini di manovra. Inutile dire che giocando cinicamente con i tempi dell’inviluppo destinato a VCA 2 si finisce con l’avvicinarsi a quegli pseudo-transienti già sperimentati qualche tempo fa con il PEG (qui!). E quell’LFO che insiste a sua volta su VCA 2? E’ l’asso di briscola: proprio la sua rilassatezza – beninteso opportuna o meno a seconda della parte riprodotta – stravolge il timbro fino a far credere che siano due generatori, e non uno soltanto, a suonare.

kamioooka FM1-2

La faccenda comincia a farsi complicata, benché la ratio rimanga la stessa: modulare, modulare, modulare. E filtrare, già che ci siamo:

  • VCO 1 e VCO 2 – con forma d’onda dente di sega – sono entrambi modulati da VCO 3, ma solo VCO 1 è contemporaneamente modulato – benché con discrezione – dall’uscita 1/10 del primo LFO disponibile (con forma d’onda sinusoidale, clockato su 1/1). Il VCA che raccoglie i segnali dei due VCO portanti è modulato dal primo ADSR.
  • VCO 3 funge da modulante: adotta una sinusoide accordata un’ottava inferiore rispetto ai portanti, una sinusoide – udite! udite! – il cui profilo è a sua volta modulato per il tramite dell’ingresso PWM. Ad occuparsi della faccenda il secondo LFO, clockato su 1/4 e adottante una strategica forma d’onda Sample&Hold. Come dire: il quadro cambia in maniera pseudo-casuale in continuazione.
  • Il risultato della giostra richiede di essere  affidato alle amorevoli cure del modulo VCF, che lavora in modalità passabanda: la risonanza molto pronunciata, la frequenza di taglio è modulata dal secondo ADSR disponibile.

 

Quale la logica specifica di questo secondo esempio? Non intervenire dinamicamente sull’incidenza del modulante sul portante, ma piuttosto sul profilo del modulante da una parte e, dall’altra, sull’intonazione dei portanti; le eventuali asprezze del risultato sono tenute a bada dal filtro… o persino sfruttate da esso grazie alla risonanza. Ed ecco la solita, infantile, brevissima demo:

Schermata 08-2456510 alle 21.18.32

 

A presto, con ulteriori moduli e cavi virtuali da stendere!

 

 

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