I cloni Cyclone

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Con una politica particolarmente aggressiva, il marchio Cyclone ha attirato l’attenzione dei musicisti elettronici proponendo una versione esteticamente tale e quale della famosa TB-303 Bassline. Il modello BassBot ha dimostrato, in questo modo, di poter assomigliare non solo timbricamente, ma anche esteticamente, all’ormai pressochè introvabile strumento originale Roland. Successivamente, sono arrivati i cloni 606 e CR-68; oggi, l’offerta è interessante per prestazioni e rapporto Q/P.

Di Enrico Cosimi

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Il modello Cyclone Analogic TT-78 Beat Bot è l’ultimo arrivato e, pur non offrendo l’inconfondibile costruzione cubica dell’apparecchio originale, recupera in toto le timbriche analogiche della Roland CR-78 (una delle prime drum machine analogiche con parziali capacità di memorizzazione ritmica – potete ascoltarla dentro In the air tonight di Phil Collins…).

Come è lecito attendersi, alle caratteristiche timbriche di una volta, fanno ora contrappeso le comodità della vita moderna, a partire dall’enclosure sicuramente più comoda per il trasporto e la gestione live. Laddove la CR-78 permetteva di usare pattern bloccati e solo parzialmente arricchiti da quattro strumenti programmabili a discrezione, la nuova TT-78 riprende la logica di full pattern program su griglia di step già offerta con la TT-606 (su questa, ulteriori particolari in seguito), garantendo così la massima libertà ritmica raggiungibile in una struttura analogica a griglia di step.

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I suoni sono completamente diversi da quelli classici 808 e 606; tra gli altri, sono disponibili:bongo, conga, maraca, guiro. Ci sono sette uscite audio separate, MIDI In/Out/Thru per la sincronizzazione; la programmazione avviene per pattern lunghi fino a 64 step. Cassa e rullante hanno uscite dedicate TS su mini jack; gli altri suoni sono accoppiati su connettore mini jack TRS.

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Il modello Cyclone Analogic TT-606 Drum Drone è evidentemente modellata sulle caratteristiche operative della TR-606 Drumatix originale. Ogni suono residente è dotato di uscita audio inidividuale; in più, è possibile configurare una mandata ausiliaria. I suoni sono quelli ormai classici: kick, snare, tom high e low, cymbal, hat open e closed, rim e clap; come nel modello originale, ogni suono ha un parametro individuale regolabile dall’utente (kick tuning, snare snap, tom low tuning, tom high tuning, cymbal decay, open hat decay, closed hat tuning, rim timbre, clap density).

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A differenza della Bass Bot, il cabinet non è modellato sulle dimensioni originali e, al loro posto, è stato usato un cabinet arrotondato che privilegia la portatilità, allontanandosi dal modello classico. La programmazione è per pattern lunghi fino a 64 step; lo step può essere dimensionato su sedicesimo, trentaduesimo, ottavo, con o senza terzine; sono dispoponibili  accento, flam, roll e  shuffle programmabii in tempo reale per strumento e per step.

Le connessioni MIDI comprendono In, Out /Thru. C’è un modo Automatic Nuance per la programmazione casuale assistita. Le connessioni individuali sono su minijack.

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Comments (2)

  • Luix

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    Niente male, decisamente interessante.
    Chi lo distribuirà; il costo a quanto si aggirerà?

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    • Enrico Cosimi

      |

      mi risulta si stiano movendo alcune reltà nazionali per prendere l’importazione; per ora, puoi acquistare direttamente da loro: mi sembra abbiano un webshop con tutti i prezzi

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