Genelec AcoustiTape: come trovare al volo la posizione giusta dei monitor

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Recording

L’acustica degli ambienti chiusi è una disciplina complessa che rende non banale la individuazione della corretta posizione dei monitor in una stanza. Il problema dipende sostanzialmente dal fatto che le onde sonore emesse dalle sorgenti (le casse) si riflettono sulle superfici (muri, vetri, ecc). La combinazione delle onde dirette e riflesse crea problemi alla risposta in frequenza del sistema che, in virtù di questo fenomeno, risulta tutt’altro che omogenea.

di Emiliano Girolami 

GenelecAcoTape

Il fenomeno può essere limitato con una corretta progettazione degli ambienti e con l’introduzione di oggetti di forma e consistenza particolari (bass trap, diffusori, superfici assorbenti, ecc) che, introdotti in punti strategici, servono a limitare le disuniformità della risposta in frequenza.

Le onde sonore si manifestano come variazioni della pressione dell’aria sia nello spazio che nel tempo. La velocità di propagazione è costante (circa 340m/sec) e lega la frequenza di un segnale (f) con la relativa lunghezza d’onda (λ). Il prodotto tra frequenza e lunghezza d’onda è costante e pari alla velocità di propagazione. Ne consegue che a una data frequenza corrisponde una (ed una sola) lunghezza d’onda. Quando un suono si propaga da una sorgente, in un ambiente chiuso, prima o poi incontra una parete. Una parte dell’energia viene riflessa da questa e torna verso la sorgente. L’energia totale è pari alla somma del segnale diretto con quello riflesso. Se il percorso andata-ritorno del segnale è pari a metà della lunghezza d’onda (λ /2) segnale diretto e segnale riflesso si trovano in controfase. Si ottiene quindi una attenuazione del segnale che crea disunifornità nella risposta in frequenza.

Il fenomeno si complica se si considera che all’uscita dello speaker il segnale si muove in tutte le direzioni e che le riflessioni sono tante e dipendono (oltre che dalla distanza percorsa) anche dalle caratteristiche delle superfici riflettenti delle pareti.

Quello che succede (sempre e anche in ambienti acusticamente trattati) è che la risposta in frequenza del sistema casse+ambiente ha delle valli e dei picchi in corrispondenza dei punti in cui i segnali diretto e riflesso si trovano, rispettivamente, in controfase o in fase.

G1

La posizione dei monitor determina, in funzione della distanza dalle pareti, quali sono le frequenze attenuate o amplificate. In particolare, le frequenza attenuate saranno per le quali il percorso andata-ritorno sarà pari a λ /2 ovvero quelle per le quali la distanza tra lo speaker e la parete risulta pari a λ /4.

G2

Visto che il messaggio sonoro (la song che si sta ascoltando) ha un contenuto in frequenza complesso e variabile nel tempo e che la risposta degli speaker dipende dalle dimensioni degli altoparlanti, non esiste un punto ottimale per il posizionamento ma un intervallo di distanze che favorisce la riproduzione uniforme delle basse frequenze. Si fa riferimento soprattutto a queste in quanto le dimensioni fisiche degli ambienti sono confrontabile con le lunghezze d’onda delle medio basse (un segnale a 100Hz ha una lunghezza d’onda di 3,4m).

Come trovare la posizione ottimale per i nostri fidati monitor? Semplice, basta dotarsi di un Genelec AcoustiTape.

Il tool ha l’aspetto di un metro a nastro (in effetti lo è), un lato della fettuccia ha effettivamente due scale di lunghezza, una metrica ed una in pollici. Dall’altro lato, invece, la scala è tarata in frequenza con due valori. Il primo corrisponde alla lunghezza d’onda ed il secondo (quello che ci interessa per individuare a frequenza di cancellazione) individua il λ /4 che determina la cancellazione. Basta quindi misurare con AcoustiTape la distanza dal woofer (lato frontale della cassa) e la parete posteriore per sapere su quale frequenza ci si dovrà aspettare la maggiore cancellazione. Qualche esempio: ad una distanza di 43cm la cancellazione si avrà intorno ai 200Hz, se i cm diventano 114, i problemi si avranno a 75Hz.

AcoustiTape non risolve i problemi ma aiuta (molto velocemente) ad individuarli. La soluzione, come detto, risiede nella corretta progettazione acustica dell’ambiente (che comunque non risolve mai completamente il problema) unita ad una scelta delle caratteristiche degli speaker e, magari, all’utilizzo di sistemi di correzione della risposta in frequenza.

Il tool (AcoustiTape) è semplice, per certi versi geniale e comunque molto utile sia per installazioni fisse che mobili (sempre più diffuse).

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