FONOELETTRA Light to CV Converter

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Nei confronti del mondo Euro Rack, quello che succede tra i modulari 5U (il formato Moog, per intenderci) sembra molto più rilassato e meno convulso; ciònonostante, ogni tanto escono fuori divertenti realtà con cui confrontarsi e nuovi moduli prendono forma per fornire comportamenti di generazione e controllo al di sopra di ogni sospetto… E’ il caso del Light to CV Converter prodotto da FonoElettra e disponibile attualmente in forma ancora prototipale.

di Enrico Cosimi

Qual’è il compito di un light to CV converter? Semplice: convertire in tensione di controllo (utile per gestire i punti ritenuti più significativi di un sistema di sintesi analogica) le variazioni di luce/ombra catturate da un apposito componente LDR Light Sensitive Resistor… se – in un modo o nell’altro – il modulo e il sensore sono esposti a variazioni di luce, alle uscite CV saranno riscontrabili variazioni di tensione utili per pilotare la frequenza degli oscillatori, l’apertura del filtro, il posizionamento del panpot, la velocità di un sequencer, eccetera.

Ovviamente, un conto è lavorare su una scala grosso modo lineare come quella di un distance to CV converter  – una sorta di theremin impalpabile – altro conto è lavorare, specie con scopi melodici, dosando la quantità di luce/ombra che colpisce la cellula… il Light to CV è molto più difficile da gestire con precisione e prevedibilità, ma anche molto più divertente per le possibilità d’interazione con il mondo esterno che riserva al musicista. Nell’esemplare ingegnerizzato da FonoElettra (al secolo, Alessandro Buggio e Andrea Gobbi), il sistema può sfruttare tanto una cellula montata sulla superficie del pannello comandi (2U di larghezza), quanto un sensore esterno inserito in un jack femmina facilmente collegabile alla presa External Eye.

Il modulo permette di definire cosa è ombra e cosa è sole, cioè l’impostazione del Set Zero point attorno a cui la tensione in emissione potrà salire (incremento della luce) o scendere (aumento del buio); i valori letti dalla cellula sono visualizzati dinamicamente da quattro led che documentano l’energia sotto e sopra il punto di soglia; sono disponibili simultaneamente il valore variabile originale Out e la versione negata del medesimo Inverted Out.

In aggiunta, è possibile definire due valori di Threshold indipendenti con cui innescare altrettante tensioni di Gate: quando la luce supera le soglie impostate per l’illuminazione o l’oscurità, il modulo genererà due aperture di Gate – presentate ad altrettante uscite dedicate – con cui innescare inviluppi, far partire sequencers a step, variare il percorso audio o automatizzare altri comportamenti di controllo. Non male!!!

L’impiego del modulo, ovviamente all’interno del formato 5U di ascendenza Moog, ma disponibile anche per MOTM (con qualche variazione nel passo meccanico), Synthesizers.com, Club Of The Knobs, Mos-Lab, Suit & Tie Guy, eccetera, è facilmente governabile: si tratta solo di regolare  opportunamente il livello zero in base all’illuminazione ambientale e definire le due soglie d’innesco per la generazione del Gate. Da qui in poi, come al solito, la fantasia e la modularità del sistema sono gli unici limiti.

Da tenere assolutamente d’occhio!!!

 

 

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Comments (4)

  • Antonio Antetomaso

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    Assai interessante e sicuramente avveniristico, per non dire…”FICO”. Ma in una situazione live con luci da palco e affini che succede? Il delirio?

    Immagino ci abbiamo pensato, o è destinato ad un uso prettamente da studio?

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  • Enrico Cosimi

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    basta tarare il sensore su una soglia più alta e, eventualmente, usare l’uscita invertita, cioè quella che corrisponde all’ombra invece che alla luce… ovviamente, un minimo di “convenienza ambientale” è auspicabile, ma è un problema comune a tutti questi tipi di sensori 😉

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  • scander

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    In effetti, visto che hai citato theremin, io una certa parentela col mondo degli antifurti ce la vedo 😉
    Se avessi un modulare non sarebbe probabilmente il primo pezzo che andrei a procacciarmi, ma è senz’altro un’idea divertente in generale, e, soprattutto in certi contesti, sfruttabile in modo proficuo anche dal lato “artistico”

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  • Enrico Cosimi

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    ah beh, sicuramente NON è il primo modulo da prevedere nella configurazione… però, dopo un poco… :-)

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