Field Recording: qualche suggerimento dal Musikmesse

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Events, Gear

Andare in giro per il mondo catturando segnali audio (minimo in stereo, ma il numero dei canali è lasciato al buon cuore dell’operatore…), per poi immergersi in torride session di campionamento creativo, è una delle cose più divertenti che possano capitare in contesti tecnologicamente consapevoli. Da questo punto di vista, l’ultima edizione del Frankfurt Musikmesse 2013 ha offerto più di uno spunto che – budget permettendo – potrebbe essere messo in pratica nelle prossime stagioni.

Di Enrico Cosimi

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Come al solito, parliamo di anticipazioni, con dati tecnici ancora ridotti agli stringati comunicati stampa (certe volte, anche in formato verbale) disponibili nei corridoi della manifestazione; rimane la sensazione che la tecnologia sia uno dei pochi settori ancora (molto) vivace nel campo musicale. Not bad.

Zoom H6 Handy Recorder

I presupposti c’erano tutti: i precedenti H2 e H4n hanno forgiato generazioni di cattura suoni in libera uscita, senza più limiti di trasportabilità e, nel caso del modello 4, con capacità multitraccia embedded; ora il gioco si fa più pesante, perchè il modello H6 presentato al Messe offre sei piste indipendenti, simultaneamente registrabili, su 2 uscite, ed in più la possibilità di lavorare con una serie di quattro “teste” intercambiabili. In questo modo, l’apparecchio può lavorare con una coppia di capsule XY a condensatore (come quelle presenti nel precedente modello H4n), o una coppia di capsule Mid/Side alloggiate in griglia metallica sferica di protezione, o uno Shotgun unidirezionale, o – ancora – una coppia di prese combi XLR/TRS. In tutti i casi, i trasduttori sono dotati di regolazione di volume analogica indipendente e, sul corpo dell’apparecchio, ci sono quattro connessioni combinate XLR/TRS con altrettante regolazioni di volume separate e pad equipaggiate. Il display LCD è a colori e visualizza in un colpo solo tutti i livelli in ingresso e in uscita; l’ampiezza stereofonica della ripresa Mid/Side può essere variata a discrezione dell’utente; l’audio è gestito in tecnologia 24 bit/96 kHz e i dati sono salvati su card SDXC fino a 128 Gb. L’apparecchio – che è sensibilmente più grosso del precedente H4n – può essere adattato Hot Shoe a qualsiasi videocamera meccanicamente compatibile.

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Qui, i (pochi) particolari per ora disponibili.

 

Rode iXY

Se già possedete un iPhone 4/4s, un iPad o un iPod Touch, potete prendere in considerazione la scelta Rode iXY: una doppia capsula microfonica (ovviamente, in configurazione XY) con cui upgradare il vostro telefono al ruolo di real time stereo recorder professionale. Le caratteristiche tecniche parlano chiaro: audio gestito a 24 bit/96 kHz, campo di ripresa in formato XY con apertura stereofonica a 90°, possibilità di regolare il volume di registrazione (…ci mancherebbe) in maniera automatica o a discrezione del musicista; il meccanismo è dotato di un filtro passa alto inseribile a richiesta che minimizza il rumore “da maneggiamento”; in aggiunta, uno schermo antivento in schiuma di gomma facilita le cose durante le riprese in esterna. Ma dove si registra? Semplice, all’intero della Rode Rec .app, scaricabile su AppStore; i canali di trasferimento su SoundCloud e Dropbox sono automatizzati. Il sistema prevede il realtime monitoring durante la registrazione.

L’importante è non ricevere telefonate durante le sessioni di audio capture. Duecento dollari e passa la paura…

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Qui, le informazioni attinenti.

 

Yamaha Pocketrak PR7

A proprio agio tanto nei briefing di lavoro, dove è necessario documentare con discrezione le aurate parole del tycoon di turno, quanto nelle riprese più “musicali”, il nuovo Pocketrak utilizza una coppia di capsule in configurazione XY per catturare audio convertito digitalmente a 24 bit/96 kHz. La vocazione all’impiego musicale è dichiarata anche dalla presenza del metronomo e del tuner incorporati e dalla possibilità di posizionare precisi marcatori durante la registrazione; è possibile collegare sorgenti di linea o microfoni esterni attraverso le porte dedicate; il filtro passa alto incorporato semplifica la gestione di rumori ambientali, eliminando il rombo sulle basse frequenze; in aggiunta, si può modificare la curva di risposta privilegiando i comportamenti Near (per la pratica strumentale), Band (con gestione ottimizzata per sorgenti sonore particolarmente fragorose), Field (per la ripresa in esterna) e Speech (per le conferenze). Il compressore interno è in grado di eliminare il popping. Le funzioni sono estremamente semplificate e l’apparecchio è fornito in bundle con Wavelab 7. L’apparecchio lavora in pre record con buffer a 3 secondi e, grazie a 2 Gb di RAM interna, può lavorare anche in assenza di micro SD/SDHC card; quest’ultime, possono essere gestite fino ai tagli 32 Gb, per una registrazione pari a 50 ore 16 bit/44.1 kHz (ricordiamo che l’autonomia di carica per la singola batteria AAA è pari a 29.5 ore con il folrmato 16 bit/44.1 kHz, ma sale a 44 ore se si decide di lavorare in formato mp3.

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Qui, le informazioni più indispensabili.

 

 

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Comments (6)

  • cactusound

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    wow, ottimo articolo, molto utile.
    quindi per zoom ancora niente pre buffer… -_-

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    • synthy

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      non vorrei dire una castroneria, ma l’H4n ha il pre buffer di ben 2 secondi

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  • Enrico Cosimi

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    niente che faccia al caso tuo…

    (dovrai rassegnarti a premere rec velocemente)

    Reply

    • cactusound

      |

      hahahaha, sì, purtroppo siamo figli dell’opulenza e della comodità tecnologica. comunque, seriamente, una bella accensione istantanea sarebbe un vero e proprio sogno sia per la durata delle batterie, sia per le occasioni altrimenti perse :)
      Che è anche per questa ragione, facendo un parallelo, che tanti non sopportano le macchine fotografiche compatte e prediligono le reflex.

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  • alessandro.gaffuri

    |

    belle belle le capsule Rode!
    mi manca solo l’ipod e poi ci sono!

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