Doepfer A-138m Matrix Mixer

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Un mixer a matrice è una struttura di mixaggio che permette di sommare diverse sorgenti (audio o di controllo) proponendo simultaneamente percentuali diverse di mixaggio disponibili su un consistente numero di uscite. L’esempio classico è quello dei monitor di palco: otto musicisti (sorgenti sonore) che vogliono avere otto mixaggi differenti per i loro otto monitor (destinazioni); la configurazione 8×8 (o 8 su 8…) permette di creare otto mixaggi diversi delle otto sorgenti sonore. Ma, oltre alla 8 x 8, è possibile sfruttare una classica matrice 4 x 4, come quella proposta da Dieter Doepfer, per il suo sistema Euro Rack A-100 Modular Synthesizer. Da questo punto di vista, il modulo A-138m Matrix Mixer può essere un vero case study.

Di Enrico Cosimi

Schermata 07-2456484 alle 10.55.18

Come al solito, le realizzazioni Doepfer brillano per rapporto Q/P, con il giusto prezzo e la giusta complessità operativa: A-138m non sfugge alla regola.

 Il modulo ha quattro ingressi, numerati 1-2-3-4 e quattro uscite, denominate A-B-C-D; il musicista può dosare, su quattro colonne verticali, altrettanti mixaggi indipendenti delle quattro sorgenti (audio o di controllo) eventualmente collegate al modulo. In questo modo, supponiamo di avere quattro oscillatori, si potrà avere su A un mixaggio full throttle tutto aperto in distorsione e, sull’uscita B, gli stessi quattro oscillatori miscelati con maggior cura per non far distorcere un secondo filtro contenuto in un diverso percorso di sintesi.

Oppure, si potranno dosare inviluppo, sequencer, vibrato e tastiera in diverse percentuali per avere, sugli oscillatori destinazione, risposte differenti alla tastiera realtime, alla sequenza precedentemente programmata, al vibrato/LFO o al pitch envelope.

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C’è di più: A-138m può lavorare tanto in modalità Unipolar che Bipolar; nel primo caso, i sedici controlli lavorano come attenuatori adatti a scalare 0-100% segnali audio o segnali di controllo DC-Coupled. Nella modalità bipolare, regolabile indipendentemente per ciascuna delle quattro colonne A-D, i sedici potenziometri funzionano come polarizzatori, cioè attenuano e moltiplicano per zero il segnale passante quando sono in posizione perfettamente verticale “a ore 12”, amplificano il segnale con polarità positiva quando lavorano nella semi escursione oraria e amplificano il segnale con polarità invertita/negativa quando lavorano nella semi escursione antioraria.

Già così, il modulo (per 130 euro) è più che appetibile, ma Dieter Doepfer ha ancora un asso nella manica del proprio camice bianco: agendo sui jumper interni e lasciando scollegato il primo ingresso, si possono utilizzare i quattro potenziometri della riga orizzontale più alta come generatori di tensione DC disponibili per potenziare i segnali di controllo collegati e miscelati agli ingressi 2, 3 e 4.

Non male.

 

 

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Comments (2)

  • Francesco

    |

    ma è passivo vero?

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    • Enrico Cosimi

      |

      ha un’elettronica che è alimentata dal cabinet, quindi non puoi definirlo “rigorosamente passivo”, ma non avendo controlli di tono che facciano Boost sul segnale originale non puoi definirlo neppure “rigorosamente attivo” (in senso chitarristico del termine) 😀

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