Cubase 8 – uno sguardo da vicino. Seconda parte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Recording, Software

Continuiamo con le nuove, affascinanti funzioni di Cubase 8.

Di Antonio Antetomaso

FIGURA 11

Track list e Inspector completamente rinnovati

Anche la sezione relativa alla lista delle tracce e l’Inspector che mostra tutti i parametri di ogni singola traccia sono state completamente ridisegnate per migliorare la leggibilità e le possibilità di intervento.

Plug in manager rinnovato

Miglioramenti anche nel campo della gestione e categorizzazione dei plug-in VST, organizzati questa volta in una sezione che consente ricerche, filtraggi e visualizzazioni custom. Questo era uno dei punti deboli di Cubase; apprezzare con mano questa feature è stata una lieta e gradita sorpresa.

FIGURA 12

 

 

Gestione delle finestre migliorata

Gestire finestre su schermi multipli non è più un problema mediante questa nuova funzionalità.

FIGURA 13

 

Potenziamenti del workflow di lavoro

Tanti e significativi, alcuni dei quali a colmare il GAP con prodotti che hanno fatto dell’ottimizzazione del flusso di lavoro la loro filosofia di vita, come Presonus Studio One.

 

Render in place

La possibilità di renderizzare qualunque cosa al volo: una parte midi, una parte audio, piccole sezioni di esse ecc. Il tutto a portata di mouse e con qualsivoglia livello di dettaglio in termini di cosa inserire e cosa non inserire nel rendering (effetti, automazioni ecc.).

FIGURA 14

Date un’occhiata qui.

 

Nuovi virtual instruments in bundle

Diciamocela tutta, uno dei punti deboli di Cubase era proprio il bundle di virtual instruments e loops forniti assieme al prodotto, a differenza, ad esempio, di prodotti come Logic.

Con la versione 8 la situazione è migliorata notevolmente, con prodotti come Groove Agent 4, Halion Sonic SE e la sua sterminata libreria di suoni, VST Bass Amp, plugin di processing del suono ecc.

FIGURA 15

Nuove features per i musicisti

Inseriti per facilitare la vita di chi utilizza Cubase anche in fase di composizione, come ad esempio “Chord pads”, ovverosia la possibilità di avere a disposizione un set di pulsanti ciascuno programmabile per eseguire un accordo in particolare…

FIGURA 16

…oppure come “Circle of 5th e chord assistant” che rende immediatamente visibili le relazioni tra gli accordi inseriti facilitando l’arrangiamento del brano in lavorazione…

FIGURA 17

…oppure ancora come la nuova ed avanzata funzionalità di “MIDI tempo detection” consente di riconoscere ed impostare il tempo di un progetto sulla base di una clip midi dinamicamente, rendendo possibile suonare appresso ad una traccia midi senza preoccuparsi troppo di impostare e modificare il metronomo.

FIGURA 18

La lista non finisce qui, ma d’altronde non è fattibile racchiudere in un unico articolo il mare di novità introdotte. Vorrei invece concludere il discorso raccontandovi qualcosa sulle performances rilevate sulla mia postazione di lavoro. Orbene avevo un progetto che faceva un largo uso di virtual instruments, alcuni dei quali erano più instanze di U-HE DIVA… e ho detto tutto. Logic pro X eseguiva il progetto con difficoltà, specie a portatile appena avviato o riattivato dopo una sospensione: a volte la riproduzione si interrompeva per insufficienza di risorse di calcolo. Stesso discorso per il bouncing finale.

Orbene il solo porting uno ad uno su Cubase 8 senza ridurre tracce od ottimizzare il numero di virtual instruments ha rivelato nessun problema di esecuzione da parte della DAW di tutto il progetto. Effettuando poi ulteriori ottimizzazioni rese possibili dal nuovo ambiente di lavoro, come l’utilizzo di una sola instanza di virtual instrument a cui inviare più tracce MIDI simultaneamente ha contribuito ulterioriormente ad un miglioramento delle performance del progetto grazie ad una conseguente riduzione di risorse di calcolo impiegate.

Insomma, alla domanda, ne vale la pena, cosa si può rispondere? Sicuramente si se venite da versioni precedenti di Cubase, senza ombra di dubbio. Se state valutando di cambiare DAW, il discorso cambia, la scelta è assolutamente soggettiva. Io ho avuto bisogno di provare la demo approfonditamente prima di maturare la decisione di ritornare a questo ambiente di lavoro, per cui il suggerimento che mi sento di fornirvi è di fare altrettanto.

In ogni caso è un prodotto che, se provato, metterà a dura prova le vostre convinzioni in materia di DAW. Vale la pena sporcarcisi un pochino le mani anche solo per curiosità.

A presto.

 

 

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