Correva l’anno: Oberheim MATRIX 1000

Written by Jacopo Mordenti on . Posted in Gear

Correva l’anno 1987, e una travagliata Oberheim lanciava sul mercato un sintetizzatore analogico polifonico a sei voci stipato in una misera unità rack: il Matrix 1000. Ultimo capitolo di una saga avviatasi qualche anno prima con Matrix 12, Xpander, Matrix 6 e Matrix 6r, il nuovo arrivato puntava tutto sul concetto di “accendi, seleziona & suona”… non fosse altro perché, da pannello, non era – e non è – in alcun modo editabile.

Di Jacopo Mordenti

Possibile?

Possibilissimo: Matrix 1000 mette a disposizione la bellezza di mille preset – facilmente richiamabili attraverso la tastiera numerica implementata nel pannello – ma non consente di accedere al proprio motore sonoro, che pure qualche buona freccia nell’arco ce l’avrebbe:

  • Due oscillatori analogici sotto controllo digitale (i famigerati DCO), ognuno dei quali capace di produrre – simultaneamente – dente di sega e quadra, peraltro alterabili nel profilo fino a ottenere rispettivamente triangolare e impulsiva; ulteriori alterazioni sono ottenibili attraverso la sincronia fra gli oscillatori. Note dolenti? Due: l’ampiezza dei due DCO non è indipendente – al contrario: l’aumento della prima comporta la diminuzione della seconda, e viceversa – il che significa che non c’è modo di saturare lo stadio di ingresso del filtro; per accedere al generatore di rumore bianco, inoltre, è di fatto necessario rinunciare a DCO2. Sigh.

  • Un filtro analogico passabasso risonante, con pendenza pari a 24 db per ottava. Piacevole, ampiamente modulabile – come vedremo – e concepito in modo tale che l’aumento della risonanza NON assottigli il suono nella misura del canonico transistor ladder di Moog. Cosa non può un CEM 3396, eh?
  • Un parco modulatori di tutto rispetto (tre inviluppi DADSR, due LFO, due ramp generator) e soprattutto una matrice di modulazione francamente ricca, grazie alla quale impreziosire il quadro con variabili più o meno sottili, più o meno pronunciate. Per dire: modulare la frequenza di taglio del filtro per il tramite della frequenza di DCO1 non è nelle possibilità di tutti i sintetizzatori in circolazione, e sì che nel piccolo questa forma di FM aiuta non poco a mostrare i denti. Unico limite? Nessuna possibilità di agganciarsi a un clock esterno.

Conoscere l’architettura del Matrix 1000 ma non riuscire ad accedervi non porta molto lontano, vi pare? Ergo non resta che optare fra le due soluzioni attualmente praticabili:

  • Reperire – più realisticamente: cercare di reperire – il programmer che Access, ben prima di diventare famosa con Virus, commercializzò anni addietro proprio per il pupo di casa Oberheim. Al di là dei numeri scarsi e delle quotazioni elevate, è bene mettere in conto come il programmer, pure realizzato all’insegna di un’intelligente ergonomia, non ha accesso a tutti i meandri dell’architettura: la matrice di modulazione, in particolare, è appena sfiorabile dall’intervento dell’utente. Che fare, dunque?

  • Perché non appoggiarsi a un editor? Nell’impossibilità di mettere le mani sul glorioso – e abbandonato: sic transit gloria mundi – Soundiver di Emagic, si può decidere di investire la folla cifra di 28.85 euro e acquistare OB6000, con il quale programmare TUTTO. L’immediatezza non è quella dell’hardware – merci, monsieur de la Palisse – ma la profondità di intervento è superiore. Che la combinazione fra programmer e editor sia la chiave di volta di questo gustoso mostriciattolo?

A suo modo ruspante –  tanto più se messo a paragone con diversi virtual analog oggi in fascia budget, comunque più costosi di esso – Matrix 1000 non è tuttavia esente da problemucci più o meno urtanti. Non è tanto il firmware imperfetto – ed evidentemente abbandonato a se stesso – a costituire un serio ostacolo, quanto in primo luogo la mancata ricezione di messaggi MIDI di control change: tradotto in termini più espliciti, non c’è modo di programmare il pupo per il tramite dei tanti controller MIDI oggi disponibili sul mercato… a meno che essi non possano gestire stringhe di sistema esclusivo (i temibili sysex).

Vale la pena, dunque? Chi scrive è convinto di sì, a patto ovviamente di avere chiara la finalità originaria della macchina, i suoi limiti espliciti e quelli impliciti: il carattere di Matrix 1000 – carattere sanguigno, nell’ottica delle nuove generazioni abituate ad una linearità pericolosamente vicina alla freddezza – può regalare delle belle soddisfazioni, a fronte di un costo tutto sommato molto accessibile.

A ogni modo, prossimamente vi forniremo un rapido assaggio del pargolo in livrea panna, coadiuvato da editor e programmer. Stay tuned.

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Comments (12)

  • Giovanni

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    Una alternativa potrebbe essere il Cheetah MS6 polifonico e multitimbrico a 6 voci, programmabile, anche se con difficoltà, dal pannello. E con lo stesso chip del Matrix. Fu prodotte nel 1988 e ancora oggi è reperibile sul mercato ad un prezzo veramente basso per le sue prestazioni, circa 200 €.

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    • Jacopo Mordenti

      |

      Sì, il Cheetah MS6 è stato ripetutamente comparato al Matrix 1000: la vulgata lo ha definito “il fratello acido”, forte di un sync particolarmente sfizioso. La reperibilità però giurerei che sia più scarsa rispetto a un Matrix.

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    • Enrico Cosimi

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      certo! anche se ho paura che in italia se ne siano visti pochini pochini…

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      • Giovanni

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        Uno ce l’ho io..!
        E se ne trovano, cercando in rete.

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  • Antonio Antetomaso

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    Ciao Jacopo,
    volevo chiederti in merito alle possibilità di programmazione di questa macchina offerte da Midiquest XL di Soundquest. Non è di certo paragonabile a Soundiver a mio avviso, ma offre comunque discrete possibilità.
    Grazie.

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    • Jacopo Mordenti

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      Ciao Antonio,
      non avendo mai messo le mani sopra MidiQuest non so pronunciarmi; un po’ di sano scetticismo FORSE non guasta, considerando i pareri a volte poco lusinghieri che ho letto sull’affidabilità di MQ. Decisamente credo sia meglio puntare a un editor dedicato da pochi euro: io utilizzo tuttora “Matrix 2001” – pagato la folle cifra di 15 euro – che però pare non essere più disponibile; rimane in piedi il consiglio di OB6000.

      Ciao!
      Jacopo

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      • Antonio Antetomaso

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        Neanche io sono un grande fan di Midiquest, continuo ad usare Sounddiver su Windows XP virtuale, ma almeno “godo”. Solo che è l’unico tool del genere ancora manutenuto…unfortunately.
        Sono comunque d’accordo con te, in questo caso meglio un tool dedicato.
        Grazie.

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  • Saverio Paiella

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    Se vi interessa ho fatto un in template per la Novation X-station e uno per il Bitstream 3x per pilotare in sisex tutto il pilotabile del Matrix 1000. Il primo lo potete trovare sui gruppi yahoo sotto elencati mentre il secondo non l’ho mai uploddato sul web in quanto meno diffuso, ma se vi interessa potete contattarmi. C’è anche un stratagemma per pilotare il cutoff del fitro senza il problema del ritardo. 😀

    http://launch.groups.yahoo.com/group/oberheim/

    http://launch.groups.yahoo.com/group/oldberheim/

    http://launch.groups.yahoo.com/group/X-Station/

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  • Leonardo

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    OB6000 sembra essere solo per Windows.. conoscete un editor simile per Mac?

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    • Enrico Cosimi

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      probabile non ci sia…

      (puoi sempre fare i salti mortali con una partizione windows…)

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  • Mario

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    Ciao,

    se a qualcuno interessa sempre, ho trovato un sito molto interessante sul Matrix 1000 (che non ho ma vorrei avere!) :-)

    http://www.wolzow.com/analog/m1k.htm

    Sembra esserci anche un editor per MAC (vecchio, ma possibile che funzioni, chi sa…)

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