Channel Strip SSL per System 500

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Recording

Nel lontano dicembre 2012, abbiamo parlato dell’ingresso di Solid State Logic nell’arena dello standard API VPR 500. Più precisamente abbiamo provato per voi l’equalizzatore SSL 611EQ. Nello stesso periodo è uscito il modulo SSL 611DYN dedicato alla elaborazione della dinamica che, come il suo fratello equalizzatore, arriva dritto-dritto dalla nobile serie 4000. In questa prova vi raccontiamo del 611DYN e della sua integrazione con l’equalizzatore.

di Emiliano Girolami

Moduli

Il modulo è composto da due sezioni, un Compressore e un Expander/Gate. Il circuito è completamente analogico con il VCA in classe A. Al Compressore solo assegnati tre potenziometri: Ratio per il rapporto di compressione, Threshold per la soglia di intervento e Release per il tempo di rilascio. Il make up gain è automatico (con un circuito che mantiene il guadagno totale pari a 1). Tre switch controllano, rispettivamente: il ginocchio della curva (da soft knee a hard knee), la curva di rilascio che da logaritmica passa a lineare, il tempo di attacco (da normale a fast).

Anche la sezione Expander/Gate ha tre manopole: Range che determina il numero di deciBell di attenuazione, Threshold per la soglia di intervento e Release per il tempo di rilascio. Anche in questo caso si può scegliere se avere una curva di rilascio lineare o esponenziale con un selettore apposito. Un altro pulsante determina il tempo di attacco (anche qui son le sole opzioni normal e fast). Il pulsante di bypass (non hardwire) attiva sia il Compressore che l’Expander/Gate.

Il metering è affidato a due strisce di 5 LED. La prima indica i dB di attenuazione in assenza di segnale (gating), la seconda visualizza, invece, la riduzione di guadagno determinata dal compressore.

Il modulo si installa senza problemi nel Lunchbox e, insieme all’equalizzatore, fa proprio un bell’effetto.

 

LunchBox

In uso

Il modulo 611DYN controlla la dinamica in alto, attraverso il Compressore e in basso con l’Expander/Gate. La prima sezione non è per niente trasparente, fa sentire molto la sua presenza e, per molti versi, è un classico del suono rock e pop. Avendo un suono così caratteristico spinge molto alla movimentazione radicale dei controlli che sono estremamente interattivi. Il risultato dipende molto anche dalla sorgente. Non arriva subito ma, quando lo si trova, è sempre interessante. Sembra quasi che il compressore sia in grado di far emergere componenti e formanti che non sembrano evidenti a un primo ascolto e che rendono tutto molto intrigante. La chitarra elettrica (soprattutto nelle ritmiche) acquisisce un suono subito pronto e che riconosciamo immediatamente. L’accoppiata Compressore+Equalizzatore è molto efficace sia se si vuole scolpire il suono sia se si vuole farlo uscire in caso di mix affollati. Contrariamente a quanto si sente dire in giro, troviamo molto utile la channel strip anche sulla voce. Le dona personalità, mette in evidenza le formanti e rende presenti e vive anche le performance più delicate.

La chitarra acustica guadagna in equilibrio. Con questa può essere utile collegare l’equalizzatore a monte per eliminare eventuali risonanze sulle medio-basse prima della compressione. In tutti questi casi abbiamo utilizzato l’Expander esclusivamente per pulire la traccia durante le pause eliminando eventuali rumori di fondo e attenuando i rientri. Con le percussioni (Cassa e Rullante in primis) la combinazione di Compressore-Exp/Gate-Equalizzatore consente di plasmare il suono quasi a proprio piacimento. Su può essere aggressivi sugli attacchi, eliminare le code, modificare le formanti, esaltare le frequenze di risonanza o cambiare radicalmente la personalità del tamburo. Il suono è sempre caldo e presente, vivo e utilizzabile. Come dicevamo prima i contesti di elezione sono Rock e Pop ma la channel strip può trovare applicazioni utili anche nel Jazz (con qualche cautela) e, senza dubbio, per la discoteca, EDM, R&B ecc.

Abbiamo provato anche a registrare attraverso i due moduli (facendoli precedere, naturalmente, da un pre microfonico). L’esuberanza del compressore ci ha fatto propendere per una sua esclusione (possibile solo con Ratio=1 e Threshold=+26dB non avendo pulsanti dedicati), L’Expander è stato invece molto utile per attenuare i rumori di sala (situazione possibile specie in caso di home recording). L’equalizzatore corregge i difetti o esalta i pregi sempre con una risposta calda e musicale.

SSL_TRIO

Conclusioni

I moduli sono senza dubbio interessanti e con un prezzo che è inferiore alla concorrenza di pari livello. Suonano bene e sono un classico della musica moderna. Consigliamo senza dubbio l’acquisto a chi (professionista o no) ha un paio di slot liberi nel Lunchbox. Per chi, di slot liberi, ne avesse tre, consiglieremmo di fare un pensierino anche al nuovo VHD PRE che, presentato al NAMM 2015, completa la serie (ovviamente cercheremo di provarlo al più presto su queste pagine).

 

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