Buchla Music Easel – Program card reali e virtuali

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Eccoci giunti, con fatica, all’ultima puntata di questa panoramica sul potente Buchla Music Easel. Non rimane che verificare le possibilità di programmazione e memorizzazione (e performance non convenzionale) offerte dalla Program Card.

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La Program Card è una scheda componenti che deve essere popolata dal musicista, armato di saldatore, per riprodurre in miniatura la circuitazione di pannello necessaria alla programmazione delle timbriche desiderate. Con lo strumento, vengono fornite cinque Program Card vergini.

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La Program Card fornisce al musicista tutti i punti di accesso alla circuitazione compresa nella struttura di sintesi, con – a volerla dire tutta – maggior libertà di quanta non ne offra il pannello in termini di accesso e di simultaneità del controllo. Per contro, diventa necessario armarsi di saldatore e resistenze con le quali popolare la scheda fino a riprodurre tutti i valori previsti nella programmazione timbrica.

L’idea è formidabile nella sua implementazione e non è priva di precedenti/paralleli: ciascuna regolazione di pannello (a parte Volume, Frequency Trim e Frequency Fine) può essere riprodotta con un adeguato valore resistivo (da 120 kilo Ohm a 4.7 mega Ohm) e, sulla superficie della scheda, è facile recuperare entrate ed uscite. Come vedremo in seguito.

 

prestopatch

In precedenza, anche E.M.S. London aveva dotato i propri Synthi A/A.K.S. di tre Prestopatch che contenevano al loro interno tutte le resistenze necessarie per chiudere i punti di contatto nella matrice 16×16; al musicista, non rimaneva che regolare manualmente la posizione di tutti i controlli di pannello.

 

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Ma anche Yamaha, nell’organo YC45D e (successivamente) nell’ipertrofico CS-80, aveva previsto la possibilità di una miniaturizzazione di pannello contenente tutti i regolatori ufficiali in una serie di due o quattro corredi ausiliari, velocemente richiamabili a discrezione del musicista.

 

In un caso, E.M.S si concentrava nella chiusura dei contatti; nell’altro, Yamaha tralasciava le selezioni e le deviazioni di controllo, concentrandosi sui valori di parametro. Nel caso delle Program Card Buchla, era ed è possibile clonare l’intero funzionamento della struttura, tanto nei suoi valori continui quanto nelle configurazioni di selezione e deviazione. Ovviamente, il musicista paga lo scotto della saldatura dei componenti. 

 

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La struttura della Program Card è divisa in due sezioni indipendenti; nella fascia superiore, si definiscono le chiusure di contatto tra le opzioni di selezione/deviazione; in questo modo, si può raggiungere la lunghezza di step desiderata per il Sequencer (anche 2 soli step, opzione negata di pannello…), i valori in CV dei singoli passi, l’origine del trig necessario alla generazione Random, all’avanzamento del Pulser, al firing dell’inviluppo, la regolazione dei suoi tre tempi, i valori di parametro per i controlli di pannello degli oscillatori Mod e Complex, le selezioni di comportamento per i due filtri Lopass Gate.

La sezione inferiore della scheda contiene nove uscite di controllo che possono essere incrociate con sette ingressi di controllo. Ogni incrocio non è vincolante e univoco (se ne possono sommare diversi sulle stesse destinazioni).

La Program Card fornisce accesso alle seguenti sorgenti/uscite di controllo organizzate in righe orizzontali sulla superficie della Card:

  • Offset (una sorgente di tensione continua, scalabile con le resistenze scelte dal musicista)
  • Envelope Detector (può servire come porta secondaria di accesso alla Program Card, per veicolare tensioni collegate sul pannello comandi attraverso Banana Plug)
  • Envelope Generator
  • Pulser Generator
  • Pressure Control
  • Inverter (anche questo può servire come secondo ingresso di servizio alla Program Card)
  • Step Sequencer
  • Random Generator
  • Keyboard Main CV

I segnali possono essere convogliati, univocamente o in somma elettrica, alla destinazioni (organizzate in colonne verticali) di:

  • Pulser Period (la densità degli impulsi – e delle rampe di controllo – generate dal modulo Pulser)
  • Mod Index nel Modulation Oscillator
  • Mod Frequency nel Modulation Oscillator
  • Pitch nel Complex Oscillator
  • Timbre nel Complex Oscillator
  • Level 1 nel filtro Lopass Gate 1
  • Level 2 nel filtro Lopass Gate 2
  • Inverter Out (utile anche per uscire dalla Program Card e raggiungere destinazioni di pannello)

A differenza del normale comportamento di pannello, diverse sorgenti – le tensioni raccolte sulle righe orizzontali – possono sommarsi tra loro sulle colonne verticali; nel pannello comandi del Music Easel, una stessa sorgente può raggiungere (cortesia dei Banana Plug) diverse destinazioni, ma la destinazione non può ricevere più di una sorgente.

 

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Un musicista dotato di pazienza, si scrive la patch su un bel pezzo di carta, la converte nelle resistenze necessarie in base alla tabella riportata nel manuale utente, corre dal più vicino spacciatore di componenti, scalda il saldatore, afferra stagno e pasta salda e si mette all’opera per costruire la propria Program Card. Quando ha esaurito le cinque schede vuote in dotazione, può contattare Buchla per averne altre. Oppure…

 

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… può acquistare per 599 dollari (fino a Settembre, poi diventano 899) la iProgram Card che, alloggiata nello slot del Music Easel, può memorizzare una ventina abbondante di patches, richiamabili con i due tastoni rossi Increase/Decrease e che dialoga wireless con la free App per iPad.

In pratica, sull’iPad si programma il suono desiderato, con tutte le comodità extra della Program Card – e con in più la funzione di Hold sull’Arpeggio e la possibilità di scalare sotto CV i tempi dell’Envelope Generator; si salva il file nella libreria di bordo e poi lo si trasferisce, individualmente o in bundle, all’interno della iProgram Card.

In questo modo, il divertimento non finisce mai.

I soldi, come al solito quando si parla di Buchla, finiscono molto prima…

Cosa si può fare con le Program Card, oltre che popolarle di circuiti? Le si può “suonare” con i polpastrelli, chiudendo a caso i contatti per creare comportamenti instabili, come fa Charles Cohen – che, tra l’altro, in questi giorni è di transito nella Penisola. 

 

Lasciamoci, da buoni amici, con qualcosa da vedere e da sentire, specie i famosi filtri del Music Easel. Ma non solo

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Buona visione.

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Comments (23)

  • Ric

    |

    Ciao Enrico, sai dove posso trovare a Roma i cavi CV a Banana per EASEL. Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      la prima risposta che mi viene in mente è “da nessuna parte”, poi – con più calma – potrei dire da Funky Junk, alla sede romana (dovrebbero avere un sito web) oppure, I SEMPLICI SPINOTTI potrebbero essere reperiti presso i rivenditori di materiale elettrico; se ci pensi, trovando il diametro giusto, sono i connettori usati per i segnali di potenza sui vecchi amplificatori PA…

      Reply

  • Ric

    |

    Lo sto provando e volevo chiederti se lo switch mode del pulser ha 3 posizioni o 2, perchè non mi fa selezionare ma mi permette solo di tenerlo e rilasciarlo. È normale? Grazie.

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      tutto normale, la terza posizione è “a molla” e serve per innescare l’emissione della rampa d’impulso senza dover tenere il dito costantemente sull’interruttore…

      Reply

  • Ric

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    Scusa mi sono dimenticato di dire che la modalitá Once del pulsar non mi permette di selezionarla ma solo di tenerla un attimo col dito.

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    non ho con me iProgram Card, quindi non posso provare…
    manda una email a ALEX e spiegagli il problema 😉

    Reply

  • Ric

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    Forse si deve collegare con un mini usb alla card? Allora quel midi in che è presente al lato della presa corrente a cosa serve? Grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    premesso che, sul sito Buchla, è spiegato per sommi capi il meccanismo – c’è un video di Todd Barton abbastanza approfondito; la iProgram Card dialoga con l’iPad attraverso Wireless e, nell’iPad deve essere installata la app gratuita che trovi sull’iTunes Store – è riportata nella homepage Buchla

    il MIDI sul fianco dello strumento serve per controllare nota on/off gli oscillatori e per ricevere il midi clock con cui sincronizzare l’arpeggiatore; niente altro…

    Reply

    • Ric

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      In un video ho visto usare via midi una tastiera. In un lato della Card ho notato una entrata a forma di mini usb. È possibile che il collegamento via midi sia collegando un cavo mini usb alla Card?

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  • Enrico Cosimi

    |

    ripeto quanto disponibile sul sito Buchla: iProgram e iPad dialogano attraverso Wireless; per ora, non c’è accenno alla possibilità di usare il mini connettore sulla scheda

    Reply

  • Ric

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    Grazie.

    Reply

  • Ric

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    Come si fa a sapere se è accordato? Ho effettuato questa misurazione:
    1) con lo slider frequency del MO a 220
    2) il selettore ADD to Main a OCTAVE
    3) il Fine Tune tutto a sinistra
    4) premendo il tasto 10 mi da A4 a 440.
    È corretto? Oppure mi puoi indicare la corretta procedura. Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      1) accordato rispetto a cosa? il Complex Oscillator, suonando DO o LA sulla tastiera, deve eseguire DO o La in coerenza con una qualsiasi sorgente esterna di riferimento – questo è banale

      2) il Modulation Oscillator può andare dove gli pare; in linea di massima, i due regolatori di Fine Tune andrebbero tenuti “a ore 12” e usati per correggere in crescita o in diminuzione gli eventuali battimenti – ancora una volta, conviene lavorare con una sorgente esterna di riferimento

      Reply

  • Ric

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    Con la IProgram card ho risolto facendomi inviare il manuale. Volevo chiederti come configurare EASEL per ricevere il midi clock. Ho provato collegando il Dark Time e usando lArpeggiatore ma non gli arriva il midi. Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      il midi clock è ricevuto sempre, ma per far partire l’arpeggiatore – oltre a selezionarlo – devi premere le note sulla tastiera…

      Reply

  • Ric

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    Che c’è un modo per far resettare lEasel. Perchè non riesco a suonare la tastiera senza che mi entrino delle ripetizioni. Il sequencer è spento e così pure il Pulser. Sai cos’è. grazie

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    • Enrico Cosimi

      |

      la tastiera capacitiva non brilla per stabilità… è abbastanza normale, anche se non desiderabile, che – suonando una nota – parta una raffica di impulsi… :-(

      Reply

  • Ric

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    Ho scoperto che se collego un jack alla massa dello strumento , funziona tutto benissimo e anche la trasmissione del clock che prima non avveniva. Non c’entra la massa di casa che si prende dal cavo di rete, ma ho fatto un cavo di massa che parte dallo strumento e che finisce addosso a me. Sai altra procedura per ovviare a questo oppure lo strumento ha qualche problema di collegamento interno. grazie

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    i connettori banana NON hanno la massa, quindi buchla e serge forniscono una massa “di chassis” per la regolare messa a terra; è probabile che in determinate condizioni operative, la non connessione della massa possa influire negativamente sul funzionamento di determinati circuiti; comunque, nell’esemplare a disposizione per le prove, girava tutto liscio anche senza massa collegata…

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  • Claudio

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    Perdonate la domanda banale, ma dove si acquista buchla in europa? Ci sono dei distributori oppure vi siete rivolti direttamente alla casa madre?

    I dealer che ho trovato sono tedeschi, ungheresi o francesi.
    Qual è la migliore opzione migliore?
    Grazie

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      fino a qualche mese addietro, buchla era rappresentato/distribuito in europa da schneidersladen (in germania), ma ci sono stati dei problemi e andreas schneider ha rinunciato alla rappresentanza del marchio; ora, per comprarlo devi rivolgerti direttamente a loro, in oregon…

      Reply

  • Claudio

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    Grazie per la risposta velocissima!

    Secondo te la lista di attesa è lunga?

    Reply

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