BOTPF: Step Sequencer – Terza parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Senza cambiare cartellone, procediamo per la tombola, chiudiamo il discorso e vediamo come risolvere i problemi rimasti aperti nella programmazione dello step sequencer “perfetto”, ovvero della struttura che in maniera più indolore possibile è integrabile all’interno ( a fianco) di un percorso di sintesi.

Di Enrico Cosimi

CHADABE 03

A stretto giro, l’obiettivo principale da raggiungere è la possibilità di suonare il sintetizzatore sia con la tastiera sia con lo step sequencer. Come al solito, il problema principale si divide in due problemi secondari: gestione del CV e gestione del Gate.

Gestione del doppio CV

Le due sorgenti di controllo sono, banalmente, Keyboard Control Voltage e Sequencer CV Out; abbiamo già risolto l’integrazione di quest’ultimo con il meccanismo di Sample & Hold necessario alla stabilità tra uno step di nota e uno di pausa; inoltre, con il collegamento diretto Keyboard Pitch Out su Sequencer CV In, abbiamo abilitato la trasposizione in tempo reale, cioè l’accesso della tastiera alla frequenza dell’oscillatore.

 

…ma…

La caratteristica di base del Sample & Hold è proprio quella di congelare il valore ricevuto in ingresso e questo, sia quando lo step sequencer è fermo, ma anche quando il musicista si mette a giocare con il pitch bend, distrugge il normale flusso di controllo. Come dire che: va benissimo congelare l’intonazione di nota del sequencer, ma quando si tratta della tastiera, sarebbe meglio poter rispettare le variazioni estemporanee, ad esempio quelle di pitch bend, anche attraverso il Sample & Hold.

11 seq

La soluzione è una sola: affiancare al Sample & Hold (che si occupa di consolidare il segnale di controllo del sequencer) un interruttore controllato in tensione che a sequencer fermo faccia passare il voltaggio di tastiera (comprensivo di pitch bend) e a sequencer in moto faccia passare l’uscita di quest’ultimo.

Cosa fa scattare l’interrutore? Lo stato di quiete (tastiera abilitata) o movimento (sequencer + trasposizione abilitati) dello step sequencer, desunti dalla connessione Clock Active disponibile nel modulo Clock Generator.

Sembrerebbe tutto meraviglioso se fosse anche possibile articolare gli inviluppi da tastiera quando il sequencer è fermo.

Per ottenere questo comportamento, occorrerà smistare le due sorgenti di Gate (tastiera e sequencer) alla volta del generatore d’inviluppo utilizzando una logica simile a quella appena vista nella gestione dei due CV.

12 seq

I due interruttori controllati a distanza cambiano di stato in base alla condizione di Run o Stop del modulo Clock Generator; in questo modo, si ottiene:

  • Clock Run: l’interruttore sul Pitch dell’oscillatore lascia passare l’uscita CV dello step sequencer (precedentemente addizionata del keyboard CV con cui effettuare le trasposizioni in tempo reale);
  • Clock Run: l’interruttore sul Gate dell’inviluppo lascia passare la sequenza di On e Off definita nel sequencer stesso – la stessa sequenza On/Off istruisce il modulo Sample & Hold per il passaggio e il congelamento delle intonazioni;
  • Clock Stop: l’interruttore sul Pitch dell’oscillatore lascia passare la tensione di CV della tastiera, per il controllo melodico dell’oscillatore arricchito degli eventuali pich bend;
  • Clock Stop: l’interruttore sul Gate dell’inviluppo lascia passare la tensione di Gate della tastiera per articolare gli inviluppi in tempo reale.

Sembrerebbe tutto a posto.

 

…ma (mkII)

Anche lasciando stare la sezione di sintesi, si può potenziare parecchio la parte di sequenza vera e propria:

  • perchè non abilitare un meccanismo che, a colpi di S&H, lasci transitare il segnale di real time keyboard transposition solo in corrispondenza dell’inizio di sequenza? In questo modo, si potrebbe evitare di sentire metà groove in Do maggiore e metà in Fa Diesis maggiore, tanto per dire…
  • perchè non duplicare la linea di control sequence e utilizzarla per creare degli accenti, cioè delle variazioni nel livello dell’amplificatore (o, se si vuole, nell’ampiezza dell’inviluppo che controlla l’amplificatore)?
  • perchè non prevedere un meccanismo di divisione di Clock che, a fronte della stessa velocità metronomica, non consenta di avanzare per sedicesimi, per ottavi, per quarti, e magari anche per variazioni terzinate e/o puntate?
  • perchè non prevedere la possibilità di fare ratcheting (cioè di far avanzare qualche step al doppio o al triplo della velocità nominale, ripetendo due o tre volte il contenuto di nota)?

Appunto: perchè non pensarci?

Scaricate il Demo Editor gratuito e divertitevi a programmare.

Buon lavoro!

 

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