Arturia MiniBrute: un aggiornamento

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

In occasione del SynthDay 3.0, tenutosi lo scorso sabato presso le Fonderie Sonore in Roma, abbiamo avuto modo di riavere sotto le grinfie il micidiale, brutale,  monofonico analogico MiniBrute targato Arturia. L’impatto è stato devastante come al solito: l’apparecchio ha al suo interno una serie di scelte circuitali che lo rendono in grado di generare timbriche aggressive, moderne, cattive e – cosa molto importante – alternative al resto del panorama timbrico analog/virtual analog attualmente in distribuzione. Non è poco…

di Enrico Cosimi

Premesso che non siamo ancora arrivati alla chiusura del progetto, cogliamo comunque l’occasione per sparare qualche cartuccia in direzione MiniBrute, in modo da rinfrescare – con una tornata di video meglio focalizzati – le funzionalità più divertenti dello strumento.

Come ricorderanno i lettori di ACM, le caratteristiche più interessanti dello strumento comprendono:

  • recupero, ad opera di Yves Usson, del filtro Steiner, per il trattamento lo-band-high-notch a 12 dB/Oct, in funzionalità e resa timbrica assolutamente differente tanto dal transistor ladder Moog quanto dallo state variable Oberheim;
  • generazione di timbriche assai aggressive, visto il comportamento peculiare del filtro alle posizioni più estreme di feedback;
  • installazione di un Brute Factor, cioè di un loop audio che preleva il segnale già filtrato e amplificato per rimandarlo all’interno del filtro stesso; in questo modo, l’apparecchio può produrre una cascata di armoniche/subarmoniche in base al filtraggio di base, al livello, al comportamento risonante e alle condizioni dinamiche (il sistema diventa facilmente incontrollabile, ma è estremamente affascinante, specie per i produttori elettronici più sperimentali e spericolati…);
  • adozione, per l’unico oscillatore presente, di generazione simultanea nelle forme d’onda: ciascuna forma d’onda ha il proprio trucchetto incorporato per diventare meno banale (hyper saw per la dente di sega, pulse width modulation per l’onda impulsiva, metalizer/wavewrapper per la triangolare); i comportamenti, con eccezione della hypersaw che è completamente autonoma, possono essere automatizzati attraverso LFO/Env;
  • inviluppi ADSR che possono essere molto veloci o molto lenti: dallo zzzap analogico fino alla letargia più assoluta, ce n’è per tutti; il massimo attack time misurato è pari a 10 secondi. Non male;
  • possibilità di filtrare segnali audio ricevuti dall’esterno, con funzioni accessorie di hold per la condizione di filtraggio e di estrazione gate dal segnale filtrato;
  • ampia selezione di connessioni in e out per il controllo in ambiente CV/Gate di analogica memoria: MiniBrute può essere usato come master keyboard analogica di lusso, trasmettendo Gate e CV (con tanto di pitch bend, informazioni di note e… arpeggiatore); allo stesso modo, MiniBrute può essere controllato dall’esterno attraverso Gate e tre CV per l’intonazione, l’apertura del filtro e il guadagno dell’amplificatore;
  • allo stato attuale – ma siamo nelle mani di Dio e dei programmatori Arturia, l’arpeggiatore è veicolato attraverso le porte CV/Gate, non attraverso il MIDI Out; è però possibile subordinarlo al MIDI Clock. Probabilmente, il futuro editor esterno darà accesso anche a questo parametro.

Come potrebbe crescere lo strumento? Beh, si potrebbe ipotizzare una versione polifonica a sei o otto voci (… il PolyBrute), o una versione rackmount limitata alla semplice elettronica (il RackBrute), o magari – sognare non costa nulla…- una versione potenziata con due oscillatori e due lfo simultanei (il MiniBrute Plus). Insomma, il terreno è molto fertile e, se il mercato reagirà come si spera, potrebbero esserci ampi margini di crescita. Per ora, vi sottoponiamo una versione assolutamente photoshoppata di come potrebbe essere un MiniBrute Plus. La parola d’ordine è: customizzazione!

 

Vi proponiamo inoltre tre video che, totalmente privi di qualsiasi velleità artistico-espressiva, sono stati realizzati apposta per puntualizzare alcune caratteristiche funzionali del micidiale apparecchietto.

 

Il comportamento espressivo delle sorgenti sonore “native”, cioè a prescindere dal loro filtraggio.

Il comportamento timbrico ottenibile facendo interagire il filtro Steiner con il Brute Factor di feedback audio.

Il comportamento a-timbrico ottenibile quando si usa MiniBrute come ipnotico generatore di electronoise sotto pesanti regimi di modulazione.

Come al solito, buona visione.

 

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Comments (46)

  • Riccardo Galatolo

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    la cosa importante, forse la più importante, è che tra le varie cose da implementare ci sia anche la possibilità di “sparare” via USB la “fotografia” delle posizioni del pannello…oppure un mini editor in stile Minitaur… 😉

    p.s.

    Minibrute è veramente un bimbetto indisponente… 😀

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    • Enrico Cosimi

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      mi hai fatto venire in mente una cosa: prima che me lo portino via – ma dovranno sfondare la porta con l’ariete… – provo a collegare il MiniBrute a un MIDI Monitor per vedere cosa tira fuori controllo per controllo. E’ chiaro che con il software possono fare ciò che vogliono, comunque in questo modo dovrei capire se già si sono messi sulla strada giusta!!

      Confermo l’impressione: MiniBrute è veramente un ragazzaccio!! :-)

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      • Riccardo Galatolo

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        allora? spara tutto via MIDI-USB?

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        • Enrico Cosimi

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          niet, nada, nix, no…
          ho provato ad attaccarci il midi monitor: l’unica cosa che tira fuori – per ora e SENZA EDITOR, bada bene… – sono nota on/off, channel aftertouch, pitch bend e modulation wheel

          forse, ripeto forse, una volta che lo usi con l’editor esterno, magari da qualche parte c’è un comando che abilita la trasmissione dei CC, ma perlomeno per ora, in questo esemplare ancora di preserie che ho a disposizione, non emette alcun tipo di control change…

          staremo a vedere 😉

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  • Riccardo Galatolo

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    se MiniBrute avesse i soliti inviluppi micidiali di MiniTaur, potrebbe essere il diretto concorrente sul mercato di quest’ultimo…potrebbe anche sbancare!
    Così alla Moog imparano a limitare al solo C4 l’estensione del suono del MiniTaur! 😉

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    • Enrico Cosimi

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      ah ah, gli inviluppi del MiniBrute sono ADSR “normali”, con possibilità di funzionamento fast o slow, cioè MOLTO veloce o più tradizionale…

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  • mauro pivetta

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    Sono “piuttosto” impressionato, hanno fatto un lavoro eccellente in Arturia.

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    • Enrico Cosimi

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      concordo in pieno! MiniBrute è una macchinetta veramente piena di potenzialità… può essere usata come un synth “normale” – anche se dai video che ho postato forse si capisce meno, ma era l’aspetto che mi preoccupava di meno…- o come una macchina “estrema”!

      Reply

      • mauro pivetta

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        L’aspetto messo in luce nei video é quello che personalmente mi intriga maggiormente, tra l’altro pare essere assolutamente convincente anche senza efx esterni, chapeau.

        Reply

        • Enrico Cosimi

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          niente effetti!!! uso solo un poco delay quando gioco con i sequencer in stile TaDream… altrimenti, l’audio è tutto secco secco, sparato dentro al computer. :-)

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          • mauro pivetta

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            come si dice: grasso che cola, anzi grassezza che cola e a profusione!

            Reply

  • max

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    Quindi se ho capito bene…non esiste possibilita’ di creare i propri suoni su editor e ri_mandarli sul synth (memoria interna)…peccatoooo

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    • Enrico Cosimi

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      No, ma del resto una struttura così semplice come quella del MiniBrute non ha bisogno – per i parametri di sintesi – di un editor esterno… hai tutto sul pannello comandi! Quello che trovi nell’Editor è relativo alle peculiarità di funzionamento “secondarie”, per usare un termine non troppo adeguato… insomma, le cose che non “fanno il suono” 😉

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  • orlando

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    Lo so che è una domanda difficile, ma sui bassi come si comporta rispetto al minitaur?

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      In maniera del tutto complementare: il filtro steiner è un 12dB, quindi “mena” in maniera differente; più aggressiva, meno carnosa, più adatto a timbriche penetranti; inoltre, il percorso brute factor – che è un feedback tra ampli e filtro – tira fuori suoni che, semplicemente, non possono essere raggiunti con il Minitaur “di default”. Diciamo che, potendo permetterseli e volendo avere la coscienza tranquilla a proposito dei bassi synth, con tutti e due hai il completo panorama timbrico necessario……..

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  • Leonardo

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    Ciao Enrico, bellissima recensione.. Esaustiva.
    Sai niente di una data di uscita? Ho sentito gear4music.com e mi hanno detto che continua a slittare e che, probabilmente, non sarà disponibile sul mercato prima di agosto/settembre… Hai notizie migliori? Grazie 😉

    Reply

    • Enrico Cosimi

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      Ciao Leonardo, sono contento che l’articolo ti sia piaciuto; per quello che ne so io, dovrebbe essere disponibile verso fine luglio – che è più o meno coincidente con quanto hanno detto a te; sembra che abbiano avuto uno slittamento di un mese per motivi di approvvigionamento componentistica… un problema meno raro di quanto si potrebbe pensare.

      incrociamo le dita :-)

      Reply

      • vincenzo

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        io fortunatamente avendo fatto un pre ordine nel 2012 sono riuscito ad ottenerla con 4 mesi di pazienza.. ma enrico..quale puo essere un ottimo sdtep sequencer esterno per il minibrute? che non sia una drum ke puo inviarmi una nota per pad(vedi la serie dei korg ea es ecc cc) “bloccandomi” cosi a nove note a disposizione?

        Reply

  • Enrico Cosimi

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    beh, io andrei con uno di questi (in base alle attitudini personali, ai soldi disponibili e allo spazio utile…):

    – Doepfer Dark Time
    – Analogue Solutions Oberkorn

    in aggiunta, se già possiedi apparecchiature e cabinet in formato euro rack, puoi vedere:

    – doepfer a-155
    – moskva

    per tutti e due, avrai bisogno di un clock esterno…

    Reply

  • vincenzo

    |

    il clock lo impartisco dalla roland tr 707..il “problema” e trovare questo analogue oberkorn, il modello mk3 mi ricorda un po un oberheim 2 voice.
    Sono abbastanza cari sia il dark time (che conoscevo) che questo oberkron ma immagino che sopratutto quest ultimo sia un vero e propio spasso!

    Reply

  • vincenzo

    |

    per l oberkorn raggiungiamo quasi i mille..ahia!!! :)

    Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    beh, temo che meno caro del dark time non ci sia nulla sul mercato…

    del resto, storicamente, i sequencer a step sono SEMPRE stati molto costosi; calcola che ai tempi d’oro un sequencer ARP costava l’equivalente di 1000 e spicci euro di oggi, un korg SQ-10 costava l’equivalene di 500 euro di oggi… insomma, non erano regalati!!!

    Reply

  • vincenzo

    |

    si.. era cio che pensavo io, ossia sotto il costo del dark time nada…
    del resto posso immaginare quanto avrei sofferto se mi fossi trovato in quei tempi d oro.. :)
    comunque da cio che sto vedendo l oberkron e una bomba! e credo ke essere violentato dal minibrute gli farebbe molto piacere 😀

    Reply

    • silvanoaudisio

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      Io ho preso da poco un mfb urzwerg usato e devo dire che soddisfa egregiamente le mie esigenze…. costa un poco di più del dark time ma è un 8×4 o 2×16

      Reply

  • Enrico Cosimi

    |

    eh si, specialmente le possibilità di alterare l’ordine degli step sono MOSTRUOSE!!!

    Reply

  • vincenzo

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    scusami se colgo loccasione ma.. davvero per rifare una serigrafia dello chassis di una macchina ( nel mio caso una tr 606 che vorrei rimettere in sesto) necessito per forza di macchinari industriali, venendomi a costare un occhio della testa? della serie meglio un guasto all elettronica che un raschio esterno!!!

    Reply

  • Enrico Cosimi

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    purtroppo, il telaio serigrafico COSTA… ogni colore si porta appresso spese non indifferenti…

    comunque, ci sono alcune ditte specializzate nel rimettere a posto, customizzando le grafiche, gli aspetti esteriori dei sint; anche quando fai la modifica devilfish sulla 303, ti possono colorare l’apparecchio come vuoi, rifacendo le scritte…

    Reply

  • vincenzo

    |

    ciao enrico.. credo di avere un serio problema con la mia minibrute e vorrei sincerarmi dell effettivo “danno” :
    è praticamente scordata a tutti gli effetti, l accendo e la trovo 3,4 e delle anche 5 toni sotto! con il fine tune della macchina riesco ad accordarla solo dopo che metto in hold la nota ed essa col tempo ritorna a circa mezzo tono sotto e poi posso adattarla col fine tune! il problema e che (con tutto cio che la faccio “riscaldare”) dopo 10 minuti mi rityorna in detune peggio di prima!

    ps premetto che tengo la mia strumentazione in un posto non eccessivamente ma umido.
    ma e possibile ke una macchina con meno di 6 mesi di vita sia cosi sensibile? cio significa che e praticamente in affidabile per live e quantaltro dato che se la sposto mi si scorda cosi sensibilm,ente!

    Reply

  • Gabriele

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    Buondì!

    son di nuovo io con una nuova domanda, anche nel minibrute si può cambiare “l’intonazione” della tastiera (mettere il LA a 436 Hz)?
    perché sul retro non mi è parso di vedere i due trimmer “a scomparsa”.

    Mille grazie! :)

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      eh eh, ma sul pannello comandi frontale, vedrai un potenziometro marcato “fine tune” :-)

      Reply

  • Gabriele

    |

    ‘azz, me l’ha fatta!
    Grazie ancora! :)

    Reply

  • Bolz

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    Grazie, mi sto avvicinando finalmente al mondo dei Synth analogici, prima ho sempre suonato altro. Sto valutando attentamente l’acquisto del mio primo Synth Analogico e sono indeciso tra questo Minibrute, il Minibrute Se e la Novation Bass Station II. Grazie per questi articoli, sono il mio massimo riferimento! Ho bisogno di una macchina versatile di studio, composizione e che mi permetta di approfondire le tematiche dei tuoi video sul “giro del sintetizzatore in 80 giorni” … una bella sfida! Il Minibrute a livello di Pad (da effettare in un secondo passaggio con un Kaoss Pad magari o un Boss Re 20 o qualcosa di simile che deciderò strada facendo) come se la caverebbe? Scusa per le numerose righe!

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      calcola che tutte le macchine che elenchi sono MONOFONICHE, cioè non prendono accordi… se vuoi fare pad, probabilmente ti servirà qualcosa di polifonico. Nel caso, puoi prendere in considerazione tutto il virtual analog usato che gira in questo periodo (i vari Clavia nord lead, o un KORG Radias o un Novation Nova o un Virus…).

      Se invece la polifonia non è un problema, meglio prendere un MiniBrute SE, che ha DUE inviluppi contro il singolo inviluppo del MicroBrute…

      Reply

  • Andreac

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    Salve. Mi sto timidamente affacciando da neofita al mondo dei synth,e sarei portato per l’acquisto di uno dei cattivissimi piccoletti di casa arturia.
    Se non ho capito male, le principali differenze tra Mini e Micro stanno nella dimensione dei tasti (normali nel mini, più piccoli nel micro), nel numero degli LFO (1 con 3 forme d’onda nel micro; 2 nel mini, di cui il primo con 6 forme d’onda e il secondo con 3 modalità di vibrato), e modalità “Notch” del filtro (presente solo nel Mini). Inoltre il mini possiede un arpeggiatore assente nella versione micro, in cui è sostituito da un sequencer. Esiste poi il Minibrute SE, ma l’unica differenza rispetto all’originale, è che l’arpeggiatore è stato sostituito dal sequencer. Tra Microbrute e Microbrute SE, mi par di aver invece capito che il secondo abbia di diverso solo un distorsore Waveshapers completamente assente nel primo. Ho sbagliato qualcosa? E soprattutto, quale di queste 4 bestioline può essere la più versatile?

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      la versione “speciale” del MICRO ha colori diversi, cavi diversi in dotazione e una borsa; per il resto, la struttura di sintesi è la stessa

      io, prendere il MINIbrute, per i due oscillatori, per i tasti più grandi e per il filtro notch; peccato per l’overdrive alla quinta sopra e per la matrice di connessioni; ma almeno lo step sequencer può essere caricato/sostituito all’arpeggiatore usando un download firmware che sta girando in rete in questi giorni

      😉

      Reply

      • Andrea

        |

        Allora, innanzitutto ringrazio per il commento e per il suggerimento. Quindi il suggerimento sarebbe di puntare verso il mini normale? Perché, potendo scegliere, mi pare che il sequencer della versione SE possa essere uno strumento più versatile dell’arpeggiatore della normale. Ma il firmware (che se ho capito bene permetterebbe di sostituire a piacere arpeggiatore e sequencer qualsiasi volta ve ne fosse bisogno) funzionerebbe pure con la versione SE, sostituendo cioè il sequencer con l’arpeggiatore?

        Reply

  • Andrea

    |

    Salve a tutti salve Enrico,

    da poco leggo il tuo blog e ne sono entusiasta !! sono imbattuto per puro caso in questa specifica pagina, alla ricerca di informazioni inerenti il Minibrute di Arturia, devo dire che non c’è domanda che non ha trovato risposta, :) ma in ogni caso volevo chiederti, essendo in procinto di acquistarne uno, quale consigli tra il Minibrute, e la Versione Minibrute SE , quali sono le differenze sostanziali, apparte l’estetica ovviamente ! e forse se non erro l’ arpegiatore sostituito dal sequencer Grazie Mille

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      di fatto, l’unica differenza sostanziale tra MB normale e MB SE è che, nel secondo, c’è lo step sequencer del MicroBrute e nel primo c’è l’arpeggiatore.

      MA…

      Yves Usson – il “padre” del MiniBrute – ha pubblicato sul suo sito il firmware necessario per caricare, a discrezione del musicista, il sequencer o l’arpeggiatore all’interno del MiniBrute; quindi si può – è laborioso, ma non impossibile… – passare da una struttura all’altra.

      :-)

      Reply

  • Maurizio

    |

    Ciao Enrico, scusa per la domanda probabilmente stupida ma sono un neofita dell’analogico. E’ possibile collegare attraverso le uscite CV/Gate il Minibrute ad un Doepfer Dark Energy in modo da farli suonare simultaneamente (sfruttando così i due oscillatori) e comandare il tutto con la tastiera del Minibrute? Ho guardato alcuni tutorial on line e mi pare che la cosa sia possibile, volevo comunque sincerarmene. Quali sono esattamente i collegamenti da fare?
    Ti ringrazio e complimenti per il tuo straordinario lavoro!

    Reply

      • Maurizio

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        Perfetto, ti ringrazio!

        Un saluto

        Maurizio

        Reply

  • Diego

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    Ciao,
    possiedo una novation mk2, un controller push di ableton, un launchpad e come sequencer Ableton 9 con differenti VST. caricati Dato che per lavoro sto tutto il tempo al PC vorrei passare all’analogico in modo tale da non essere costretto ad accendere pc per divertirmi, ma non ho esperienza in merito. Pensavo, visto il prezzo onesto, di cominciare con i prodotti Arturia (minibrute e drumbrute). Cosa dite? Come scheda audio ho una focusrite e come casse 2 monitor TR5 della event.

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      di sicuro, con l’hardware il divertimento è assicurato. Tieni però presente che tutta una serie di cose – la più classica è l’automazione dinamica dei parametri durante l’esibizione – con l’hardware sono difficili da ottenere (nel caso dei due prodotti Arturia, impossibili)

      Reply

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