Arturia annuncia il VOX Continental-V

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Dopo aver emulato con successo tutti i maggiori analogici del secolo scorso, dopo aver aperto un nuovo fronte vintage con il Wurli, è ora il turno del VOX Continental-V, riedizione fedele del popolare organo a transistor.

Di Enrico Cosimi

VoxContinentalRed-b-fixed

Da The House Of The Rising Sun, fino a Light My Fire (che è precedente allo switch su Gibson), passando per I’m Down, molti sono i successi siglati con l’inconfondibile – stridulo – suono del Continental, fino a giorni più recenti, quando lo ska e la new wave si è riappropriata dello strumento.

Oggi, grazie ad una partnership con VOX, Arturia ha firmato una fedele riedizione virtuale dello strumento. Tutto è partito analizzando a fondo il funzionamento di un Model 300 a doppio manuale, per poi passare ad un raro Jennings J70, in modo da offrire diverse modalità operative al musicista. Upper manual, lower manual, pedalboard indipendenti, con uscite multiple processabili attraverso rotary speaker, ampli per chitarra, pitch tuning differenziati e un sofisticato meccanismo di noise bleed regolabile.

VOX Continental-V lavora come plug-in all’interno delle più diffuse DAW, in formato AAX, AU, VST, VST3 tanto in Mac quanto in PC. E’ stata particolarmente curata la compatibilità con le periferiche Keylab. Il tutto a 99 euro. in download.

 

Qui e qui, potete ascoltare qualcosa…

 

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Comments (11)

  • Efrem

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    Wowwww !! Very ’70 sound…

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  • Attilio De Simone

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    il motore che c’è dietro l’Arturia Vox dovrebbe essere quello del vst ComboV, infatti l’Arturia ne ripropone paro paro la filosofia e l’architettura progettuali (compresa la possibilità di accordare indipendentemente i 12 oscillatori) con l’aggiunta di vari bonus (doppio manuale + pedaliera, effetti aggiuntivi, grafica più accattivante tipica di Arturia) . Non è un caso che da quando Arturia ha annunciato il Vox, il ComboV non sia più disponibile dal sito dello sviluppatore Martinic…..

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    • Attilio De Simone

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      si, ma non si tratta dell’ultimo aggiornamento e Martinic ha diffidato tutti dal mettere a disposizione i files una volta rimossi dal suo sito. Quindi basta che lo sviluppatore faccia una richiesta di rimozione una volta che scopre la,presenza dei files e il download scompare anche da lì. Ragion per cui: correte a scaricarlo se avete interesse prima che sia troppi tardi.

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      • cactusound

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        Bah, lo trovo alla fine abbastanza scorretto, un tipo di freeware “pentito”. Le assurdità del web…

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        • Attilio De Simone

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          Non la vedo così, in passato è accaduto spesso che un software venisse acquisito e migliorato da una softwarehouse maggiore. Esemplare è il caso di AbSynth che venne originariamente sviluppato su Mac da un’altra softwarehouse e poi acquisito da Native Instruments. Alla fine un piccolo sviluppatore indipendente sviluppa un software o un plugin gratuitamente, poi improvvisamente la Arturia viene, si compra la tua idea di base la sviluppa, ti offre dei soldi e forse delle royalties sulle vendite. Perchè non dovrebbe essere giusto? si tratta di lavoro ben fatto e di un’occasione unica per guadagnare soldi a cui da solo non sarebbe potuto accedere, oltre alla soddisfazione di vedere il proprio lavoro inglobato da una delle prime softwarehouses del mondo.

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          • cactusound

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            Sì ma la mossa di marketing mi pare un autogol; di solito la Softwarehouse in cambio offre un team di sviluppo molto più professionale e veloce, e di solito non si ritira dal mercato (la parola “diffida” è veramente grossa e minacciosa…) il freeware già esistente. Vedi appunto Absynth e l’origine freeware di Reaktor (eoni di anni fa…)
            Cosa intuisco io utente da questa mossa? Che l’operazione è soltanto un re-package e non offre niente di nuovo rispetto al freeware “ritirato” dal mercato.
            In ogni modo ho trovato la versione ultima e suona veramente realistico e merita.

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          • Attilio De Simone

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            Innanzitutto non tutti gli utenti sono a conoscenza dell’esistenza del ComboV, bisogna stare addentro ai software per sapere quali sono i plugin in circolazione.
            In verità ci sono aggiunte importanti nel software: tutta la parte dell’effetistica, i due manuali più il basso, l’implementazione grafica Arturia, la maggiore stabilità, ottimizzzione delle risorse, le compatibilità, i vari modelli di organo, la licenza VOX. Inoltre il ComboV è ancora disponibile su molte piattaforme dove sono disponibili i vst.
            Non ricordo bene, ma Absynth non dovrebbe essere mai stato freeware nemmeno quando era sviluppato solo per OS da Brian Clevinger della Rhizomatic Software prima dell’acquisizione della NI.
            E anche Reaktor non è mai stato freeware, anche la versione da cui ha avuto origine il Reaktor, cioè il Generator era a pagamento fin dalla prima versione del 1996.

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          • cactusound

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            Reaktor deriva da Generator della stessa casa NI che deriva da il freeware Sync Modular, poi appunto acquisito per iniziare il progetto arrivato fino ad oggi: http://www.sync-modular.org/

            Di Absynth non mi pronuncio perché la mia vecchia memoria ormai gioca brutti scherzi e non vorrei fare nomi a caso. In ogni modo la forza di grandi case come NI e Arturia sta nell’intuire, convogliare e industrializzare a dovere le idee valide.

            Non volevo in realtà fare polemica, soltanto magari augurarmi che il freeware di qualità (che è raro) rimanga vivo. Se non fosse per questioni informatico-storiche.

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          • Enrico Cosimi

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            Absynth è una creatura di Brian Clevinger, se non ricordo male…

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          • Attilio De Simone

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            In realtà il sync-modular era uno shareware, alcune funzioni erano a pagamento e la versione free aveva molte limitazioni. Nessuna polemica, è il piacere di fare archeologia software…. Comunque circa la questione del sync-modular e Generator, la storia dovrebbe essere un pò diversa. I due software nacquero parallelamente, poi lo sviluppatore del sync-modular venne acquisito dalla scuderia Native Instruments e portò in “dote” l’architettura di vari moduli del suo software.

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