Arrel Audio CL-125-4 e CL-123

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Gear, Recording

Arrel Audio è una nuova azienda italiana che propone componenti per high end dedicati alla produzione musicale. Non tradisca la novità del brand perché nel reparto R&D dell’azienda opera Livio Argentini, personaggio storico dell’audio engineering italiano. Sul catalogo troviamo una linea completa di prodotti per tracking, mixing e mastering, un’interessante splitter per chitarra/basso e, in arrivo,  un set di componenti per la serie 500 (presto su questi schermi). Ovviamente si tratta di tutto materiale Made in Italy.

Di Emiliano Girolami

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La prova di oggi è dedicata al quad mic-line preamp CL-125-4 e alla channel strip CL-123 entrambi appartenenti alla serie Classic. Ma procediamo con ordine.

Quad Mic-Line Preamp CL-125-4

In una robusta unità rack racchiude quattro preamplificatori mic-linea. Ognuno di questi utilizza circuiti a bassa distorsione (<0,003% con valore tipico di 0,001%), bassissimo rumore di fondo e risposta in frequenza molto ampia (da 5Hz a 200KHz) e in grado di far passare un’onda quadra a 20KHz senza alcuna distorsione. La headroom disponibile sarebbe di +20dBu, ma un circuito di limiting entra in azione a 12dBu per prevenire ogni problema.

Arrel_DettaglioPre

Il guadagno massimo è di 70dB ottenuto mediante l’uso di due stadi in modo da evitare saturazioni indesiderate. L’intero range è controllato attraverso un solo potenziometro e il design è tale da non richiedere l’utilizzo di un input pad per gestire segnali di livello elevato con conseguenti benefici sia dal punto di vista del rumore che per quanto riguarda banda passante e distorsione.

Su ognuno dei quattro canali, oltre il controllo di Gain, troviamo uno switch per l’attivazione della phantom power (48V con circuito di protezione che consente l’inserimento del microfono anche con switch attivato), un controllo per l’inversione di fase e due pulsanti ulteriori che attivano un filtro passa alto (80Hz – 12dB/oct) ed un filtro passa basso (8KHz – 12dB/oct).

Completano il set di controlli un meter a 10 LED ed un ingresso (TRS sbilanciato) per segnali a livello Line.

Sul pannello posteriore si trovano i quattro set di I/O su connettori XLR e pulsanti per la gestione di segnali sbilanciati.

L’alimentazione arriva attraverso un connettore IEC con l’interruttore sul pannello anteriore.

La verniciatura color panna e le serigrafie nere e rosse rendono l’insieme gradevole e l’operatività chiara anche senza leggere il dettagliato manuale fornito a corredo (insieme ad un cavo per l’alimentazione).

Uno sguardo all’interno rivela un assemblaggio accurato con componenti di prima qualità. Nulla sembra lasciato al caso, i preamplificatori sono stati progettati per la registrazione della voce, degli strumenti acustici e tutti gli strumenti ad elevato range dinamico quali, ad esempio, le percussioni.

 

Arrel_Back

 

In uso

Abbiamo provato il CL-125-4 con voce, chitarra (acustica ed elettrica) e percussioni (cajon, tamburello e shaker) ripresi (a rotazione con microfoni AKG Solid Tube, Microtech Gefell M940, Audio Technica AT4040, Shure SM58). Il suono del pre è solido e affidabile in tutte le situazioni, non aggiunge nulla a quanto ripreso dal microfono e, anzi, mette in evidenza le caratteristiche di questo. I risultati sono prevedibili e la sensazione che si riceve è di estrema affidabilità. È un device del quale ci si può fidare sapendo sempre cosa aspettarsi. Nessun problema di corposità in basso, di presenza sulle medie frequenze e di velocità sulle acute. Queste sono rappresentate con fedeltà in ogni tipo di ripresa e il suono che ne risulta non è mai aspro. Buona l’azione del filtro passa alto per limitare l’effetto di prossimità o attenuare i rumori in gamma bassa. Il filtro passa basso, invece, ci sembra indovinato per la riduzione dello hiss noise nella ripresa della chitarra elettrica con suoni saturi, 8KHz sono sufficienti a far passare tutto il segnale utile e il filtro a due poli attenua a dovere i rumori nella parte alta dello spettro.

Ci sembra il preamp ideale per tutte quelle volte in cui non si vuole aggiungere nulla al suono da riprendere. Ottimo per la musica classica, per il jazz e per la musica acustica. Va benissimo anche per tutti gli altri generi a meno che non si cerchi un timbro caratterizzato e si voglia veicolare senza alterazioni il messaggio sonoro che si ascolta in sala di ripresa. Usato con microfoni lineari e di qualità porta sull’hard disk esattamente quello che si ascolta. Dedicato a chi vuole fare riprese ad alta fedeltà senza compromessi (e non dimenticate che in una rack unit trovate quattro pre).

 

Channel Strip CL-123

La channel strip è composta da due moduli, un preamp (riconducibile a quelli appena visti) e un equalizzatore a quattro bande. Sul preamplificatore non aggiungiamo altro, è analogo ai cugini del quad preamp. Troviamo comodo un secondo ingresso XLR disponibile sul pannello frontale per collegare microfoni direttamente dalla regia. La sezione di equalizzazione ripropone i filtri low e high pass, la frequenza del passa basso, questa volta, è posta a 12KHz. L’equalizzatore è a quattro bande che agiscono rispettivamente su 20-200Hz, 100-1000Hz, 500-5000Hz, 2000-20000Hz. Per ognuna delle bande è disponibile un guadagno/attenuazione di +/-14dB. Il fattore di qualità dei filtri (Q) è selezionabile, per ogni banda, con uno switch a tre posizioni.

È presente un loop effetti con I/O XLR sul pannello posteriore riportati in forma TRS su quello anteriore (anche questa ci pare una possibilità utile). Prima del connettore di uscita (anche questo duplicato) un fader controlla il livello di output con un range che va da -6dB a +6dB.

Arrel_DettaglioOut

Sotto il display a LED a 10 segmenti quattro pulsanti gestiscono rispettivamente  il bypass dell’equalizzatore, il punto di misura del Meter LED, il posizionamento rispetto all’equalizzatore del loop effetti (pre/post eq) e la presenza (o meno) del circuito di insert nel path audio. Manca l’interruttore di accensione.

Saltano subito all’occhio gli accorgimenti che consentono di facilitare l’utilizzo (i connettori duplicati e il versatile loop effetti che consente, oltre l’inserimento di compressori e/o altri elaboratori anche l’utilizzo separato delle due unità (preamp ed equalizzatore).

 

In uso

Abbiamo provato il CL-123 con le stesse sorgenti e microfoni del test precedente e poi lo abbiamo inserito in un loop della scheda audio per provarlo in mix. Anche in questo caso il funzionamento non può che essere definito professionale e musicale senza esitazioni. Alle prestazioni elevate del pre si aggiungono le possibilità offerte dall’equalizzatore che è sempre musicale e comunque rispettoso del segnale di ingresso che non è mai stravolto. Le scelte fatte per la determinazione del Q dei filtri, sebbene apparentemente limitate dalle sole tre posizioni degli switch, sono assolutamente indovinate. Quattro bande (con frequenze che si sovrappongono) sono sufficienti per ogni applicazione a parte, forse l’intervento su bande molto strette e le correzioni chirurgiche. In mix il CL-123 è utile per togliere frequenze che disturbano altre tracce come per esaltare (anche di molto e senza perdere compattezza) particolari sonori che può valere la pena mettere in evidenza. Con un compressore inserito nel loop si riesce a colorare il segnale sia operando con i tempi di attacco e rilascio, sia utilizzando compressori con una propria sonorità (1176 per esempio). Come per il Quad Preamp tutto è prevedibile e riproducibile. Sono favoriti i generi classici e acustici. Vista la grande fedeltà (e la probabile bassa distorsione di fase dell’equalizzatore che mantiene sempre l’aria del suono che lo attraversa) la channel strip ci sembra dedicata alle riprese e i mix che vogliano preservare lo spazio sonoro e le caratteristiche della ripresa. Se cercate carattere e distorsione armonica inserite un compressore cattivo nel loop, per tutto il resto CL-123 va bene da solo!

 

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Comments (1)

  • Emiliano Girolami

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    Solo per rettificare i valori di headroom riportati nel testo. Il valore massimo di segnale in input prima della distorsione sarebbe 24dBu che il limiter riduce a 20dBu.

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