ABC del Sound Design – Parte 10

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Dopo una (lunga) pausa digestiva, riprendiamo il discorso relativo alla programmazione timbrica per classi operative. Ci eravamo lasciati con la minacciosa promessa di esportare un pad orchestrale all’interno di un sistema software, possibilmente massivo e, come direbbe Madoff, ogni promessa è debito…

Di Enrico Cosimi

01 apertura

Dopo aver aperto Massive, siamo pronti per iniziare la personalizzazione di comportamento che ci porterà alla costruzione della timbrica orchestral pad, cioè di un suono ad andamento sufficientemente statico da poter sostenere l’armonia, ma sufficientemente micro modulato al suo interno da poter risultare “mosso”…

Prima di concentrarci sulle operazioni pratiche da eseguire sul programma, ricapitoliamo velocemente – una specie di ricetta generica – le mosse che dovremo compiere per ottenere il pad orchestrale:

  • ci serve un sono estremamente animato al suo interno, a prescindere dall’impiego di chorus ed effetti di ensemble veri e propri – che, comunque, utilizzeremo nel nostro gumbo;
  • per animare il suono, occorre impostare i tre oscillatori su frequenze lievemente diverse tra loro, sfruttando il detune risultante come una sorta di “chorus naturale” (Wendy Carlos aveva visto giusto…);
  • il semplice detune tra oscillatori potrebbe non bastare: meglio sfruttare la PWM (o la simulazione tabellata del comportamento) differenziando punti di lettura e velocità di modulazione oscillatore per oscillatore – è una tecnica costosa dal punto di vista delle risorse, ma grazie al cielo Massive è particolarmente generoso;
  • il suono generato in modo il più possibile animato dovrà essere articolato in volume privilegiando l’ingresso progressivo e l’uscita morbida; in pratica, occorre programmare un fade in/attack time relativamente lento, un sustain al massimo e un fade out/release relativamente lento; successivamente, provvederemo a riverberare il suono in modo da aumentare la magia;
  • la timbrica, come sempre nei pad, sarà filtrata in maniera statica, cioè evitando l’automazione di cutoff da parte dell’inviluppo dedicato; il filtro, insomma, è un super controllo di tono; per il pad orchestrale, si parte con un’accurata regolazione del Band Pass Filter (che libera energia sulle medie, ma elimina bassi fangosi o acuti vetrosi); in alternativa, da provare ma non sempre sinonimo di successo, anche il comportamento Low Pass a 12 dB/Oct;

E’ facile capire come una “ricetta” di questo tipo sia, appunto, generica e non vincolante su un certo tipo di strumento (tabelle e disponibilità degli LFO a parte); in questo e in altri casi analoghi, sarà compito del Sound Designer procedere alla personalizzazione contestualizzata di quanto suggerito, adattandolo volta per volta alle funzioni disponibili nelle strutture scelte per la programmazione. 

Ora, procediamo con Massive.

02 pwm tabella

Definizione delle sorgenti sonore “animate”

Ci servono tre oscillatori in lieve detune, che possano fornire un comportamento timbrico individualmente assimilabile al classico concetto di Pulse Width Modulation; dentro Massive, c’è una tabella dedicata, la prima del gruppo VA, che sembra fatta apposta per questo compito.

03 osc pwm

Per far funzionare correttamente la tabella, occorre impostare il parametro Pls-Saw Position in posizione completamente antioraria (ci interessa ascoltare l’onda impulsiva) e regolare il parametro Pulse Width a ore 12 (in modo da favorire le successive modulazioni cicliche). Ampiezza al massimo e routing tutto su F1 completano il meccanismo.

04 osc mod

Il comportamento dinamico di PWM (ovvero, la lettura della tabella contenente tutti gli snapshot catturati a diversi valori di simmetria…) si ottiene attraverso lenta modulazione ciclica del parametro Pulse Width da parte di un modulo LFO.  L’ampiezza della modulazione non deve essere estrema, altrimenti la lettura di tabella raggiungerà le posizioni estreme, dove – in corrispondenza di 0 % e 100% – non c’è suono.

Come al solito, le regolazioni suggerite nelle illustrazioni devono essere considerate – appunto – suggerimenti da aggiustare nei successivi passaggi di programmazione; forniremo, a fine lavoro, una visione complessiva dello stato finale adottato per raggiungere la timbrica che ci interessa. Insomma, non vi affezionate troppo a quello che vedere ora nelle illustrazioni. 

05 lfo

L’oscillatore a bassa frequenza di Massive può sconcertare l’utente meno esperto perché produce simultaneamente due forme d’onda: a noi, interessa un morbido comportamento ciclico di modulazione che non deve avere alcuna forma percussiva o transiente; nel modulo LFO, quindi, imposteremo il parametro XFade Curve in posizione completamente superiore, lasciando libertà di scelta per onda sinusoide o triangolare. La velocità Rate andrà regolata in maniera sufficientemente lenta, senza diventare straziante.

Quanto programmato per il singolo OSC 1 deve essere riportato anche per gli OSC 2 e 3, avendo cura di variare percettibilmente le intonazioni Pitch (dieci/dodici centesimi di semitono */- sono sufficienti a garantire una buona apertura), i punti di partenza del parametro Pulse Width (per i tre oscillatori, si possono impostare “ore 12, ore 13 e ore 11”), gli amount di modulazione dei tre LFO che useremo per automatizzare lo spostamento nelle tre tabelle. In alternativa ai tre LFO, se ne possono usare solo due, avendo cura di usare almeno una inversione di polarità nelle modulazione. Comunque, citando il Principe De Curtis: “Punto, doppio punto, punto e virgola! Non ci facciamo guardare dietro!” , tre LFO indipendenti saranno sempre meglio di due. Non dimenticate, nei tre LFO, di variare le rispettive velocità Rate, in modo da avere cicli di modulazione non sincroni e non ripetitivi.

06 tre osc

alla fine delle operazioni, i tre oscillatori audio potrebbero avere regolazioni che assomigliano a quelle riportate nell’illustrazione qui sopra.

07 env 4

Articolazione di livello

Dentro Massive, il volume è gestito dall’Envelope Generator 4, che non può mai essere sganciato dal controllo dell’amplificatore. Per ottenere il giusto comportamento magico, adatto ad un pad che si rispetti, dovremo regolare – con cautela e gusto – i tempi di Attack e Release, in maniera da evitare aperture e chiusure troppo brusche.

07b env keyvel

Nelle fasi di rifinitura, provvederemo a subordinare la velocità dell’Attack Time alla Key Velocity, in modo da avere attacchi lenti quando si suona “piano” e attacchi più veloci e percussivi quando si articolano con maggior forza le note sulla tastiera. Si noti come l’ampiezza di modulazione (l’arco di cerchio giallo attorno alla manopola Attack) abbia polarità negativa, dovendo accorciare il valore di parametro. 

08 band pass

Controllare il timbro

La prima scelta, per un pad che non sia troppo cupo e fangoso, è rappresentata dal filtraggio Band Pass – se questo non fosse disponibile, o se comunque si volesse sperimentare altre modalità timbriche, si può giocare con cautela la carta del filtraggio Low Pass. Dentro Massive, richiamare il Band Pass è pura questione di click con il mouse.

Il filtro Band Pass deve essere regolato, secondo le preferenze personali, in modo da centrare la banda di medie sufficientemente setosa, il più possibile magica per lavorare bene con la parte che dobbiamo eseguire; come al solito, l’illustrazione suggerisce un possibile corredo di regolazioni, non dichiara nulla di assoluto.

09 filter atertouch

Per dare respiro al suono, prima ancora degli effetti di bordo, si può utilizzare un pizzico di Channel Aftertouch usato per aprire il filtro quando si spinge di più sui tasti. Come al solito, l’ampiezza di modulazione dipende dai gusti personali.

10 slot 1

Effetti e slealtà

A prescindere dalla regolazione di parametri effettuata nel synth engine vero e proprio, è sempre possibile migliorare (si spera) il risultato ricorrendo ai due slot di effetti presenti dentro Massive. Senza troppa fantasia, li useremo per caricare un Chorus Ensemble (Slot 1) e un Reverb (Slot 2).

11 slot 2

Come al solito, le regolazioni parametriche sono suscettibili di personalizzazioni individuali.

Personalizzazioni e variazioni

Virtualmente, ogni cosa può essere modificata/migliorata per avvicinarsi meglio al timbro individuale di pad perfetta. Di seguito, elenchiamo una serie di semplici suggerimenti, da provare e scartare se ritenuti non sufficientemente efficaci:

  • variare l’ottava di uno degli oscillatori, nel caso limitando il detune relativo; l’ottava bassa rende il suono più maestoso, l’ottava alta lo rende più cristallino; attenzione a non esagerare con i livelli;
  • modificare in modo drastico gli indici di modulazione PWM (ovvero, l’ampiezza di navigazione dentro la tabella) e le velocità di modulazione in ciascuno dei tre LFO; se le velocità sono troppo simili tra loro, il suono diventa noioso, se sono troppo distanti, il timbro diventa grottesco;
  • nel filtro Band Pass, variare l’ampiezza di banda Bandwidth e la quantità di Resonance;
  • passare da Band Pass a Low Pass; sperimentare tanto con un trattamento 24 dB/Oct quanto con un più blando 12 db/Oct; in tutti i casi, fare attenzione all’eccesso di Resonance;
  • curare le velocità di apertura Attack Time e chiusura Release Time nell’inviluppo 4; in base al fraseggio, raggiungere le velocità più giuste; 
  • accorciare l’Attack Time attraverso uso della Key Velocity;
  • aprire il fitro con un pizzico di Channel Aftertouch;
  • il suono è troppo “ampio e articolato”? Provate a renderlo meno mosso diminuendo le ampiezze di modulazione degli LFO sulla lettura della tabella (parametro Pulse Width) e, parallelamente, diminuendo l’intensità del Chorus Ensemble;
  • il suono è troppo fermo? Esagerate con le modulazioni.

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Qui sopra, trovate una possibile versione della patch; cliccando sull’immagine, si può scaricare il file zippato con la timbrica da caricare dentro Massive. 

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