1010music Bitbox 1.2

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Come da felice tradizione del nuovo millennio, il mercato EuroRack continua a sfornare nuove unità che mettono a dura prova la tenuta dei nostri portafogli. Oltre al filone dell’ortodossia analogica, è molto viva la tendenza parallela che vede il collegamento trasversale tra i diversi mondi: interfaccia analogica, controlli duplicati con CV standard e coesistenza di processori dedicati che eseguono impeccabili set di comandi numerici. 1010music (nomen omen), recentemente importata in Italia da Midiware (che, come di consueto, ringraziamo per la solerte, squisita, disponibilità) ha sollevato ancora più in alto l’asticella. In questa occasione, ci occupiamo del modulo bitbox, un lettore/campionatore di audio con spiccate vocazioni ritmico/performative.

Di Enrico Cosimi

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Partiamo dai dati fondamentali: bitbox (rigorosamente scritto minuscolo) è un modulo EuroRack largo 26 HP, skiff friendly, che consuma 350 mA dal solo ramo +12V. Punti chiave della sua interfaccia utente sono il touch screen, i quattro potenziometri a funzione variabile agganciata alle pagine visualizzate, i venti ingressi di controllo Trigger/CV e la porta microSD card.
All’accensione, dopo un rapido check e il trasferimento del corredo di base dalla microSD card alla memoria interna, bitbox si configura come player di sedici possibili timbriche (non necessariamente percussive); ciascuna timbrica risiede in una delle sedici cell grafiche nelle quali risulta suddiviso il pannello frontale. L’apparecchio è in grado di trasferire bidirezionalmente file audio singoli, preset, mappature già confezionate per lavorare con Ableton Live. In aggiunta, grazie alle connessioni 2 In/4 Out, può registrare qualsiasi segnale audio esterno e favorirne il processing audio con apparecchi esterni (ad esempio, con l’altro modulo fxbox).

In dotazione, c’è una microSD card da 4 Gb.

Tutta la navigazione, le modifiche e le operazioni di performance hanno luogo lavorando con il touch screen, i tasti HOME/INFO, i quattro potenziometri. Se necessario, si controlla l’apparecchio con i Trigger esterni o con il MIDI (il modulo aderisce al sempre più diffuso standard MIDI-over-TRS 1/8”, come Arturia e diversi altri costruttori).

 

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Suonare le timbriche residenti

Il preset caricato all’accensione – salvo modifiche apportate dal musicista – è un contenitore di dodici blande timbriche percussive (kick, snare, open/closed hat, toms, eccetera) pronto per iniziare a lavorare. Ci sono tre modi per suonare le timbriche residenti: con le dita direttamente sul touch screen, con i Trigger Input, con le MIDI Note.

 

Touch Screen

Non è il massimo della vita, ma può risultare estremamente pratico anche dal vivo… Tamburellate senza eccessiva violenza e la risposta è immediata: ogni cella raggiunta dal polpastrello si colora in viola e vi manda in ascolto il sample contenuto al suo interno; il sistema è completamente polifonico – basta avere sedici dita e una buona mira.

 

Trigger analogico

Se avete un Trigger Sequencer (Doepfer A-157, TipTop Circadian, Arturia BeatStep Pro et similia), non dovete fare altro che collegare le uscite di trigger agli ingressi corrispondenti sul pannello comandi; in maniera a prova di idiota, le quattro file orizzontali di celle (numerate, da sinistra verso destra e dal basso verso l’alto) corrispondono alla posizione fisica degli ingressi di trigger; la colonna di trigger input all’estrema destra permette l’innesco delle MODS, cioè dei comportamenti assegnabili alla gestione di parametro dei sample.

 

MIDI

Le sedici celle rispondono alle note midi 36-37-38-39 (prima fila in basso), 40-41-42-43, 44-45-46-47, 48-49-50-51 (quarta fila in alto) e 52, 53, 54, 55 per le celle di Mod nella colonna verticale destra. Non è possibile cambiare la mappatura, quindi dovrete correre ai ripari all’interno del vostro controller MIDI esterno.

 

Segnaliamo come, nel caso dell’Arturia BeatStep Pro, la mappatura note MIDI dei pad dinamici avvenga solo attraverso MIDI Control Center gratuito; allo stesso modo, è degna di nota la possibilità di trasmettere tutto il collegamento MIDI con un semplice cavo TRS 1/8” – TRS 1/8” fregandosene dei vari adattatori Arturia, Korg, MakeNoise e compagnia cantante. Una delizia.

Ancora più a margine, segnaliamo per il lettore incuriosito la disponibilità di un modulo 1010music interamente dedicato alla gestione MIDI-over-TRS. Lo trovate qui: http://1010music.com/product/mx4.

 

Sync Clock analogico

bitbox riceve clock TTL ai sedicesimi, cioè ha bisogno di quattro impulsi per avanzare di un quarto; sulla griglia di sedicesimi, articola l’esecuzione delle diverse celle che sono state abilitate alla quantizzazione – vedi sotto, parametro Quantize.

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Navigazione e utilizzo

Senza riscrivere completamente il manuale utente – che, tra l’altro, è disponibile tradotto in italiano nella sezione utenti registrati del sito Midiware, muoviamoci velocemente all’interno delle più ricorrenti operazioni con il modulo.

 

Cosa suona all’interno della cella

Si può caricare un Sample prendendolo dalla microSD card (viene fornita con una buona quantità di materiale residente, organizzato in cartelle “di categoria”); oppure, si può campionare/registrare dal mondo esterno. Per ora, concentriamoci sulle capacità residenti.

Dopo aver scelto una cella, col tasto INFO si decide se lavorare con i due menu SAMPLE e SLICE; è sempre possibile, anche in assenza di controller esterni, triggerare il segnale toccando il tasto virtuale PLAY; lo schermo riproduce la forma d’onda del segnale che scorre da destra verso sinistra – insostituibile con i sample lunghi, vista l’apparente mancanza di limiti tecnici alla durata del file audio (mettiamola così: a furia di provare lunghi campionamenti, ci siamo stancati sperando di vedere quale fosse la lunghezza massima raggiungibile). Col menu SAMPLE, si accede al catalogo dei suoni residenti su microSD card; oppure, si cancella il contenuto della cella per prepararsi alle successive operazioni.

 

Parametri di playback del campionamento

Il singolo file audio, dopo essere stato caricato/acquisito, può essere personalizzato nei suoi principali parametri di gestione – diciamo subito che bitbox non è un sample convenzionale, ed offre un corredo di scelte mirate verso un certo tipo di utilizzo; probabilmente per mappare brass e archi, continua ad essere più conveniente una qualsiasi istanza (auspicabilmente non craccata) di Kontakt o, ancora più estremo, un qualsiasi sampler hardware del secolo scorso.

I parametri sono accessibili quattro per volta sul display, ciascuno con il relativo potenziometro di funzionamento adiacente. Il musicista interviene su: Start e Length (le durate in percentuale calcolate rispetto al file audio complessivo: da dove si inizia ad ascoltare e per quanto tempo); Level (il volume espresso in dB), Mode (se il sample parte con un trigger e arriva inesorabilmente fino in fondo, se è subordinato alla persistenza di un gate, se è in toggle bistabile – un trig lo fa partire, il secondo lo blocca – se ripete tutto quanto in base ad un valore di quantizzazione arbitrario.

La ripetizione è subordinata a una quantizzazione (da otto battute a 1/16) che fa riferimento al MIDI Clock o al Clock TTL ricevuti dal modulo – in loro assenza, il modulo continua con un freewheeling indipendente – e può tornare utile per costruire velocemente incastri brutali “sotto le dita”.

Inoltre, si può accendere il Loop – che ripete la porzione di campionamento compresa tra Start e Length; si può variare l’intonazione Pitch del segnale +/-24.00 semitoni (vedremo dopo come, con cautela, si possa gestire il pitch anche via MOD).

La Quantization del segnale permette di impostare una durata ritmica arbitraria (da 1/16 a 8 battute) superata la quale il sample ricomincia da capo (con o senza Loop); per garantire una correetta tenuta ritmica, è disponibile un parametro di Sync che si occupa di tirare le orecchie a tutti i sample in modo da assicurare un perfetto allineamento; Se la quantizzazione è disabilitata, il parametro a tutti i sample in modo da assicurare un perfetto allineamento; Se la quantizzazione è disabilitata, il parametro Sync sparisce.

 

Registrare

Si può registrare solo in una cella vuota o precedentemente svuotata (ecco perché è importante ricordare dove è nascosto il comando DEL…). A fronte di una disponibilità stereo dei due ingressi, si può acquisire segnale collegato al primo, al secondo o a tutte e due i jack di audio input; come al solito, con le strutture di acquisizione, è importante regolare con accuratezza il livello in entrata, in modo da ottenere il miglior rapporto S/N senza distorsioni e senza eccessivi rumori di fondo. La durata della registrazione può essere quantizzata su precisi valori ritmici (da 1/16 a otto battute) o può procedere arbitrariamente; l’audio in ingresso può essere monitorato esclusivamente durante l’acquisizione, costantemente o mai (comodo dal vivo, per non creare inneschi indesiderati).

 

Slicing del segnale audio

Fare a fette un file audio, allineando la partenza dei vari spezzoni con i transienti presenti al suo interno, è un sistema antico e consolidato – per dire, era già presente nei primi software Propellerhead alla fine del secolo scorso… – e permette di sincronizzare in maniera rozzamente efficace cambi di velocità applicabili alle registrazioni audio. bitbox (si noti il minuscolo di default) permette l’accensione di un Atomic Mode con analisi del segnale audio e inserimento automatico o arbitrario di numerosi puntatori/slice all’interno del campionamento stesso. Il musicista può suddividere il segnale in fette, può eliminare una o più suddivisioni fondendo insieme materiali precedentemente suddivisi, decidere da quale slice parte il playback tanto in maniera statica (partire sempre dal terzo slice di dieci inseriti nel file audio) quanto dinamica (sottoponendo lo slice ai CV Modulator).

 

CV Modulator?

Ci sono quattro ingressi fisici sul modulo dedicati alla gestione/impiego di altrettante tensioni CV ricevute dall’esterno. I CV Modulator – questo il loro nome – sono assegnabili alla cella di destinazione desiderata (anche più di uno sulla stessa cella) e prevedono la selezione di un parametro da controllare ciascuna, con escursione di controllo dosabile 0-100.00%.

Si può intervenire su: Scene Trig (l’intera fila orizzontale di quattro celle suona simultaneamente, “in stile Scene Trigger” di Ableton Live); Pitch (riceve da -5 a +5V e copre un’escursione +/-1 ottava), Start Point, Length, Pitch 1V/Oct (perfetto per intonare il campione con controlli esterni), Slice Selection, Slice Next, Slice Increase, Slice Decrease (gli ultimi quattro parametri destinazione sono attivi solo se si abilita il Modo Atomic e funzionano dalla nota successiva).

 

Suonare per righe orizzontali o per colonne verticali

bitbox prevede la capacità di organizzare le Scene Trigger di fila orizzontale (quattro celle che suonano contemporaneamente )quando, a una delle quattro porte Trigger dedicate, compare un impulso d’innesco. Allo stesso modo, si può sfruttare l’organizzazione per colonne verticali che impegnano un meccanismo di exclusive playback facilmente assimilabile all’universale modello hihat closed che interrompe hihat open.
Le Tracks sono raggiungibili dal menu principale, previa selezione delle colonne desiderate (sono quattro, numerate da sinistra verso destra); ciascuna Track può abilitare il modo exclusive, definire il livello di uscita level espresso in dB, ruotare il proprio flusso audio sulle quattro uscite hardware Out 1/2, FX1, FX2.

A proposito di “ispirazione Ableton”, segnaliamo che con la microSD card, si possono trasferire bidirezionalmente file che comprendono la mappatura delle celle/sample da/per Ableton Live sotto forma di file .als. È meglio lavorare con file audio di tipo .wav.

 

Impressioni d’uso

Totalmente positive. Probabilmente, il futuro sampler EuroRack di Dave Rossum sarà ancora più potente, ma questo non è un campionatore tradizionale, quanto un lettore/riproduttore/acquisitore di file audio organizzabili per celle ad accesso simultaneo; la vocazione ritmica può essere tradita in ogni momento, contando sul coefficiente creativo raggiungibile maltrattando i parametri di controllo attraverso CV esterni. La presenza di clock MIDI, clock TTL e uscite dedicabili arricchisce in maniera significativa la versatilità del sistema. La facilità di navigazione attraverso touch screen è vincente.

Un’ultima cosa: per ora, in catalogo 1010music ci sono due moduli di generazione/riproduzione (il nostro bitbox) e di trattamento audio (il modulo fxbox del quale ci occuperemo presto): è possibile scaricare dal sito i due firmware e caricarli indifferentemente – sempre uno alla volta – nello stesso modulo hardware. È in uscita (lo abbiamo visto a Berlino 2017, ma ci vorrà del tempo) un terzo modulo di sintesi dedicata.

Promosso a pieni voti.

P.S. A breve, prima di affrontare fxbox, pubblicheremo qualche video sul funzionamento dell’apparecchio. Stay tuned.

 

 

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