VXXY DCM8 Digital Chiptune Drum Machine – Prima parte

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

La Chiptune Music è un genere musicale che si ispira pesantemente alle sonorità “economiche” dei video giochi e delle game consolle che popolavano il pianeta all’inizio degli Anni 80. Passata la stagione tecnologica, il ripescaggio delle antiche sonorità è maturato prima attraverso il recupero degli hardware (e dei software) originali, per approdare successivamente alla produzione di strutture perfettamente in grado di mimare i comportamenti timbrici originali.

Ed eccoci alla VXXY DCM8, una drum machine appositamente studiata per generare le tanto desiderate timbriche chiptune.

Di Enrico Cosimi

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Grazie alla squisita disponibilità di Jonathan Miller e di Andreas Schneider, Managing Director di ALEX4, siamo riusciti a mettere le mani sopra uno sfiziosissimo esemplare della DCM8. A loro va il nostro ringraziamento.  DCM8 è un prodotto Made in UK, sviluppato da Steve Jones e Phil Jones; la costruzione in lamierino metallico e fianchetti in legno sfrutta un sistema di alimentazione esterna e, se trattata con cura, può sopravvivere ai rigori della vita on the road; ovvio che, trattandosi di un apparecchio elettronico, sarà necessario lavorare sempre con un minimo di rispetto, evitando di palleggiarla con le Doc Mertens…

Nel mondo pionieristico dei primi video giochi, le risorse dedicate alla sintesi del suono, e quindi all’accompagnamento musicale, erano terribilmente limitate… questo ha fatto si che, in molti casi, i programmatori dovessero compiere autentici miracoli di arrangiamento per tenere in piedi ritmica, emozione, melodia e interesse lavorando con sole tre voci/tre timbri di polifonia, impiegati per l’incastro cassa-rullo-charlie e per le altre necessità timbriche. Detto ancora più semplicemente: necessità ha fatto virtù e, dai pochi mezzi a disposizione è nato un vocabolario stilistico (prima) e timbrico (dopo) che non poteva non riemergere nel complesso mondo della musica elettronica.

Se interessati, vi consigliamo una densa voce Wiki in cui il fenomeno Chiptune è correttamente presentato.

 

Lo strumento

Dicevamo poco sopra, VXXY DCM8 è alloggiata in uno scatolino di lamiera metallica blu anodizzata, con scritte serigrafate in bianco e fianchetti in legno applicati. Tutti i comandi operativi, e il display alfanumerico a due righe, sono organizzati sul pannello frontale; sulla fascia posteriore trovano posto le connessioni di alimentazione, l’Audio Out monoaurale (non dovete aspettarvi uscite separate nel mondo chiptune… alla peggio, potete sincronizzare MIDI l’apparecchio e catturare uno strumento alla volta su diverse tracce audio), la porta MIDI In/Out per la sincronizzazione e la gestione di numerosi parametri.  Un manuale in pdf, tranquillamente scaricabile dal sito VXXY, completa la dotazione.

 

Modi operativi

DCM8 può lavorare in quattro diverse modalità selezionabili attraverso diversi tastini di pannello posti sotto la doppia funzione normale e shiftata:

  • Pattern/Song, per la selezione e la programmazione dei singoli pattern ritmici successivamente organizzabili in concatenazioni di Song durante l’esecuzione; il passaggio tra una logica e l’altra avviene mediante tasto Shift; un Edit LED visualizza, modo per modo, l’abilitazione alla modifica delle programmazioni. Ci sono 64 locazioni pattern organizzate in otto banchi da otto ciascuno, il tutto è gestibile in 8 song.
  • Channel/User Patch, per la gestione dei singoli canali di generazione timbrica (cioè, per gli strumenti che costruiscono il drumkit chiptune) e l’organizzazione della Patch timbrica generale.

Nella fascia bassa, otto tasti con LED di segnalazione, permettono l’accesso ad altrettante pagine di programmazione. La selezione di Bank Step (per la durata del pattern da programmare), i comandi Undo, Redo e Run/Stop completano la dotazione.

A fianco del display, sono installati un encoder Parameter Adjust, con click di conferma e il trimmer di Volume.

 

Pattern Edit

Premesso che, nella chiptune, non è necessario ammassare decine di timbriche audio per creare l’incastro ritmico – anzi, less is more… – la programmazione Pattern è articolata sulle otto pagine relative a BPM, DAC, Lenght, Parameter, Clear, Copy, Paste, Option. L’accesso è ottenuto attraverso tasto Shift, altrimenti gli stessi otto tasti servono come selettore On/Off nota/pausa per caricare lo strumento selezionato nello step desiderato.

In questo modo, si può:

  • modificare il BPM a colpi di encoder, per accelerare o rallentare l’esecuzione (minimo 32, max 255 quarti al minuto);
  • alterare il DAC bit masking, per rendere il suono selvaggio nella sua rudezza o appena sotto gli standard audio dei circuiti perbene… il parametro, come vedremo in seguito, deve essere usato con molta cautela;
  • variare la Lenght del pattern programmato; il parametro agisce anche a posteriori su pattern precedentemente programmati; il valore di lunghezza è espresso in 8, 16, 32 step. Se si allunga a 32 un parametro originariamente programmato in 8 step, si accumuleranno pause in coda al materiale precedentemente programmato;
  • definire i valori di Parameter (ulteriori particolari in seguito);
  • copiare Copy il pattern corrente;
  • incollare Paste il pattern corrente;
  • accedere al sotto menu Option che racchiude le diverse funzioni MIDI.

 

Programmazione

Gli otto tastoni/step permettono di vedere otto passi alla volta, ma il pattern può essere lungo 8, 16 o 32 passi… tramite i tasti Bank Step e i LED di visualizzazione, si può capire dove si trova il playback e quali sono gli step programmati (LED acceso) o rispettati in pausa (LED spento). Cosa si scrive nello step? Semplice: lo strumento selezionato nel display, tra i 256 suoni residenti.

Lo step può contenere un solo suono, senza possibilità di sovrapposizione. Lo strumento contenuto nello step può essere influenzato in Volume, Pitch, Decay.

 

Organizzazione della Song

Ciascuna delle otto song previste da DCM8 può essere assemblata elencando i 64 pattern disponibili e prevedendo punti di Loop Start/End per le ripetizioni incondizionate durante l’esecuzione. Nel listato di song, si possono prevedere punti in cui i valori di BPM e di DAC Masking  originariamente previsti saranno sostituti con altri valori parametrici scelti per il loro valore espressivo: non solo accelerazione, quindi, ma anche distruzione timbrica allineata su una precisa battuta. I due parametri non possono essere sostituiti sullo stesso step.

 

Real time performance in Song Play Mode

Gli otto selettori di pannello possono essere utilizzati per richiamare, in tempo reale durante il playback della song, comportamenti di:

  • alternate bpm, una velocità diversa da quella di crociera;
  • alternate dac masking, per enfatizzare un tipo di distorsione differente;
  • loop beat 4, ripetizione a loop di quattro step;
  • loop beat 2, ripetizione a loop di due step;
  • hold beat, ripetizione in hold del singolo step correntemente eseguito;
  • stutter, segmentazione dell’audio in uscita con ripetizione di densità pari a metà step di risoluzione;
  • advance pattern, avanzamento forzato in avanti (o in indietro, con shift) alle locazioni di pattern contigue;
  • pattern hold, ripetizione incondizionata del pattern corrente all’interno della programamazione della song.

 

Opzioni di funzionamento

VXXY DCM8 può generare il MIDI Clock necessario all’avanzamento suo e di eventuali unità esterne, può lavorare sotto clock esterno o può essere predisposta al funzionamento indifferente internal/external. Allo stesso modo, si possono prendere in considerazione (o ignorare) i comandi di Start/Stop, Instrument Trigger, Clock, specificando un preciso canale MIDI di gestione e mappando i singoli strumenti su precise note MIDI per l’impiego in modalità expander.

DCM8 Synthesis Model

 

Timbriche preset? Non solo…

DCM8 permette la programmazione di sonorità costruite e arricchendo/modificando il comportamento timbrico agendo sui parametri di sintesi. In questo modo, i quattro banchi di pannello, più gli otto selettori di step, permettono la selezione di una trentina di parametri editabili a colpi di encoder.

Si interviene sull’Oscillator con la selezione della formad ‘onda (onde di tipo analogico, triangolari a 4 bit, fm, onde in tabella, campionamenti loopabili, eccetera), del pitch, della modulazione di pitch sweep, della posizione di wave index all’interno della tabella; inoltre, si regolano volume iniziale, sweep sul volume, total period (lunghezza) del segnale, eventuale timbrica innescata alla fine del suono principale.

Il segnale è filtrato nel modulo low/band/high, con frequenza e resonance regolabili; tutti e due i parametri hanno uno sweep regolabile.

In aggiunta al suono dell’oscillatore, può essere utilizzato il noise generator di bordo (static, metallic, pitched, square, triangle, saw, pulse), con frequenza di clock/densità regolabile, sweep su frequenza e livello variabili e pw modulabile.

Chi modula cosa? C’è un LFO multiwave (square, sine, saw up/down, triangle, random, pulse, step up+down a 3, 4 o 8 passi), con frequenza, ampiezza regolabili, modalità free trigger selezionabile in free run, start on first step, every step, on instrument start (utile per simulare inviluppi semplificati), sub pitch/level.

L’utente vagamente esperto avrà già capito che il baricentro della struttura di sintesi è spostato sulla timbrica, piuttosto che sull’articolazione d’inviluppo: come nelle vecchie strutture chiptune, piuttosto che i controlli per l’articolazione, si lavora con i sample già strutturati o con le modulazioni cicliche degradate e triggerate in stile event generator. Il fascino retro è irresistibile.

 

Impressioni d’uso

In forma preliminare (pubblicheremo a breve qualche video più esplicativo), è facile affermare che DCM8 è una batteria elettronica unica, con timbriche che ne giustificano l’acquisto – se dovete lavorare chiptune… – e con una dotazione di parametri per la performance particolarmente sfiziosi. La possibilità di ricorrere alle funzioni creative del Song Play Mode apre nuovi orizzonti per la performance estemporanea.  Ovviamente, non stiamo parlando di una drum machine con cui fare a meno del vostro Steve Gadd di fiducia, ma per tutto il resto delle applicazioni electro extreme e per il ribollente mondo chiptune, il panorama è a 360°.

Da provare.

 

DCM8 in breve

  • 64 pattern
  • 8 banchi da 8 locazioni each one
  • 8 song con 128 pattern concatenabili
  • i selettori di pattern sono utilizzabili per richiamare 8 + 8 parametri espressivi durante il Pattern e il Song Playback
  • programmazione per 8, 16 o 32 step in ciascun pattern
  • programmazione a velocità half, normal e double come prescale di pattern
  • generazione timbriche sintetiche e timbriche a lettura sample
  • 255 chip sound “caratteristici”, con 223 sonorità presettate e 32 sound location liberamente programmabili
  • funzioni clear, cut, copy and paste
  • gestione del Clock MIDI bidirezionale

 

La prossima volta, vedremo e ascolteremo qualcosa. A presto!

 

 

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