TipTop QuantiZer. Quantizzazione e non solo…

Written by Redazione Audio Central Magazine on . Posted in Gear

Un Quantizzatore è un circuito in grado di ricevere CV di controllo (quasi sempre predisposta per controllare l’intonazione di un oscillatore) e forzarla verso il dodicesimo di Volt più vicino, garantendo così la corretta intonazione dell’oscillatore nel pieno rispetto del temperamento equabile.

DI Enrico Cosimi

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Comparsi sulla scena analogica quando gli oscillatori andavano spesso e volentieri in deriva termica, quando tenere accordato un modulare o un sintetizzatore integrato era pericoloso quasi quanto fare un giro sul cornicione al nono piano, i quantizzatori hanno salvato più di una carriera musicale – emblematica, da questo punto di vista, la vecchia intervista ai TaDream apparsa in un storico mensile di settore statunitense…

Come è facile immaginare, quando gli oscillatori sono diventati più stabili, addirittura auto quantizzati nel controllo CV, il circuito esterno di quantizzazione è divenuto meno indispensabili; ciò non toglie che, oggi, diversi produttori abbiano messo in catalogo eccellenti moduli di quantizzazione cromatica, con possibilità di abilitare o disabilitare individualmente i semitoni che non si vuole utilizzare. IN un contesto di composizione modale, possono fare la differenza…

TipTop presenta oggi il proprio modulo Quantizer, per la gioia di quanti già apprezzano le lungimiranti realizzazioni del marchio statunitense.

Diciamo subito che, in questo quantizzatore, ci sono solide conferme (la griglia di dodici interruttori dedicati all’accensione/spegnimento individuale dei semitoni) e nuove interessanti soluzioni (lo slider indirizzabile) che non mancheranno di far discutere i vari Napalm 51 ormai diffusi ovunque.

QuantiZer

Il modulo è largo 10 HP, è profondo 43 millimetri, consuma 60 mA dal +12 V e 5 mA dal -12 V; testisce tensioni comprese nei range selezioinabili 0/+10V, +/-5V, +/-12V; l’accuratezza della quantizzazione ha un margine di errore inferiore a 1millivolt nel range compreso tra 0 e +5 Volt. Non male.

Che segnale deve essere collegato al QuantiZer? Qualsiasi controllo CV ritenuto degno di interesse: l’uscita Pitch di una tastiera o di un sequencer, la traiettoria di un inviluppo o di un oscillatore a bassa frequenza… letteralmente, qualunque cosa possa avere senso come controller sull’intonazione di uno o più oscillatori. in aggiunta alle funzioni canoniche di arrotondamento, QuantiZer permette di aggiungere portamento, trasporre sequenze e altro.

La quantizzazione, la forzatura di arrotondamento può avvenire in Free Run Mode (cioè appena la tensione incrocia una delle soglie prestabilite), oppure può essere subordinata alla ricezione/conferma di un impulso di Clock; nel Trigger Mode, quindi, la quantizzazione può essere innescata solo quando la si reputa necessaria (magari, alternando lunghi portamenti fluidi a esecuzioni precisamente intonate).

La tensione di controllo che deve essere quantizzata è collegat all’ingresso NOTE CV, il segnale quantizzato –  pronto all’uso – è disponibile alla porta 1V OCT OUT; tre ingressi permettono il controllo a distanza della scala di quantizzazione (SCALE CV), della sincronizzazione (CLOCK IN) e dell’azzeramento di conteggio (RESET IN). Sul retro del modulo, sono presenti porte SyncBus TipTop (ad esempio, per lavorare collegati a Trigger Riot e Circadian Rhythm) e USB (per gli aggiornamenti firmware).

I dodici tasti allineati sulla destra del modulo corrispondono, semplicemente, ai dodici semitoni dell’ottava cromatica; il musicista può scegliere quali note abilitare in quantizzazione e quali tralasciare, contando sui LED di segnalazione. Allo stato attuale, il modulo lavora solo con lo standard 1V/Oct e non permette la gestione diretta di strutture Hz/Oct o di formati 1.2V (notoriamente, Buchla…). La tastiera può lavorare come generatore di note – premi un tastino e all’uscita CV ottieni la tensione corrispondente (utile per testare al volo la correttezza di una connessione senza usare altre periferiche esterne) – o come editor di scala – per scegliere il tipo di scala desiderata in quantizzazione – o come traspositore locale della maschera di quantizzazione – è possibile ottenere lo stesso risultato anche in altri modi – o, infine, come selettore per i formati elettrici presi in considerazione.

Il cursore verticale – una delle interessanti novità TipTop in tema di quantizzazione – può essere usato per emettere tensioni dirette sull’uscita (modo NOTES), o per dosare il portamento tra i diversi gradini di quantizzazione (modo PORTAMENTO), o per trasporre +1/+12 semitoni la quantizzazione (modo TRANSPOSE); in aggiunta, può essere usato per sovrapporre fino a quattro ottave di deviazione sul tune (modo OCTAVE) e per scegliere “al volo” il range elettrico. Abbiamo qualche dubbio sull’accuratezza on the run della trasposizione e dei salti di ottava, ma usati in maniera estemporanea, possono sempre risultare interessanti durante la performance; di sicuro, i LED di segnalazione aiutano non poco.

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Scale

QuantiZer lavora con scale maggiori o minori, offre due memorie S1 e S2 per depositare configurazioni di scala decise dall’utente attraverso accensione o spegnimento dei singoli semitoni. Nel caso qualcosa dovesse andare storto, c’è sempre il tastino FORCE 0V che disabilitata ogni intervento del modulo, permettendo la ricalibrazione della patch.

QuantiZer come registratore di CV – sequencer

La natura digitale del meccanismo permette di immagazzinare fino a 512 eventi/tensione CV che sono poi emessi dal modulo ogni volta che viene ricevuta un impulso di Clock. Ovviamenete, diventa necessario scegliere il tipo di Clock con il guale far dialogare il circuito; QuantiZer può lavorare con 16th (4 PPQ per conteggiare i sedici step di battuta), DIN (24 PPQ per il vecchio modo Roland, compreso il Reset-Start/Stop), DAW (24 PPQ privo di delay preventivo accumulato sul modo DIN), SYNCBUS  (96 PPQ per lavorare perfettamente allineati con gli altri moduli TipTop).

La registrazione delle tensioni avviene, dopo aver armato il circuito, semplicemente suonando i semitoni e le ottave/slider di trasposizione desiderate. Dopo aver immagazzinato tutto quello che si ritiene necessario, il playback dei dati è sincronizzabile con il Clock ricevuto dall’esterno.  Le programmazioni possono essere memorizzate e – in questo modo – ritrovare automaticamente dopo il ciclo di spegnimento/accensione.

Considerazioni

Un quantizzatore è sempre utile, se dovete fare musica intonata; un quantizzatore che, in più, si renda autonomo come memorizzatore di sequenze, che offra una minitastiera e uno slider incorporati, con portamento e selezione di Clock on the fly può diventare indispensabile in un sistema Euro Rack di media complessità.

Non sarebbe male, per il prossimo futuro, ottenere anche la quantizzazione adatta al controllo di hardware in formato Hz/Oct… rimarrebbe aperto il problema del gate, ma, un pezzettino alla volta…

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