SM Pro Audio – Tube Box

Written by Emiliano Girolami on . Posted in Recording

Conosciamo l’azienda da tempo, per la presenza in studio di alcuni utili oggetti (PM84 preamp, Nano Patch+, M Patch2 e Juice Rack1). I designer australiani hanno scoperto le loro carte anche nell’ormai affollato campo della serie 500 e il Tube Box è l’ultimo rappresentante della pattuglia.

di Emiliano Girolami

Fig1

 

In un singolo slot, il Tube Box racchiude un preamplificatore Mic/Linea con stadio valvolare e un compressore ottico.  L’affollato pannello frontale comincia con un VU meter a bobina mobile che indica il livello di uscita oppure, a compressore inserito, la riduzione di guadagno. A seguire il potenziometro che regola l’output level affiancato da uno switch per l’inversione di fase.

Il compressore è gestito attraverso tre parametri:il primo determina il rapporto di compressione (Compression), il secondo il tempo di attacco (Attack, con potenziometro a scatti) mentre il terzo (Release, anche questo con rotary encoder) gestisce il tempo di rilascio. La soglia, come in tutti i compressori ottici, è fissa e va gestita regolando il livello di ingresso al compressore. Quest’ultimo dipende dalla manopola Input Gain del preamp che si accompagna agli interruttori per l’attivazione del Pad (-20dB) e della Phantom power (48V) con feedback visivo delegato ad apposito LED verde. Un LED rosso segnala, invece, il clip del circuito.

L’ingresso microfonico è disponibile in formato TRS sul pannello frontale e XLR sui connettori del rack di alimentazione (ne esistono vari modelli, noi abbiamo effettuato la prova nel Juice Rack1 della stessa SM Pro Audio). È importante notare che l’alimentazione phantom è disponibile solo sul connettore TRS frontale.

Un comodo filtro High Pass a 80Hz, con interruttore dedicato, completa la dotazione. I controlli sono tanti e disposti logicamente. Visto l’affollamento, però, si deve fare un po’ di attenzione quando si opera sulla macchina. Le serigrafie sono orientate in modo da essere facilmente leggibili quando il Tube Box è posto in posizione orizzontale all’interno del Juice Box1. All’interno è installato un doppio triodo 12AX7 ma il manuale invoglia alla sperimentazione proponendo di sostituire questo con valvole di altre caratteristiche purché compatibili con lo zoccolo noval (ci vengono in mente la 12AT7 e la 12AU7).

Per aumentare ulteriormente la versatilità, attraverso uno switch interno, è possibile escludere del tutto lo stadio valvolare ed avere un circuito completamente a stato solido basato su amplificatori operazionali LME49720 (op-amp di alta qualità dotato di linearità estrema, risposta in frequenza che arriva a 55MHz e slew rate di 20V/µSec).

 

Fig1

Il test

Per provare il nostro preamp abbiamo registrato una song con cajon, chitarra acustica e voce (tutti ripresi con il Tube Box ed un microfono Microtech Gefell M940). Con il compressore escluso, si può determinare la quantità di intervento della valvola lavorando sulla relazione dei livelli di input e output. Spingendo l’ingresso si manda un segnale più elevato al triodo che, di conseguenza, aumenta il suo contributo di distorsione armonica. Operando al contrario si ottiene un suono più pulito. Il timbro di base è, comunque, solido su tutta la gamma e rispettoso del segnale da amplificare. Giocando con la saturazione si apprezza l’intervento delle armoniche che, tuttavia, non diventano mai preponderanti.

Ci sembra che i progettisti abbiano voluto privilegiare la fedeltà di ripresa senza rinunciare alla possibilità di scaldare il suono. A conferma di questo l’inserimento del compressore ottico manifesta il suo intervento quasi esclusivamente sulla riduzione della dinamica senza modificare apprezzabilmente il timbro. Su tutti gli strumenti provati il risultato è stato molto buono. Fedeltà di ripresa, ottima risposta ai transienti, timbri acustici restituiti con fedeltà e buona (forse ottima) capacità di condizionamento e controllo vista la possibilità di gestire agevolmente la dinamica ed il contributo della valvola a bordo. Il preamp va bene per tutti i generi, confrontato con device più blasonati tiene botta egregiamente.

Ovviamente non ci si può aspettare la personalità di un API o un NEVE (che comunque costano tre volte di più e non hanno il compressore). Ottima la possibilità di escludere la valvola per suoni ultra clean. Buono per tutti i generi il Tube Box è indicato a qualsiasi livello. Va certamente bene in home/project studio ma può trovare la sua collocazione anche in ambiti professionali. L’unico difetto che abbiamo rilevato è la mancata possibilità di alimentare microfoni a condensatore dal connettore XLR sul retro. In pratica si è costretti a dotarsi di un cavo XLR-TRS da utilizzare ogni volta che si vuole usare un microfono a condensatore con il nostro preamp.  Il giudizio finale? Un ottimo motivo per riempire quello slot che è rimasto vuoto nel vostro lunchbox.

Fig2

Vi lasciamo con alcuni esempi audio:

Acoustic Guitar

Cajon

Full Mix

Male Vox

 

 

Tags: , , ,

Trackback from your site.

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *