Sintesi modulare 01 – Le sorgenti Verbos

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear, Tutorial

Quando il mondo era più giovane, e i dinosauri regnavano sulla terra, configurare il proprio sistema modulare era semplice: gli oscillatori oscillavano, i filtri filtravano e – fatte salve le solite differenze tra californiani e newyorkesi, ogni cosa andava facilmente al proprio posto. Poi, dopo una glaciazione particolarmente funesta, piombarono sulla terra i fabbricanti Euro Rack, e la pace finì…

Di Enrico Cosimi

verbos apertura 1

Le cose hanno iniziato a diventare sempre più confuse quando, attirati dall’ampiezza del bacino d’utenza, sempre più costruttori hanno fagocitato e rigurgitato concetti eterogenei sulla costruzione modulare, mischiando ogni cosa in un calderone tanto entusiasmante quanto potenzialmente portatore di confusione: specie se l’utente ha poca esperienza, specie se si avvicina per la prima volta alla sintesi modulare con la testa piena di discorsi lurkati sui classici luoghi di aggregazione sociali, è facile cadere nelle trappole tecnologiche disseminate nel catalogo analogico.

In questi incontri, con cadenza volutamente non regolare, cercheremo di mettere a fuoco alcuni problemi della sintesi e della configurazione, prendendo a spunto le condizioni virtuali di configurazione monotematica o, se preferite, di configurazione mono marca. Immaginate un mondo nel quale esista, come nel 1995, un unico fabbricante Euro Rack e, all’interno del suo catalogo, immaginate di dover spremere tutto il possibile dall’offerta dei suoi moduli.

Il primo cliente è Verbos Electronic, creatura di Mark Verbos.

Verbos Electronic

E’ un marchio concepito da Mark Verbos, da sempre attivo nel panorama elettronico prima come musicista, poi come sound engineer e produttore, poi – ancora – come costruttore/clonatore di circuiti ispirati (a diverso livello) dalle intuizioni originali West Coast/Buchla. Oggi, Mark Verbos commercializza principalmente una linea di prodotti Euro Rack caratterizzati da look inconfondibile (manopole rosse, pannelli in spesso acciaio color crema e nero, serigrafie sobrie) con funzioni particolarmente ghiotte e una più esoterica linea di moduli in formato 200e per i cultori del Sacro Verbo Buchla. Trascureremo, per evidenti motivi di opportunità economica, i prodotti CSVB e ci imporremo di ragionare solo con/per i moduli Verbos in formato Euro Rack.

 

Problemi ricorrenti

Di fondo, un sintetizzatore modulare deve soddisfare due esigenze fondamentali: generare segnali secondo le necessità del proprietario e/o processare segnali esterni. Come si arriva ai due risultati e con quale facilità dipende da un insieme di fattori spesso di difficile valutazione preventiva. Sforziamoci di mantenere low profile le nostre considerazioni.

 

Sorgenti sonore convenzionali (e meno convenzionali)

Di solito, in un sistema modulare tradizionale (banalmente afferente alla scuola East Coast statunitense), il suono viene prodotto attraverso oscillatori, generatori di rumore, acquisizione di segnali esterni; in un sistema più californiano, le cose possono essere più elusive, prevedendo come generazione timbrica l’oscillazione audio rate di inviluppi ciclici, o di generatori di funzione/slope indifferenziati.

Allo stesso modo, l’oscillatore stesso (inteso chttps://www.native-instruments.com/en/products/komplete/synths/reaktor-6/blocks/?content=3923&uuh=f328f91f3d30834e25378e21ae8627d3&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Blocks+1.3.+new+customers+c%3DBlocks1_3_Update+b%3DKomplete+t%3DUpdate_PDome circuito di base) può essere newyorkese o californiano a seconda della propensione a generare segnali complessi di base o alla predisposizione erso i comportamenti per modulazione (frequency modulation, amplitude modulation, timbre modulation).

Vedremo dopo come a differenza di generazione possa corrispondere differenza di filtraggio. 

Sia come sia. dobbiamo trovare qualcosa che suoni per poter iniziare – nel catalogo Verbos – a sintetizzzare  suono elettronico.

Verbos Complex Oscillator

Complex Oscillator

In stile californiano, un oscillatore “complesso” è costituito da due unità di generazione indipendenti, rozzamente identificabili come portante – l’oscillatore Main, di solito più ricco di opzioni – e modulante – l’oscillatore Mod, più basico. Il musicista può sfruttare la doppia generazione per gestire due segnali indipendenti, o – quasi sempre – lavorare con il solo segnale Main processato attraverso l’azione del circuito modulante.

Struttura Main/Master

Produce, nativamente, onde quadra, triangolare, sinusoide e master (quest’ultima personalizzabile attraverso una complessa sezione Harmonics).L’intonazione del generatore Main è controllabile attraverso ingresso V/Oct non processato, ingresso CV con attenuverter e ingresso Linear FM con attenuatore unipolare. Di pannello, l’intonazione è regolabile con la classica coppia di controlli Coarse e Fine (l’assenza di riferimenti precisi, o di selettori d’ottava denota la classica indifferenza West Coast verso i dettami della sintesi più “convenzionalmente melodica”.

Sezione Harmonics

Permette di sagomare il segnale Main privilegiando la presenza delle armoniche attraverso bilanciamento pari/dispari (Odd/Even), basse/acute (Low/High) e attraverso wave multiplier. I tre comportamenti sono regolabili a distanza attraverso tensioni di controllo scalabili con attenuverter dedicati.

Modulation

A prescindere dalla sezione Harmonics, tutti i segnali prodotti dalla sezione Main sono deformabili/modificabili attraverso comportamento Amplitude Modulation o Frequency Modulation dosabile con Modulation Index statico o controllato via CV esterno (con attenuverter dedicato). Come è facile immaginare, in base alla forma d’onda dell’oscilaltore modulante (è possibile la selezione triangle, square, ramp) che a seconda del tipo di trattamento selezionato (AM o FM), si otterranno risultati complessi e cangianti. Inutile dire che l’eventuale Hard Sync dell’0scilaltore Mod forzato sulla frequenza Main e i rapporti di frequenza libera potranno far variare ancora più ampiamente i risultti ottenibili.

Modulation Oscillator

Qualcuno vorrebbe non ascoltare mai il segnale nativo della sezione modulante… Pragmaticamente, perché non usare la triangolare, quadra e rampa generate in totale autonomia e, altrettanto autonomamente, controllabil in frequenza tanto atttraverso Coarse/Fine che con i tre ingressi V/Oct, CV e Linear FM?

L’oscillatore Modulation ha un range di frequenze più basso di quello ottenibile nella sezione Main, ma può coprire con egual disinvoltura comportamenti modulati lo freq/audio rate.

Un modulo del genere permette di sfruttare le forme d’onda “semplici e tradizionali”, pronte all’uso con tutto il loro contenuto armonico di sempre, o può lavorare per trattamento Hamronics di arricchimento dinamicamente controllabile; o, ancora, può lavorare in regime AM/FM secondo i più ortodossi dettami della (presunta) libertà californiana. 

Elettromeccanicamente parlando, il Complex Oscillator occupa 32 HP verticai, richiede 7’0 mA sul +12V e 50MA sul -12V.

Verbos Harmonic Oscillator

Harmonic Oscillator

Ispirato al Model 148 Buchla, originariamente concepito per il System 100 e – di fatto – assai raro nel panorama vintage attuale, l’Harmonic Oscillator Verbos affianca generazioni statiche di triangolare, quadra e dente di sega a una sezione additiva in grado di fornire otto armoniche sinusoidi (F1-F8) disponibili individualmente su uscite separate o cumulatiivamente attraverso mixaggio dinamico.

Esaurita velocemente la possibilità di controllare l’intonazione: c’è il consueto tandem di controlli Coarse/Fine, coadiuvato dagli ingressi V/Oct non attenuato, CV con attenuverter e FM con attenuatore, l’attenzione si concentra – giustamente – sulle funzioni offerte dalla sezione armonica.

Gestione delle otto armoniche

Il musicista può lavorare per comportamento additivo, miscelando arbitrariamente le otto generazioni (ciascuno slider ha un LED di segnalazione che documenta l’intensità dell’armonica livellata). Ciascuna armonica, in aggiunta, può essere regolata in ampiezza inviando una tensione CV alle otto porte dedicate – ovviamente, un comportamento del genere presuppone tanta disponibilità circuitale all’interno del sistema Euro Rack disponibile.

Harmonic Scan e Spectral Tilt

In alternativa al controllo/remix esterno per le otto componenti armoniche, si può ricorrere ai due meccanismi di Harmonic Scan e Spectral Tilt , regolabili tanto da pannello quanto attraverso tensioni esterne.

Harmonic Scan permette la scansione, lo spostamento, all’interno delle otto armoniche con un’escursione proporzionale al segnale CV ricevuto dall’esterno alla porta Width; il centro dal quale viene fatta partire la modulazione è specificabile con controllo di pannello o, anche in questo caso, attraverso tensione ricevuta alla porta Center.

Attenzione! Molto spesso i moduli Verbos sono concepiti per offrire la completa scansione dei valori parametrici in ricezione di tensioni pari a 10V… Non tutti i produttori Euro Rack, tradizionalmente, raggiungono tensioni simili, assestandosi spesso sul +5V tradizionale. 

Spectral Tilt permette, in modo statico o dinamizzato dall’esterno, di privilegiare le armoniche basse o acute sull’uscita mixata della sezione additiva.

L’Harmonic Oscillator si candida naturalmente per la produzione di suoni ad elevato impatto “vocale”, dove la posizione e il bilanciamento relativo tra le prime otto armoniche diventano significativi per ottenere raffinati impasti timbrici. La possibilità di rimescolare/calibrare/priivilegiare le diverse armoniche nel mixaggio finale (tanto attraverso i parametri “di automazione” quanto attraverso otto costosi segnali di controllo esterno) apre interessanti panorami ambient/drone che meritano approfondimenti particolari. 

Sempre dal punto di vista elettromeccanico, il modulo occupa 32 Hp, assorbe 120 mA dal ramo +12V e 90 mA dal ramo -12V.

Verbos Random Sampling

Random Sampling

Dovremo occuparci di questo modulo in maniera trasversale, all’interno delle diverse categorie operative (sorgenti, modificatori, controlli) previste nella sintesi analogica; per ora, ci concentreremo sulle possibilità di generazione timbrica.

La sezione Noise Source offre segnali White Noise (energeticamente eguale per unità di banda), Pink Noise (energeticamente eguale per ottava) e Metallic (una miscela di onde quadre accordate su precisi intervalli di frequenza che riproducono il comportamento Cymbal/Cowbell della storica TR-808).

Generatori meno “convenzionali”

In aggiunta al rumore “ufficiale” prodotto dal modulo, è possibile sfruttare le due sezioni Fluctuating Random per produrre flussi di numore differentemente pesato, egualmente a proprio agio tanto come sorgente di controllo CV randomica/pseudo randomica quanto come segnale audio vero e proprio.

Anche il generatore Quantized Randoms può tirare fuori due flussi di rumore personalizzabile in base alla densità di quantizzazione e alla distribuzione di eventi 2^n  o n+1. Probabilmente, con questi segnali non vincerete il prossimo Euro Festival, ma potrete comunque ottenere configurazioni timbriche interessanti. Le possibilità di controllo CV dall’esterno, quasi sempre scalabili con attenuverter, ampliano significativamente le capacità d’impiego.

Il modulo è largo 18 Hp; assorbe 120 mA dal +12V e 80 mA dal -12V.

Verbos Voltage Multistage

Voltage Multistage

Un sequencer è un sequencer è un sequencer. Ma se la sequenza di valori impostata nella sequenza viene eseguita a velocità audio, il sequencer è facilmente utilizzabile come generatore audio programmabile. Ovviamente, la massima frequenza raggiungibile corrisponderà al rapporto tra durata in step della sequenza e massima velocità di clock ottenibile dal sistema.

Come è facile immaginare, una sequenza lunga otto step, mandata al massimo della velocità, produrrà un flusso di dati che può disegnare un ciclo di forma d’onda; se, semplificando le cose, il ciclo di forma d’onda viene descritto non con otto, ma con quattro step, a parità di clock, otterremo una forma d’onda che suona all’ottava superiore. Da questo punto di vista, la semplice alternanza di valore alto/valore basso programmata con due step fornisce una frequenza tre volte più alta di quella ottenuta con otto step. Il meccanismo si ferma qui, perché un singolo step, eseguito a qualsiasi velocità, produce una tensione continua che “non ha suono”.

Il modulo, a questo punto, può generare due diverse forme d’onda, di eguale frequenza – le due file a e b hanno forzatamente la stessa lunghezza – e, volendo spremere al massimo il sistema, si può estrarre anche un’onda impulsiva a simmetria variabile generata con i diversi Gate di step aperti e/o chiusi fino a produrre l’andamento desiderato. La rozzezza timbrica ottenibile non manca di charme sonoro, specie in determinati contesti operativi.

Il modulo è largo 30 Hp, assorbe 70 mA dal ramo +12V e 30 mA dal ramo -12V.

Verbos Envelope

Multi Envelope

Per lo stesso principio appena illustrato, anche la traiettoria di un inviluppo ripetuta con frequenza sufficientemente elevata può essere impiegata come generatore audio. In questo caso, il modulo Multi Envelope offre due traiettorie programmabili, che sono ripetute incondizionatamente collegando le rispettive uscite End Pulse agli ingressi Trigger. la frequenza complessiva è variata accorciando i tempi dei singoli stadi – per chiarezza, sono i cursori con la manopola rossa. In base al tipo di traiettoria selezionata, tra tutti i tipi di inviluppo disponibili, sarà possibile concentrare l’intervento su più stadi di articolazione.

Il modulo è largo 23Hp e consuma 90 mA dal ramo +12V e 60 mA dal ramo -12V.

 

Filtri in auto oscillazione come generatori di sinusoidi

Premesso che i filtri Verbos non nascono con l’esigenza di tracking perfettamente lineare, è sempre possibile ottenere un segnale in auto oscillazione controllabile attraverso tensione applicata alla frequenza di taglio. I due moduli Amplitude & Tone Control  e Dual Four Pole sono perfetti per questo tipo di investigazione.

Verbos Amplitude and Tone Control

Amplitude & Tone Control

La struttura di filtraggio utilizza uno stadio Vactrol e genera resonance limitata attraverso diodo. Con una certa pazienza, si può accordare la tensione FREQ C.V. in modo da tracciare più o meno l’escursione 1V/Oct per esecuzioni abbastanza intonate. Dal punto di vista timbrico – anche se in questa fase della discussione è un ragionamento prematuro – il filtro si muovo tra il comportamento Sallen & Key del KORG MS-20 e l’accoppiamento Lopass Gate tipico della scuola Buchla.

Il modulo è largo 16 Hp, consuma 30 mA dal ramo +12V e 20 mA dal ramo -12V.

Verbos Dual Four Pole

Dual Four Pole

Con una certa fatica, e in maniera non costante tra esemplari diversi, il doppio filtro può essere portato vicino all’auto oscillazione nelle due sezioni LP e HP 24 dB Oct.

Il modulo è largo 21 Hp, consuma 40 mA dal ramo +12V e 10 mA dal ramo -12V.

Tralasciamo, per piigrizia e rispetto nei confronti dell’estremismo timbrico, la possibilità di generare audio – incontrollabile, invero – creando un percorso di feedback tra uscita e ingresso del modulo Scan & Pan. I lettori più coraggiosi, potranno tentare anche questa strada.

 

La prossima volta, affronteremo i trattamenti audio.

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