Qualche esperimento con l’External Audio

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Tutorial

Con un segnale esterno, opportunamente collegato all’ingresso audio di un sintetizzatore, si possono fare diverse cose; in base alla completezza del circuito ospite, è possibile passare con progressione dal semplice ascolto additivo (sugli oscillatori residenti) all’estrazione di tensioni di controllo progressivamente più complesse. In questo video, ci siamo divertiti a mettere in piedi un percorso di trattamento che, appunto, parte dall’organizzazione più semplice fino ad arrivare alla configurazione analogicamente parlando più pericolosa.

Di Enrico Cosimi

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Siamo partiti dal segnale della Acidlab MIAMI, uno dei migliori – se non il migliore – meccanismi analogici in grado di riprodurre alla perfezione il suono 808, e lo abbiamo presentato prima all’ingresso External del Grp A4 Analog Synthesizer;  successivamente, abbiamo provato a controllare da audio a audio l’intonazione del KORG MS-20 Kit con una sequenza audio generica, facendola convertire alla sezione ESP contenuta nel monofonico giapponese.  Il divertimento è assicurato…

Il segnale audio processato, specie se complesso, polifonico o pattern based, mette sempre a dura prova il circuito di rilevazione presente all’interno del sintetizzatore; a seconda di quanto ha deciso il progettista, è possibile applicare una precisa sequenza di trattamenti, tesi a estrarre valori di controllo utili al pilotaggio del synth engine:

 

  • Si sbatte il segnale audio contro una soglia di comparazione e, ogni volta che questo supera il valore di soglia, si genera un Gate On utile a innescare gli inviluppi del sintetizzatore. Variando la soglia di comparazione, si ottengono Gate e disegni ritmici diversi: dal singolo evento prolungato quanto l’intero pattern (con una soglia molto bassa) a una struttura ritmica vera e propria (intercettando kick, snare, hihat e percussioni eventuali attraverso una soglia più alta).

Modificando il Decay Time della Kick – nel caso della Acidlab MIAMI – si finisce per alterare anche in maniera significativa il comportamento di comparazione e, conseguentemente, il pattern ritmico ottenuto inviando il Gate estratto agli inviluppi di articolazione. 

  • Il segnale audio viene sottoposto a rettifica, eliminando le componenti di segno negativo e lasciando solo la porzione positiva; successivamente, si filtra low pass – con cutoff regolabile – il risultato della rettifica e l’uscita filtrata viene impiegata come segnale di controllo per automatizzare parametri ritenuti importanti. Commercialmente, il percorso prende nome di Envelope Following; chiudendo la frequenza di taglio, si rende meno veloce, frastagliato e dettagliato il segnale di controllo – un groove 4/4 particolarmente filtrato può lasciar passare solo gli impulsi principali di cassa e hihat.
  • Il segnale audio viene contato – antica tecnologia… – in rapporto allo zero crossing di livello; se il segnale è opportunamente filtrato, se non è polifonico, se ha una solida attività energetica sulla fondamentale, il circuito è in grado di interpretare – con una lentezza tutta analogica – la sua intonazione, convertendola in tensione di controllo proporzionale, adatta al pilotaggio degli oscillatori interni.

Nella sua implementazione analogica originale, questo tipo di tecnologia è sempre stato al limite della decenza; da questo punto di vista, i risultati ottenuti da Paolo Tofani in “Luglio, Agosto, Settembre Nero” rimangono – a colpi di EMS Synthi A e PVC – un pinnacolo di eccellenza. 

 

Nel video

Nella prima parte, abbiamo usato un pattern ritmico programmato – senza infamia e senza lode – dentro la Acidlab MIAMI e lo abbiamo collegato all’External Input del Grp A4 Analog Synthesizer. Il circuito di quest’ultimo permette di ascoltare in mix il segnale esterno (non ci interessa in questa sede), di preamplificarlo fino alla saturazione, di estrarre una tensione di Gate ottenuta attraverso comparazione contro soglia variabile e di, infine, estrarre una tensione di Envelope Follower proporzionale all’ampiezza (e alle sue variazioni) riscontrata nel segnale stesso. Per facilitare l’ascolto, abbiamo sdoppiato l’uscita della MIAMI, mandandone un ramo diretto al sistema di ascolto, opportunamento chiuso durante le fasi iniziali delle riprese. Il Gate così estratto è utilizzato per innescare gli inviluppi prima di sola amplificazione, poi anche di filtraggio. In un momento successivo, si è aperto anche il controllo di Envelope Follower per articolare le frequenze di taglio dei due filtri Transistor Ladder 24 dB e State Variable 12 dB.

Nella seconda parte del video, dopo aver programmato una blanda sequenza dentro al Grp A4 Analog Synthesizer, abbiamo proceduto a realizzare una timbrica sufficientemente patetica, tale da non mandare in crisi il circuito di analisi timbrica presente nella sezione ESP del sintetizzatore KORG MS-20 Kit. Questo circuito è in grado di preamplificare, filtrare band pass (low/high in serie) il segnale audio esterno estraendo Trig/Gate (la terminologia è quella nipponica fuori standard dell’epoca), Envelope Follower, segnale preamplificato e/o filtrato, controllo Frequency to Voltage. In questo modo, è possibile pilotare – audio su audio, senza MIDI e senza CV – gli oscillatori del KORG MS-20 direttamente dalla sequenza del Grp A4. Ovviamente, vista la peculiarità del patching interno al sintetizzatore nipponico, per trasporre gli oscillatori pilotati in audio dalla sequenza, è necessario trasporre alla fonte la sequenza. Il risultato è ottenuto con una semplice MIDI Master Keyboard Arturia Keystep collegata al Grp A4.

Per far partire il video, basta cliccare sull’illustrazione che apre l’articolo.

Buona visione.

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