PG-8X – Il Roland JX-8P in virtuale (e non solo)

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Software

La serie JX ha rappresentato l’ultimo sforzo della Roland in ambito “polifonici analogici”, prima dell’avvento dell’era digitale con il lancio sul mercato della veneranda D-50.

Di Antonio Antetomaso

Macchine come il JX-3p…

FIGURA1

… il JX-8P…

FIGURA2

… il Super JX-10, sono diventate delle vere e proprie icone della produzione musicale tra la fine degli anni 80 e la prima metà degli anni novanta, trovando posto fisso nell’arsenale di musicisti e band illustri come i Pink Floyd, Jean Michelle Jarre, Yellowjackets, The Cure, Depeche Mode, Tangerine Dream e via discorrendo.

Nonostante la pletora di sintetizzatori offerti dal mercato, ancora oggi le timbriche prodotte da queste macchine sono ricercate e, complici anche i prezzi (ancora) contenuti ai quali è possibile acquistarle sui mercatini dell’usato, di fatto l’interesse per esse è ben lungi dal tramontare.

Ciò è stato reso ancor più vero negli ultimissimi anni grazie ad iniziative di veri e propri appassionati che, basati sulla forte convinzione che a questa linea di sintetizzatori non fosse mai stato riconosciuto il giusto successo a causa dei limitati meccanismi di programmazione e di interfacciamento, si sono lanciati in vere e proprie opere di reverse engineering mirate a restituire la giusta gloria, complici anche le nuove tecnologie (es. iPad).

Personalmente il mio interesse per i polifonici analogici Roland è esploso negli ultimissimi tre o quattro mesi durante i quali ho letto articoli, fatto ricerche e maturato le mie opinioni verso questo mondo arrivando a condividere al cento per cento il fatto che la potenza di questi synth fosse in un certo qual modo stata coperta è che era arrivato il momento di sollevare questo telo.

Forte di questa idea mi sono appassionato al punto tale da investire i miei spiccetti in un meraviglioso JX-10, del quale vi racconterò in un appuntamento dedicato…promesso. Quello che invece vorrei fare ora è parlarvi di una delle iniziative di valorizzazione di queste macchine nella quale mi sono imbattuto per caso durante le mie ricerche e che mi ha lasciato letteralmente a bocca aperta: PG-8X, un’emulazione virtuale (ma non solo) dedicata al fratellino “mezzano” della serie, il JX-8P che nella foto seguente troviamo corredato, non a caso, con il programmatore PG-800, ideato dalla Roland per consentire di superare l’interfaccia a pulsanti e menù e rendere possibile le modifiche timbriche in contesti live.

FIGURA4

Realizzata da Martin Luders, l’emulazione ricalca per l’appunto l’impostazione del PG-800 rivelando implicitamente l’architettura di sintesi della macchina originale che ricordiamo brevemente:

  • Polifonia a 6 voci
  • 2 DCO’s per voce (12 oscillatori)
  • 64 patches + External memory cartridges
  • Sezione effetti
  • Portamento
  • VCF passa basso risonante a 24db per ottava
  • VCF passa alto non risonante a 24 db per ottava
  • VCA
  • 2 inviluppi ADSR (filtro e amplificatore)
  • Tastiera a 61 note sensibile alla dinamica e all’aftertouch
  • MIDI In/Out/thru

L’iniziativa di Luders non è recente, la prima versione del plug-in risale al 2011 ed è stata realizzata utilizzando il prodotto Synthedit corredato con moduli custom scritti in Assembler e C++. Il meccanismo di fruizione era solo VST in ambiente Windows e l’interfaccia della prima versione si presentava così:

FIGURA5

Da non molto tempo a questa parte è stata rilasciata una beta assai avanzata della nuova versione 2 che propone una riscrittura del synth in ambiente Windows e OSx, sia come VST sia come AU (un po’ più indietro con gli sviluppi), senza far uso di Synthedit e con un look and feel decisamente più moderno. Giudicate voi:

FIGURA6

Considerato il fatto, non da poco, che il prodotto oltre ad essere ottimamente concepito (anticipiamo un attimo i giudizi) è anche gratis et amore dei, si poteva, dico io, resistere dal metterci le grinfie sopra e dargli una bella strapazzata? Ovviamente no, ragion per cui vi vado a raccontare cosa è venuto fuori.

Anzitutto veniamo alla cosa più importante: il modo per ottenerlo. Trattandosi ancora di una beta (anche se Martin Luders segnala che l’uscita della release ufficiale è prevista a brevissimo) sul sito del prodotto ancora è presente la vecchia versione.

Se però vi recate sul thread apposito del sito KVR Audio trovate tutta la discussione in merito al prodotto ed in particolare il link su Dropbox da cui è possibile prelevarlo e scaricare una discreta carrellata di timbriche.

Mi dicono dalla regia che i links al thread su KVR Audio e alla sezione su Dropbox è presente anche sulla pagina principale del sito.

Iniziamo a parlare della prima chicca: le timbriche offerte sono dump sysex della macchina originale!! Sissignore, avete capito bene, il prodotto è capace di caricare e riprodurre fedelmente timbri (o meglio TONI, nel gergo Roland) programmati sul JX-8P. Dato che in rete se ne trovano a tonnellate….fatevi due conti sulla quantità di divertimento assicurato che vi attende.

Ancora, il plug-in esporta i suoni programmati in formato sysex e tali timbri possono essere inviati al vostro JX-8P in assoluta tranquillità mediante un qualsiasi prodotto che invia messaggi system exclusive come Midi-OX () o Sysex librarian.

In merito a quest’ultimo punto c’è da fare una precisazione: non ho avuto modo di verificare tale comportamento non possedendo un JX-8P, ma ho chiesto la cortesia ad amici che hanno la macchina di provare e l’esperimento non è sembrato andare bene. Quattro chiacchiere con Martin Luders (persona assai disponibile) hanno confermato che i files sysex sono compatibili con l’architettura del JX-8P e che avrebbe effettuato egli stesso delle verifiche sul software prima di rilasciare la versione ufficiale. Non c’è da preoccuparsi in tal senso…

Parliamo a volo d’uccello dell’interfaccia del plug-in e del motore di sintesi che, se non fosse ancora chiaro, rispecchia uno a uno quello del JX-8P vero.

 

Oscillatori

FIGURA7

Due oscillatori multi onda (nella macchina originale sono due DCO) offrenti dente di sega, quadra, impulsiva a simmetria non variabile (come nella macchina originale), rumore bianco.

Ciascun oscillatore è regolabile per piedaggi d’ottava con un’escursione da 2 a 16, in escursione di intonazione fino ad un’ottava sopra o sotto e mediante un ulteriore controllo fine tune che opera per centesimi di semitono con un’escursione di + o – 50. L’intonazione di ciascun oscillatore può subire l’influenza di uno dei due inviluppi (in modalità diretta od invertita), la quale influenza può essere regolata mediante la dinamica per valori progressivi di incidenza.

Particolarmente interessante lo switch “CROSS MOD” mediante il quale:

  •  l’oscillatore 2 può essere sincronizzato all’oscillatore 1 (valore 1 dello switch);
  • l’oscillatore 2 può essere messo in ring modulation con l’oscillatore 1 (valore 3 dello switch);
  • si possono avere entrambi i comportamenti (valore 2 dello switch).

Un po’ strana l’impostazione, ma d’altronde è così anche il synth originale per cui…

Mixer

FIGURA8

E’ possibile regolare il volume dei due oscillatori e dosare l’incidenza di uno dei due inviluppi (in modalità diretta od invertita) sul volume del secondo oscillatore, modulando ancora con la dinamica tale incidenza.

Filtro

FIGURA9

Due filtri, un passa alto non risonante e un passa basso risonante, entrambi a 24 db/oct. Del primo, la frequenza di taglio è regolabile per valori discreti. Del secondo la frequenza di taglio è modulabile in modo dosabile ad opera dell’unico LFO o di uno dei due inviluppi (in modalità diretta o invertita). Ancora è possibile dosare la quantità di modulazione ad opera della dinamica e modulare la frequenza di taglio sulla base dell’altezza delle note.

Modulazioni

FIGURA10

Un LFO offrente tre forme d’onda (sinusoide, quadra, random) regolabile in frequenza e in ritardo d’innesco e due inviluppi ADSR. L’inviluppo 2 regola l’amplificatore.

FIGURA11

Controllo dell’incidenza dell’aftertouch sul volume, sull’apertura del filtro, sul vibrato. Regolazione del portamento e del range di intonazione ad opera della pitch wheel. Il tutto nel massimo rispetto della macchina originale….per la quale l’aftertouch era una delle cose che si scassava più facilmente a causa dell’ossidazione dei contatti.

Amplificatore

FIGURA12

Controllabile mediante GATE ON/OFF o a cura dell’inviluppo 2 e della dinamica.

Effetti

FIGURA13

Irrinunciabile e famoso Chorus Roland, fedelmente replicato a partire da quanto disponibile sulla macchina originale.

Sotto al cofano, nella sezione in basso a destra, settaggi ausiliari per regolare le impostazioni MIDI e generali del plugin (addirittura è possibile regolare la quantità di ronzio presente nella macchina originale).

Insomma, un bel giocattolino non trovate? E suona bene ragazzi, suona veramente bene. La prima cosa che ho fatto è stata quella di caricare i presets di fabbrica del JX-8P (che trovate su Dropbox assieme al plugin) ed effettuare un blind test con le demo mp3 presenti su Synthmania.

Sono rimasto a bocca aperta, un grado di fedeltà incredibile.

La beta attuale tuttavia non offre nessun preset da richiamare, bisogna caricare i sysex forniti in dotazione. Non mantiene in memoria neanche i suoni caricati, l’unico modo per fare ciò è salvarsi i settaggi del plugin come presets della DAW (es. FXB di Cubase). Sicuramente ciò verrà risolto con il rilascio ufficiale.

Intanto vale sicuramente la pena scaricare il prodotto e metterlo sotto torchio. Il divertimento è assicurato, credete a me.

Vi lascio con un piccolo assaggio.

Alla prossima.

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