Nord Electro 3: vintage a portata di mano (seconda parte)

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Gear

Ben ritrovati. Proseguiamo il nostro viaggio attraverso le peculiarità del Nord Electro 3. Ci eravamo lasciati con un’analisi della sezione organi o, meglio, della sezione a modelli fisici. In questa seconda e ultima puntata, ci concentreremo invece sulla sezione “sample based”, dedicata prevalentemente ai pianoforti acustici ed elettrici e, in minor parte, ai synth che hanno fatto la storia.

di Antonio Antetomaso

 

Iniziamo con il dire che questa sezione del Nord Electro 3 è “quasi” completamente rimodulabile a piacere del musicista in base alle sue esigenze;ad esempio, se si usano prevalentemente piani acustici e Rhodes, si può eliminare quasi tutto ciò che è ritenuto superfluo (ad esempio il CP-80, benché assai piacevole) , lasciando così più spazio ai timbri di cui si necessita. Dicevamo quasi  perché i 256 MB di memoria a disposizione del musicista (un po’ pochini, considerato il volume della Sample Library e della Piano Library disponibili tanto su DVD, quanto in rete per il download libero) sono divisi in modo irreversibile tra pianoforti e synth.  In pratica, si hanno a disposizione due zone di memoria, l’una di circa 135 MB e l’altra di circa 85 MB (il resto è memoria di servizio o dedicata ai preset) che possono essere rimodulate in funzione delle esigenze solo nel contenuto,ma non nelle dimensioni.E’ un vero peccato che non sia possibile ridimensionare le “partizioni” a discrezione dell’utente, come pure, continuando a sognare ad occhi aperti, non disporre di uno slot SD o micro SD?

Prima di addentrarci nella sezione “Piano”, diamo uno sguardo veloce al pannello di richiamo dei presets, da cui, tra l’altro, è possibile commutare lo strumento in modalità organo o pianoforte.

Dall’alto verso il basso, in modo assai intuitivo, lo strumento offre i controlli per:

  • scorrere i presets a disposizione in su e in giù;
  • selezionare uno dei due banchi di presets (lo strumento ha 128 presets organizzati in 2 banchi da 64 ciascuno, chiamati banco A e banco B);
  • utilizzare lo strumento in modalità “live” : in pratica la tastiera mette a disposizione un’area di memoria in cui salvare in continuazione le modifiche ai preset  effettuate durante l’esecuzione del musicista. Attivando la funzione live, viene innescata tale modalità e lo strumento conserva, per il preset selezionato, le ultime modifiche effettuate subito prima dello spegnimento;
  • commutare il comportamento della tastiera tra la sezione organi e la sezione pianoforti/sample library;
  • trasporre lo strumento un’ottava in su o in giù;
  • utilizzare le funzioni secondarie, associate ad alcuni dei tasti sulla plancia di comando (un classico) o scorrere al contrario i preset (comodo);

Controlli

Passiamo in rassegna i controlli a disposizione nella modalità “piano/sample lib”. Partiamo dal pulsante centrale: consente di selezionare le categorie di campioni da utilizzare (grand piano, pianoforti verticali, pianoforti elettrici Rhodes, Wurlitzer, Clavinet, campioni dalla sample library Mellotron, Chamberlin, vintage synths e suoni campionati dagli altri synth Nord). La funzione secondaria permette di far uscire i suoni in mono, per i veri puristi dell’elettromeccanico (da non sottovalutare, ad esempio, per collegare il Nord ad un ampli  tipoFender Twin). All’interno della categoria di suoni è possibile selezionare il timbro desiderato vero e proprio. Inutile ricordare che i numeri a disposizione dipendono dalla quantità di timbri caricati e appartenenti alla categoria selezionata; se avete eliminato tutti i Rhodes , la categoria E.Piano non è proprio selezionabile.

Il pulsante in alto è uno switch multi funzione: se si seleziona il Clavinet, consente di adoperare le emulazioni dei filtri originali offerti dal corrispondente strumento elettromeccanico per modificare il suono rendendolo più o meno nasale. Se si opta invece per i campioni della sample library, lo switch consente di regolare attacco, dinamica e decadimento.

Effetti

Passiamo in rassegna la succosa sezione effetti, un altro dei punti di forza di questo strumento, sicuramente perfettibile, ma di elevato livello. Direi che c’è tutto. In alto spicca l’efficace equalizzatore governato da ben quattro potenziometri; accanto, c’è il gain generale dello strumento. A differenza del volume, questo potenziometro invia messaggi MIDI di CC e può essere, quindi, utilizzato per governare il livello di un altro strumento o di una DAW (Logic ad es. lo mappa per regolare il volume del channel strip a cui è collegato il Nord Electro) mediante prezioso e sacrosanto MIDI Learning. In basso a sinistra, lo strumento offre una sezione dedicata agli effetti di tremolo e autopanning, assolutamente irrinunciabili se si suona un Rhodes o un Wurlitzer. Nella medesima sezione compare un eccellente wah, utilizzabile in modalità automatica (regolato in base alla dinamica) o manuale mediante il pedale di espressione. Negli effetti di tremolo, panning,  wah e, in generale di tutti gli effetti di short modulation, è possibile regolare soltanto la velocità; gli altri parametri sono irraggiungibili;  manca anche il controllo Dry/Wet, presente invece solo per i riverberi…  la cosa è stata risolta con due valori presettati di intensità.

Si passa poi alle simulazioni degli amplificatori, con imponente presenza del rotary speaker:  Il potenziometro serve a dosare la quantità di distorsione del Leslie o la quantità di compressione, se si attiva il compressore appunto. Da segnalare, la simulazione del twin reverb, assolutamente consigliato per il Rhodes…

Anche la sezione riverberi brilla per funzionalità, con credibili algoritmi che spaziano (è il caso di dire…) dalla room allo stage.

 

Considerazioni

Il giudizio finale potrebbe essere: eccellente, meno meno…

Lo strumento offre, a mio avviso, emulazioni hardware tra le più accurate e riuscite sul mercato; senza contare il peso contenuto, la tastiera eccellente e la semplicità d’utilizzo. Come elettrofonico – ma è questione di gusti – può esserci confronto con il modello XK-1; come Rhodes, l’unico in grado di reggere il confronto è il ben più pesante KORG SV1; ma quest’ultimo offre meno modelli emulati (2 contro 6…). Anche il pianoforte gran coda, finalmente, è di livello professionale. I due segnetti meno della valutazione sono giustificati dalla scarsa memoria onboard e dall’assenza di possibili espansioni; anche il non poter regolare con continuità la quantità d’effetto per le short modulation ha il suo peso, nella valutazione pienamente positiva dell’apparecchio.

Chiudiamo con un video in cui vi propongo, suonati dalle mie modeste manine, dei piccoli frammenti musicali…

Buona musica!

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