Monotron Family: on the road con KORG

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Gear

Quando, nel 2010, KORG ha presentato il primo monotron Analogue Ribbon Synthesizer, è successo il finimondo… Il piccolo strumento, forte della riedizione del classico analog filter implementato nel vecchio MS-20 e corroborato da uno sfiziosissimo ribbon controller, ha letteralmente monopolizzato il mondo degli elettronici on the move e la comunità degli smanettatori/circuit benders, che potevano finalmente intervenire sul piccolo apparecchio per dotarlo di alimentazione esterna e controlli addizionali. Insomma, un vero e proprio best seller.

 

di Enrico Cosimi

 

Appena ieri, in occasione dell’ultimo NAMM Show, KORG ha triplicato l’impatto presentando i due modelli monotron Duo e monotron Delay, che ancora non sono del tutto disponibili ma che, già da ora, si preannunciano come una delle sensazioni del  MusikMesse 2012, che apre i battenti la prossima settimana a Francoforte.

 

Insomma, questa è l’occasione per affilare i denti, riparlando dei tre apparecchietti e trattenendo il respiro fino alla prossima settimana, quando – finalmente – sarà possibile metterci le mani sopra e spremerli fino in fondo.

 

Tre modelli, tre funzionalità

Tutti e tre i monotron sfruttano lo stesso piccolo contenitore in plastica, auto amplificato, con alimentazione fornita da doppia batteria ministilo; una coppia di mini jack da ⅛” permette l’ingresso per i segnali esterni e l’uscita per strutture di amplificazione più potenti. La filosofia easy che permea i tre apparecchi è confermata dalla liberalità con cui KORG fornisce la documentazione tecnica, cioè gli schemi elettrici, dei tre apparecchi: basta confermare la richiesta a colpi di email e accettare l’invalidità della garanzia, per poter accedere consapevolmente ai punti più intimi dei circuiti interni. Ovviamente, il circuit bending è consigliato solo a chi sappia veramente cosa sta facendo. Per tutti gli altri, c’è la soddisfazione di suonare con gli apparecchietti così come sono, che già fanno molto male di default. 

 

 

Il modello più vecchio, il monotron classico, permette di utilizzare il ribbon controller per pilotare l’intonazione del singolo oscillatore e consente d’ìnviare l’oscillatore a bassa frequenza tanto sull’intonazione (vibrato), quanto sul filtro (wah); in tutti e due i casi, la velocità di modulazione raggiunge facilmente la banda audio e questo, unita alla peculiare cattiveria del filtro risonante, rende monotron una piccola, micidiale macchina selvaggia.

 

 

Immediatamente successivo, il modello monotron Delay incorpora il consueto oscillatore audio sawtooth, corroborandone il segnale con un LFO triangolare/quadra, il filtro risonante KORG e un delay controllabile in time e feedback; il ribbon, come al solito, permette di gestire l’intonazione dell’oscillatore interno. Se quello che vi serve è far atterrare gli alieni sul pianeta terra, accomodatevi pure…

 

 

Infine, il modello monotron Duo sfutta il consueto cabinet per lavorare con due oscillatori audio indipendenti, che sono utilizzati tanto nella versione naturale come semplici produttori di onde quadre indipendenti, tanto nella versione modulata, facendone passare il segnale attraverso un circuito di Cross Modulation (A che modula B, B che modula A) in grado di produrre ammassi di (in)armoniche originariamente non presenti nel segnale, a maggior gloria di quanti si facciano sedurre dai suoni clangorosi e complessi. Oltre alle regolazioni di frequenza individuali, si può dosare l’intensità della X-Mod, la frequenza di taglio e il peak del filtro. Il ribbon controller è corroborato dalla logica di Scale Select, può cioè lavorare con determinate maschere di quantizzazione che facilitano la centratura di alcuni intervalli lungo la sua escursione.

 

 

Il divertimento è assicurato. Non rimane che aspettare una settimana per vederli da vicino e, poi, iniziare il conto alla rovescia per l’effettiva disponibilità.

 

 

 

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