Ipad e i delay

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Software

Con il moltiplicarsi delle applicazioni per ambiente ios, è ormai possibile utilizzare l’ipad come un vero e proprio processore di effetto in tempo reale. Muniti di una scheda audio idonea alle nostre esigenze e delle applicazioni giuste, saremo in grado di processare il suono in entrata ad un ottimo livello qualitativo sfruttando al meglio le peculiarità della superficie touch dell’ipad e recuperando quella manualità e quell’immediatezza che si perde quando si lavora su computer.

Di Attilio De Simone

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Dedichiamo questo articolo a tre delay che mi hanno particolarmente colpito per caratteristiche e qualità sonora.

Vandelay

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Vandelay è un’applicazione dedicata al trattamento del ritardo molto particolare. La sua concezione mi sembra vagamente ispirata al dismesso Spektral Delay della Native Instruments, che abbinava un delay indipendente a ognuna delle 1024 bande di frequenza discrete, con 160 bande di frequenza modificabili separatamente. I risultati erano molto interessanti, ma il fatto di lavorare su tante bande di frequenza alzava di molto la curva di apprendimento e ottenere risultati degni di nota era molto difficile. Il Vandelay invece è facilmente gestibile, perché fornisce tre delay indipendenti che lavorano su tre regioni di frequenze liberamente configurabili. Tutti i parametri sono configurabili tramite touch screen grazie ad un’interfaccia grafica molto accattivante. Possiamo regolare il ritardo posizionando il cerchietto lungo l’asse orizzontale e impostare l’intensità del feedback ampliando la dimensione del cerchietto, inoltre il programma dispone di un algoritmo molto particolare di pitch modulation che dona un sapore analogico alle linee di ritardo. E’ possibile mettere il delay in sync con il bpm e regolare l’intensità dell’intervento dello stesso. Il risultato è molto interessante. Se lavoriamo con una drum machine potremmo impostare comportamenti di ritardo differenti sulla cassa (lavorando sulla banda di frequenza più bassa) e sul charleston. Così come possiamo attivare comportamenti differenti del delay durante un solo di chitarra, man mano che ci si sposta dalle note gravi verso quelle più acute per risultati unici

Le possibilità di intervento sono davvero tante.

Il prezzo di questo interessantisso delay è pari a quello di due o tre caffè (e forse se vi sedete in qualche bar del centro di Roma o di Venezia probabilmente quel paio di caffè vi costano più del Vandelay)…..

 

Echo Pad

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La Holderness Media si è lanciato nella realizzazione di applicazioni molto ben pensate in grado di coniugare un risultato sonoro vicino ai migliori hardware dedicati ed un’interfaccia che sfrutta al meglio le caratteristiche dell’ipad grazie ad un pad all’interno del quale si vanno a muovere diversi “attori”.

 

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Lanciato l’Echo Pad ci appare una schermata con un grande pad che consente di modificare vari parametri degli effetti nel classico schema di modifica xy. Per esempio l’anello celeste ci consente di modificare intensità del feedback e il tempo del ritardo. L’anello grigio ci dà accesso al posizionamento stereofonico del delay, l’anello rosso invece ci consente di regolare i parametri del filtro passa basso e di quello passa alto. E i due vinili? Permettono di registrare al volo (basta premerci sopra per fare l’on/off) l’audio in ingresso e di riprodurre quanto registrato nel momento in cui vogliamo. Muovendo i vinili all’interno del pad avremo il tipico effetto di stretching che si ha quando si lavora col vinile sul piatto. In alto abbiamo un Motion Looper (che registra e mette in loop automatizzando i movimenti degli anelli compiuti all’interno del pad) e un Audio Looper (un verio e proprio looper dal comportamento simile a quello del Frippertonics, che consente di effettuare registrazioni e sovraincisioni del segnale in ingresso). E’ possibile determinare autooscillazioni del feedback muovendo le dita lungo il bordo del pad, utilizzando gli anelli celeste e rosso per emulare i diversi comportamenti dei più noti delay analogici!

 

Tutto qua? 

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Macchè! Echo Pad è in grado di emulare numerosi comportamenti di ritardo: da quelli tipici dell’epoca analogica ( Multitap a due o a quattro nastri, Reverse, Oi Can Dly) a comportamenti più moderni (8-Bit, Fall, Rise, Decimator). Inoltre aggiungendo alcuni effetti potremo colorare ulteriormente il suono: Shimmer (replica il comportamento del vecchio Boss PS-3), Noise (aggiunge al circuito il tipico rumore di fondo del vinile e del nastro), Distortion 1 e 2 (aggiunge vari gradi di distorsione al delay), Erratic Delay (randomizza il tempo del delay).

Con l’Echo Pad riusciremo sempre a ricostruire il comportamento di un hardware di riferimento.

 

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Nel caso in cui vogliamo avere il controllo totale della programmazione possiamo abbandonare il pad per affacciarci nella schermata “Delay Tweak” che ci fa accedere ad una programmazione approfondita e dettagliata per avere il controllo totale del suono. Oltre ai parametri classici dei delay abbiamo il Tap Tempo, il Bpm Sync, un gate che agisce sul feedback (in pratica il feedback lavora solo in assenza di segnale audio in ingresso) il WowFlutter (che emula il comportamento tipico dei nastri analogici vissuti modulando il pitch del delay con vari livelli di intensità), il Tape Hiss e il Tape Tone (che emulano il rumore di fondo dei delay a nastro) e i comandi di Duck (per escludere il ritardo in base alla presenza di un segnale in ingresso, alla maniera di quando accade con la tecnica di compressione side chain).

 

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Nella schermata Option possiamo gestire altri comandi quali le regolazioni del gain di segnale in ingresso e in uscita, la tipologia di input, la latenza, il midi, ecc.

A destra possiamo lavorare sul routing di un LFO aggiuntivo impostando l’intensità e il rate di un lfo sinusoidale su un filtro LPF e/o sull’Echo (modulandone il rate).

Conclusioni: Echo Pad può essere considerata un’applicazione completa dedicata al mondo del ritardo in grado di replicare qualsiasi tipologia di comportamento, facendolo con un’elevata qualità professionale. E’ in grado di dare del filo da torcere ai migliori hardware digitali presenti sul mercato e lo fa al costo di un paio di caffè con cornetti consumati in qualche bar al centro di Roma, Milano, con l’aggiunta che l’interfaccia grafica e l’approccio innovativo dato dal pad consentono risultati difficilmente raggiungibili con hardware digitali molto più costosi.

 

AUFX: DUB

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Delle tre applicazioni analizzati, DUB di Kimatica è quella che mantiene un approccio più tradizionale e rinuncia a sfruttare il touch pad per realizzare un approccio differente e particolare.

Ciononostante, DUB lavora molto bene, è in grado di offrire tanti parametri di controlli (non li descrivo perché basta guardare la schermata per ritrovare immediatamente parametri di controllo familiari a chi utilizza il delay) e di lavorare in modo preciso, offrendo comportamenti che spaziano dall’analogico (quindi con ripetizioni molto “colorate” dal pitch cangiante) al digitale (algide ripetizioni ideali per lavorare creando ribattute in sync perfetto con un bpm durante sessioni di sequencer music). Il prezzo è allineato a quello della concorrenza.

 

Siamo in attesa degli sviluppi futuri. Sicuramente siamo dentro una nuova era per l’audio che vede man man affievolirsi il contributo dato dai computer desktop e portatili (a cui resteranno sempre il compito del recording e del mixing) per il live e per una serie di compiti in cui la maggiore manualità, la flessibilità e una migliore fluidità operativa vedono vincenti i nuovi supporti.

 

 

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