Musica elettronica con Arturia iProphet? Perchè no?

Written by Attilio De Simone on . Posted in Software

L’iProphet di Arturia, sviluppato su ambiente ios per ipad, riprende l’interessante sintesi vettoriale sviluppata per il Sequencial Prophet VS. Proviamo a realizzare un brano di musica elettronica utilizzando questo strumento.

di Attilio De Simone

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Come funziona la sintesi vettoriale?

Premesso che la tecnica di sintesi è per campioni, a differenza della sintesi PCM, essa utilizza frammenti di campioni miscelabili tra di loro anche nelle parti iniziali e finali in modo tale da ottenere forme d’onda dalla struttura continua ed omogenea. La presenza di un joystick garantisce la possibilità d’interazione in tempo reale. Parlando di campioni si è portati a pensare che il Prophet VS sia un synth digitale, ma la cosa è parzialmente vera, nel senso che lo strumento, pur attingendo a una tabella di forme d’onda, dispone di una sezione VCF e VCA analogica. In aggiunta abbiamo una ricchissima matrice di modulazione che ci consente di ottenere delle soluzioni sonore molto interessanti. Queste caratteristiche rendono lo strumento molto appetibile per tutti i musicisti che abbiano voglia di sperimentare.

Sicuramente l’ipad rappresenta la piattaforma ideale per ridare nuova vita a strumenti digitali o ibridi di difficile gestione nel formato hardware a causa delle oggettive difficoltà di programmare i suoni, problematiche superate sull’ipad grazie al touchscreen che consente di gestire in tempo reale con tutti i parametri dello strumento.

Non a caso anche la Korg ha da poco messo a disposizione la versione virtuale dell’M1 che su ipad può liberare tutta la sua potenza sonora, spesso inesplorata dai musicisti (a breve una recensione…).

Torniamo a bomba all’obiettivo del nostro articolo e cominciamo a lavorare con l’iProphet.

 

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Schermata principale

Nella schermata principale (Main) iniziamo ad impostare, a sinistra, le 4 forme d’onda selezionandole dalla fornitissima tabella di campioni. Nel nostro caso, ho selezionato quattro forme d’onda dall’andamento più o meno sinusoidale, col fine di ottenere un suono di base morbido a cui andremo ad aggiungere via via elementi di “disturbo”.

Nella sezione dedicata al filtro, ho tenuto per ora su valori bassi tutti i parametri, in modo da continuare in modo coerente con la realizzazione di un suono morbido.

Sui due LFO disponibili ho attivato il Sync in modo da ottenere un andamento ciclico costantemente ancorato al bpm del clock di riferimento.

 

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Filter envelope

Premendo sull’immagine dell’inviluppo del filtro avremo accesso alla sezione dedicata agli inviluppi. Il primo inviluppo è dedicato alla gestione dell’andamento del cutoff del filtro. Non abbiamo il classico inviluppo ADSR, ma un ben più complesso inviluppo a 5 stadi con funzioni di loop (possiamo selezionare i vari stadi coinvolti dal loop) e di loop repeat.

Un altro elemento interessante riguarda la durata dei vari stadi, ognuno dei quali può arrivare a durare fino a 40.000 millisecondi. Capiremo bene che queste caratteristiche ci mettono a disposizione un vero e proprio arsenale di modulazione.

Per l’inviluppo del filtro ho realizzato un andamento dell’inviluppo estremo, sfruttando tutto il suo potenziale di durata attivando il loop dallo stadio 0 allo stadio 3 (con andamento di andata e ritorno) e mettendo in continuo (lettera “C”) il repeat del loop.

Per l’inviluppo dedicato al VCA (Amp Envelope)

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pur utilizzando al massimo la durata dei vari stadi, ho impostato un andamento più morbido.

 

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Sezione Vector

Spostiamoci nella sezione Vectro, cioè quella dedicata alla gestione delle caratteristiche delle forme d’onda e del loro andamento vettoriale.

Nella sezione OSCS possiamo selezionare i campioni (già lo abbiamo fatto nella schermata Main) impostandone singolarmente la frequenza (in semitoni, estensione di 5 ottave) e l’intonazione fine (sotto il semitono, ideale per creare battimenti). Nella sezione Envelope Mixer possiamo programmare l’andamento della miscelazione tra le quattro forme d’onda. Qui possiamo impostare il numero di nodi (cioè di stadi, fino a 4) che possiamo disporre graficamente come vogliamo, nell’immagine ho cercato di tenermi in una posizione abbastanza centrale in modo da mantenere sempre elementi armonici di tutte e quattro le forme d’onda selezionate, il repeat del ciclo (in questo caso ho scelto un andamento dell’inviluppo continuo) e il loop (esattamente con nella sezione inviluppi precedentemente analizzata), oltre ai tempi (Time 1, Time 2, Time 3 e Time 4) di durata dei quattro nodi. In questo modo struttureremo l’andamento vettoriale in modo programmato. Nulla ci vieta di fare la stessa cosa muovendo il joystick vituale per interagire con questa funzione in modo più immediato (ma forse meno preciso).

 

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Sezione FX

Questa sezione manca nel Prophet VS hardware ma è utilissima, essa contiene un chorus (tre tipi disponibili) un grain (pre e post filtro) e un delay stereofonico (da utilizzare assolutamente con il pulsante di sync attivato).

 

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Sezione Mod Matrix

Prima di spostarci nella sezione della matrice di modulazione, possiamo cominciare a far partire una nota (attivando la funzione hold) per vedere cosa accade. Nella schermata principale (Main) suggerisco di interagire in tempo reale con i seguenti controlli: joystick, forme d’onda dei due LFO, rate dei due LFO (abbiamo attivato per entrambi il sync, quindi resteremo sempre a tempo), nella sezione dedicata agli effetti (FX) i parametri con cui possiamo interagire sono l’intensità del feedback dei due delay e il loro time (anche qui stiamo lavorando sempre con il sync attivato).

E’ tempo di interagire con la matrice di modulazione. Sull’asse verticale a sinistra abbiamo le sorgenti di modulazione mentre sull’asse orizzontale abbiamo le possibili destinazioni delle modulazioni. Nella colonna a destra (quella con i numeri digitali) possiamo stabilire l’intensità della modulazione (il range di riferimento è -1 +1). La matrice funziona col sistema a pin (tipo battaglia navale, sistema reso famoso dall’AKS VCS3), basterà quindi attivare un pin per assegnare una sorgente ad una destinazione di modulazione. Ogni sorgente può modulare contemporaneamente più destinazioni. I parametri più interessanti su cui lavorare sono i due LFO che vanno a modulare il rate dell’altro LFO, in modo da ottenere una cross modulation molto articolata, soprattutto se alle forme d’onda dei due LFO assegnamo la forma d’onda random. Ad uno dei due LFO possiamo assegnare il cutoff del filtro e all’altro il Pan stereofonico. A turno possiamo attivare e disattivare gli LFO alla frequenza degli oscillatori, mentre risultati molto interessanti darà mantenere attivo sulle frequenze di tre oscillatori la modulazione dei due inviluppi) come da immagine.

 

Il resto va sperimentato in tempo reale.

 

Ai seguenti link potrete ascoltare una trilogia di brani realizzata al 99% registrando una sola sessione di iProphet con cui ho interagito in tempo reale seguendo i passi suggeriti nell’articolo aggiungendo in sezioni molto limitate delle sovraincisioni (sempre con iProphet). Buon ascolto

Uno.

Due.

Tre.

 

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