Audio 3D: corsi e ricorsi storici

Written by Luigi Agostini on . Posted in Recording, Tutorial

Volevo parlarvi di altre cose in questo articolo, ma è arrivato quel giorno e non posso fare a meno di cambiare discorso. Lo sapevo già che sarebbe arrivato, anche quell’afoso pomeriggio dell’Estate 1998, quando un ingegnere dell’Istituto di Ricerca dell’Industria dello Spettacolo (dell’IRIS, quando ancora esisteva…), mi chiese candido, candido: “Luigi, ma pecchè ti sei fissato co’ chisto audio 3d? A cosa serve?”. Faceva parte del team di lavoro che, grazie ad un finanziamento della Comunità Economica Europea stava realizzando il primo sistema audio 3D della storia che non fosse soltanto teoria, ma un vero prodotto commerciale. Il fatto è che lui era lì per i soldi e basta, quindi persi un pò del mio tempo a fornirgli una spiegazione – per lui inutile – che cominciava pressappoco così…

di Luigi Agostini

“Vedi xxx, in realtà tu non ci fai caso, ma continuamente, ogni giorno della tua vita, ascolti sempre in 3D perchè i suoni in natura provengono anche dall’alto…”.

Oggi, quel giorno è arrivato. Quello in cui i signori che dicono di aver inventato il 3D si sono resi conto che ormai anche i sanni sanno che il loro surround è sempre stato bidimensionale. Come immaginavo da tempo, cosa hanno fatto? Hanno deciso d’inventare di nuovo il 3D, ovviamente.

Nel paper di presentazione di ciò che chiameremo con un nome comune di persona a caso, per esempio Athos, documento pubblico scaricabile in internet, si può leggere: Overhead Sound. In the real world, sounds originate from all directions not from a single horizontal plane. An added sense of realism can be achieved if sound can be heard from overhead, from the “upper hemisphere”.

Ma và? Davvero? Scusa, signor commerciale che lavori per quei signori che dicono di aver inventato il 3D, ma non è forse la stessa cosa che diceva il compianto Gerzon più di venti anni orsono? Ora, improvvisamente, perchè lo dicono loro, vedrete che l’audio tridimensionale sarà per così dire “sdoganato”, anche se in gocce, dato che l’emisfero alto, come dovremo chiamaro da ora in poi, sarà “opzionale”.

Si, perchè, e qui vi giuro che ho cominciato a ridere da solo, e mia moglie si è preoccupata seriamente, anche se da 30 anni è abituata alle mie stranezze…, stanno cercando di “salvare la faccia” raccontando una favoletta presa pari pari dal concetto di soundscape evidenziato nel 1977 da Murray Schafer. Praticmaente, suona così: “Non è che finora vi abbiamo propinato un doppio stereo con due canali discreti come se fosse un sistema in grado di offrire il miglior soundscape immerso possibile, nooooooo, infatti dovete continuare a usare il 5.1 o il 7.1, ma integrandolo con un Ahmos (??).”

Un’atmosfera? E chiamalo con il suo nome: ambiente in sottofondo, cioè soundscape! Guarda caso, l’Atmos (speriamoche nei prossimi anni non arrivino anche Aratmis e Phortmos) può essere anche 3D (ma opzionalmente, eh? prima vogliono vedere come reagiremo… poi, semmai, ammetteranno che era necessario da sempre).

Per par condicio, vi segnalo anche il neo del loro amico-nemico di sempre, che non è un’escrescenza tumorale benigna sul corpo del CEO della compagnia americana di cui non faccio il nome, ma il sistema 3D da loro proposto con 11.1 =12 casse (secondo me, ne basterebbero 7, al massimo 8, con il sub compreso…).

Fra i due, comunque, l’avrete capito ormai, io preferisco i secondi per la loro innegabile maggiore attenzione alla qualità dell’audio che, volendo, forniscono anche non compresso. Scusate, ma da buon livornese (quanti di voi conoscono il Vernacoliere?), sono abituato a gridare “il re è nudo” quando mostr i suoi vestiti nuovi invisibili. Ma poi, soltanto di satira si tratta: in fondo in fondo, sono contento del fatto che finalmente all’audio 3D sia riconosciuta l’importanza (relativa) che ha sempre avuto, e che forse l’ingegnere di cui sopra, nei prossimi mesi, si ricorderà dell’episodio citato in apertura di articolo. Magari, penserà, solo per un instante: “Uè, mica sarà la stessaccosa che diceva ir matto di Livorno?”

 

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