ABLETON PRESENTA “Live 10”

Written by Giancarlo Lanza on . Posted in Software

Live 10 è all’orizzonte! La software house tedesca ha rilasciato una versione Beta e annuncia la data di uscita per i primi mesi del prossimo anno.

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Ableton per il nuovo Live migliora vari aspetti: editing, arrangiamento, mix e nuove visualizzazioni su PUSH che credo saranno estese ad altri plug in nativi.

PIC push

Nella versione 10 troviamo numerosi piccoli e grandi cambiamenti che migliorano l’interazione con il software, affiancati da nuovi effetti: Echo, Pedal, Drum Buss ed il nuovo synth Wavetable.

A cura di Giancarlo Lanza Ableton Certified Trainer.

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L’interfaccia non è cambiata, mantenendo sempre il look classico. E’ migliorata la leggibilità delle scritte con un nuovo font e, nel complesso, la sensazione è di maggiore “pulizia”. Il 10 sarà disponibile solo in versione 64bit con Max for Live integrato nella Suite.

La gestione dei Packs avviene direttamente dal Browser e possiamo, tramite la sezione Collections, salvare i nostri suoni e plug in preferiti in sette cartelle rinominabili contrassegnate da colori diversi. E’ inoltre possibile etichettare i suoni direttamente dal menu all’interno del Browser cliccando il tanto destro o trascinandoli nella cartella desiderata. Le cartelle posso essere nascoste come anche quelle sella sezione Categorie.

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Il metronomo gestisce tre tipi diversi di click e divisioni metriche; molto interessante è la funzione che ci permette di averlo attivo solo durante la registrazione.

Nella finestra di Export ora possiamo finalmente scegliere una versione mp3 320k ed esportarla simultaneamente con il file non compresso o scegliere solo una delle due opzioni.

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Finora, salvare un progetto implicava automaticamente la cancellazione della cronologia degli “Undo” mentre ora, dopo aver salvato è possibile ritornare comunque indietro e inoltre nella cartella del progetto troviamo una sottocartella denominata backup con dei progetti salvati automaticamente mentre lavoriamo.

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Finalmente, dopo tante richieste lette e fatte sul forum Ableton possiamo editare fino a otto clip midi contemporaneamente, visualizzandole in un’unica clip sia se lavoriamo in Session che in Arrangement… un grosso passo avanti per l’editing midi.

Grazie alla funzione  “chase midi notes” dal menu Options, le note MIDI vengono riprodotte anche se lo start non corrisponde allo start della nota, specialmente se stiamo lavorando con note lunghe es. Pads, Textures, Arpeggi etc. Questa piccola novità è un grande miglioramento in fase di editing dell’arrangiamento.

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La funzione “Capture” introduce una svolta nel Workflow della registrazione midi. Ora Live è sempre in “ascolto” anche se non stiamo registrando. A tutti noi è capitato di realizzare un giro fantastico mentre non stavamo registrando, che poi una volta avviata la registrazione.. viene perso nel nulla… Sulle tracce armate, abbiamo ora la possibilità di recuperare le parti suonate! Possiamo infatti, con un tastino magico, creare una clip con le note delle nostre prove.

Questa nuova funzionalità è molto utile anche per fare delle jam su parti già registrate: ripremendo il tasto Capture automaticamente aggiungiamo le nuove note.

Se partiamo da un progetto vuoto con  Live in pausa, il Capture determinerà un tempo e lo aggiusterà nel progetto.

Per chi usa PUSH la cosa si rende ancora più interessante: possiamo vedere ed editare le note MIDI ed effettuare il “Crop”, ovvero il taglio della sezione scelta o attivare con il tasto Record+New la funzione direttamente dall’hardware. Sempre da PUSH possiamo convertire Drum, Melody e Harmony con il tasto Convert e armare e disarmare i canali tenendo premuto il tasto “seleziona traccia”.

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Per i possessori di PUSH, il nuovo layout per il sequencer melodico rappresenta un grande miglioramento, possiamo creare velocemente sequenze per i device digitali e analogici in una pagina dove abbiamo accesso alle note ma anche allo step sequencer.

Prima non era possibile fare un gruppo di tracce già raggruppate. E, cosa ancor  peggiore, aprendo il file progetto dal browser non era possibile trascinarli in un altro progetto. Ora, con la funzionalità “Nested Group Tracks” (ovvero raggruppare gruppi) viene risolto anche questo limite.

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Rinominare ingressi ed uscite nelle preferenze della scheda audio è senza dubbio un notevole miglioramento, specialmente per studi con schede aggregate o con numerosi I/O.

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Il controllo del Pan ora può essere convertito in Stereo Pan dal menù tasto destro: da tempo mi affidavo ad un plug in di terze parti per avere questa funzione ed ho apprezzato molto la novità.

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Il comando doppio click riporta allo stato originale i parametri… altri secondi preziosi salvati.

Nelle Preferenze, possiamo selezionare la funzione Pen Tablet che serve ad integrare il software con tablet e touch screen; non ho avuto modo di provarla ma credo sia interessante.

Le Automazioni si sono evolute, con un doppio click possiamo creare un Breakpoint in qualsiasi punto e, finalmente, le grafiche si allineano alla griglia. Nella pagina Arrangement possiamo nascondere o mostrare le automazioni semplicemente dal tasto Global Automation o con la lettera “A”.

I Fades sono disponibili direttamente negli angoli delle clip questo rende il loro utilizzo più pratico.

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Grande novità il Wavetable Synth, in stile Serum, il popolare Synth di Xfer che, dopo Operator, sono sicuro diventerà un fedele amico per la produzione. Ha due oscillatori con varie forme d’onda divise in categorie con vari presets e un sub oscillatore, due filtri con diversi caratteri che possono essere impostati in parallelo, seriale o sommati, interessantissimo il drive per spingere il suono al limite. E’ anche possibile usare degli effetti per modificare le forme d’onda. Nella pagina delle modulazioni, un ADSR per l’Amp, due assegnabili e due LFO sempre assegnabili come vogliamo. Le assegnazioni avvengono mediante il Matrix con valori positivi e negativi. La sezione che preferisco è “Midi”: da questa matrice possiamo associare modulazioni a parametri come la nota suonata, la Velocity, il Pitch Bend e Modulation Wheel. Tutti questi comandi ci permettono di controllare un parametro in tempo reale, e anche l’Aftertouch se disponibile sul vostro controller può essere usato come modulazione. La grafica è molto accattivante, possiamo espandere oscillatori e modulatori per una migliore programmazione e l’integrazione con PUSH è perfetta, tutti i parametri sono controllabili e adoro la visualizzazione grafica delle forme d’onda direttamente sul display. Un altro parametro interessante è “Unison” con vare modalità e la possibilità di scegliere il numero di voci di polifonia e quantità dell’effetto.

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Oltre al Synth abbiamo alcuni nuovi effetti: Echo, Drum Bus e Pedal. Essendo un fanatico dello Space Echo della Roland (uso moltissimo la replica di Universal Audio) sono rimasto sbalordito dalla versatilità e dalla possibilità di emulare varie tipologie di delay direttamente da Echo. Abbiamo la possibilità di lavorare in stereo sia in sync o settando in millisecondi il tempo, ping pong e interessantissima la funzione mid/side. Integrato anche un riverbero pre o post delay. La sezione modulazioni ospita un LFO per controllare il tempo del delay o la frequenza del filtro, o creare un morph fra inviluppo e modulazione. L’ultima pagina denominata “Character” con controlli dinamici Gate e Ducking più un Noise e il parametro Wobble rendono Echo uno strumento realmente creativo.

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Drum Buss è un multi effetto con una sezione di compressione, un transient designer e un parametro denominato “Boom” che aggiunge un oscillatore con controllo sulla frequenza in Hz o note più Decay. Dopo poche ore di prova già non ne potrei più fare a meno, anche se ritengo sia da usare con parsimonia.

Pedal: anche questo piccolo device che emula un classico pedale di distorsione per chitarra fa il suo lavoro egregiamente. Possiamo scegliere tre diversi caratteri: over drive, distort e fuzz con un eq per modellare il suono e un magico tastino “Sub” che enfatizza le basse frequenze.

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In Max for Live troviamo una nuova serie di moduli di batteria sintetizzata con un look migliorato e un suono veramente convincente.

LFO, Envelope e Shaper con vari miglioramenti grafici e funzionali: ora è possibile controllare fino ad otto parametri da un device.

Possiamo mandare e ricevere SysEx, rendendo più semplice la creazione di superfici di controllo e l’integrazione con l’hardware.

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Nuove funzioni e comandi dalla tastiera:

  • Time Stretch in arrangiamento direttamente sulle clips. (Shift-drag the border)
  • Spostere il contenuto delle clip in arrangiamento. (Alt-shift/Ctrl-Shift)
  • Reverse di una clip o selezione. (R)
  • Doppio click su una traccia MIDI per creare una MIDI clip.
  • Chiudere tutte le tracce in arrangiamento (S)
  • Zoom in e out (Z/shift-Z)
  • Zoom tracce con (alt), (cmd/ctrl) verticalmente.

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Vi ricordo che sto testando una versione Beta, alcuni aspetti potrebbero cambiare e nuove funzioni potrebbero essere implementate prima dell’uscita ufficiale.

Qui, per ulteriori informazioni.

 

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