Nord Electro 3: Sampling Tutorial – seconda parte

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Tutorial

In questa seconda puntata entreremo nel vivo del tutorial, prenderemo in mano i ferri del mestiere e proveremo a campionare un suono per trasferirlo alla tastiera. Iniziamo dalla scelta del tipo di suono, cosa questa che condizionerà pesantemente il tipo di campionamento effettuato. Il NE3 ha pianoforti acustici superbi, Rhodes da urlo, un Hammond da rimanere senza fiato e per di più a modelli fisici, Clavinet, Wurli ecc…vale la pena addentrarsi nel campionamento di un’altro di questi strumenti? A mio avviso no…  cimentiamoci quindi con un suono sintetico. Quale scegliere?

di Antonio Antetomaso

Proviamo un PAD, che forse è la categoria che meglio si presta per questo tipo di attività: massimo rendimento con minimo sforzo, con in più, la possibilità di provare il looping di segnale (una delle cose più difficili nel campionamento). Come sorgente, utilizzeremo uno dei migliori tappeti disponibili in ambito virtual instruments.

Bene, scegliamo il PAD…vediamo vediamo, uhm quale prendo??…TROVATO!!! Per ovvii motivi di copyright non vi dico qual è, sappiate solo che è tratto da uno dei migliori prodotti a tema “tappeti”,  in ambito “Virtual Instruments”, a mio avviso. Tra l’altro campionare un Virtual Instrument nel NE3, ci permetterà di lasciare a casa ammennicoli vari, andando in giro solo con la tastiera rossa… un vantaggio da non sottovalutare.

 

Il campionamento

Dobbiamo tirare fuori i campioni da dare in pasto al Nord Sample Editor. Ci sono diversi programmi che semplificano il lavoro e sono compatibili con i principali campionatori hardware e software (es. Kontakt o EXS24 o ancora Halion). Ad esempio, si può citare: Autosampler e Sample Robot.

Nulla ci vieta tuttavia di utilizzare un normale programma di digital recording, come per esempio l’ottimo Audacity (tra l’altro gratuito), oppure una DAW come Logic. Per il nostro esperimento useremo, infatti, proprio quest’ultimo software, di gran lunga sufficiente per lo scopo. Carichiamo il programma, impostiamo una traccia con un virtual instrument e….poniamoci una domanda: che dettaglio di campionamento serve? Quanto lunghi dovranno essere i miei campioni? A che risoluzione? In che formato?

Risposta ovvia: dipende dal Pad e dal software target. Dal Pad perché quanto più esso è complesso ed evolvente tanto più lungo saranno le nostre clip che daremo in pasto al Sample Editor. Comunque, non vi crucciate troppo, perché in aiuto ci viene proprio quest’ultimo tool con i meccanismi di loop, come vedremo nel seguito.

In merito al formato, il Sample Editor accetta, si è detto, files wav a 44100 kHz…  Veniamo al numero di campioni: quanti? Anche qui, dipende dalla complessità del suono. Diciamo che per un pad va bene la modalità di default, che prevede il campionamento ai do e la derivazione automatica da parte del software delle rimanenti note. Registriamo, con il suono virtual instrument scelto tutti i C disponibili sulla tastiera del nostro Nord ELECTRO 3 per un tempo sufficiente a catturare il dettaglio dell’evoluzione del pad. Diciamo che, mediamente, una ventina di secondi è più che sufficiente. Alla fine della lavorazione, avremo una traccia con tante clip pronte per far suonare il nostro synth oggetto di campionamento.

In figura è riportato il mio progetto Logic per il campionamento di un AU e di Refills Reason, comprensivo di una traccia audio per preparare eventuali sample mp3 del risultato (vedremo perché alla fine).

Non resta che procedere a tante operazioni “bouncing” (missaggio) quante sono le clips. Per ogni clip assegneremo un nome utilizzando la sintassi necessaria al Sample Editor per l’auto mapping dei campioni. Ad es. per il campione relativo al secondo C, utilizzeremo <NOME_PAD>-C2.wav, scegliamo quindi un bel nome da dare al nostro suono (se non vogliamo utilizzare il nome originale naturalmente).

 

Sample editing

Ottenuti i sei files .wav, siamo pronti per lavorare con il nostro Sample Editor. Avviamolo e, una volta comparsa la schermata iniziale il primo passo da effettuare è quello di aggiungere nell’area di sinistra i campioni selezionandoli simultaneamente mediante il pulsante “Add files”.  Fatto questo, è cosa buona e giusta salvare il progetto Sample Editor, assegnandogli un nome. Attenzione! Il nome del progetto coinciderà con il nome della libreria che manderemo alla tastiera.

Effettuato il salvataggio, possiamo procedere con il prossimo passo, ovvero l‘assegnazione di ogni campione al rispettivo tasto della tastiera. Se abbiamo fatto bene il compito precedente, anche questo step si ridurrà alla sola pressione del tasto “Assign” in basso a sinistra, dopo aver selezionato i campioni dall’area di testo di cui sopra. Altrimenti, dovremo operare file per file e nota per nota.

Assegnati i campioni, si passa alla schermata successiva (ricordate, l’intero processo è una sorta di percorso guidato), dove dovremo fare i conti con la programmazione dei loops per ogni campione. Non è obbligatorio creare un loop, ma nel caso di un PAD, perché possa chiamarsi tale, il suono deve perdurare fino a che il tasto resta abbassato. Detto ciò, dovremo usare tutta la nostra abilità per impostare inizio (con il tasto sinistro) e fine (con il tasto destro) del nostro loop, per ogni campione caricato. Per ammorbidire lo stacco tra inizio e fine di un loop, il programma ci mette a disposizione una comoda feature di crossfading che si può dosare a nostro piacimento agendo sulla zona trasparente della selezione. Il trucchetto è impostare la fine in modo tale che l’ampiezza del segnale in questa zona coincida più o meno con quella presente nella zona di inizio, crossfade compreso. E’ una semplice regoletta empirica che si impara con un po’ di pratica col programma…

Andiamo avanti, eccoci alla schermata di sample start. Da qui è possibile, si è detto regolare in modo certosino lo start di ogni campione: il programma mostra in quest’area cosa succede all’inizio di ogni campione.

Diciamo che, una volta impostato un buon loop, per un pad non si ha la necessità di intervenire in quest’area, per cui andiamo oltre e saltiamo direttamente alla sezione Instrument, dato che Sample Alt Start è fruibile solo se si ha un Nord Wave.

La prima cosa da fare è normalizzare i volumi dei campioni cliccando su “Normalize All” (passo più semplice). Se si vogliono effettuare regolazioni particolari a seconda del tasto premuto è tuttavia possibile lavorare su base individuale. Se il suono è stato registrato ad un volume troppo basso si può aumentare il gain generale; ci limiteremo a queste due operazioni, assolutamente sufficienti per lo scopo.

 

Sample Preset, l’ultimo tocco

Scegliamo Amplitude High per avere a disposizione la dinamica, nessun filtro, attacco lungo (essendo un pad…), nessun decadimento , release time lungo. Come ultimo possiamo scegliere l’ottava di partenza… di solito,  quella di default va benissimo.

Abbiamo finito: clicchiamo su “Generate” e assistiamo all’impacchettamento della libreria in un file .nsmp e, se abbiamo spazio sul nostro bravo Nord Electro 3, al trasferimento simultaneo nella prima locazione disponibile della Sample library partition.

Qualche nota buttata qua e là per provare il risultato ed il gioco è fatto. Se poi, come me, siete patiti dell’Open Source e amate condividere con gli altri i vostri lavori, vi raccomando il sito www.norduserforum.org, dove poter scambiare i vostri suoni con quelli creati da altri utenti, sottomettere richieste, risolvere problemi, chiedere consigli eccetera

Buon divertimento!

P.S. L’mp3 della nostra sample library appena creata serve appunto quando si condividono le proprie opere su siti come www.norduserforum.org…è buona regola dare una preview del proprio lavoro, anche per suscitare negli utenti maggior interesse. A presto!

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