Trautoniks: il ritorno del Trautonium (…e del MixturTrautonium!)

Written by Enrico Cosimi on . Posted in Frankfurt MusikMesse 2012, Vintage

Così come il triangolo delle Bermuda raccoglie tutto ciò che è destinato a sparire misteriosamente, il MusikMesse Frankfurt ha il potere di raccogliere tutti gli sperimentatori elettronici, i costruttori di sintetizzatori più strani, gli outsider del condensatore e – come in questo caso – i (ri)costruttori filologici. Jürgen Hiller, si è lanciato nella meritevole iniziativa tesa a riportare in vita il Trautonium, il VolksTrautonium e il più recente MixturTrautonium, portati alla notorietà (relativa, ovviamente) da Friedrich Trautwein e Oskar Sala.

di Enrico Cosimi

La storia è assai affascinante: negli Anni 20 dello scorso secolo, Friedrich Trautwein iniziò a sperimentare le possibilità timbriche ottenibili utizzando un semplice circuito valvolare per produrre un’onda a dente di sega e, per poterne controllare l’intonazione, decise di utilizzare un controllo lineare costituito da un filo elettrico sospeso sopra ad una superficie metallica. Il musicista poteva così centrare l’intonazione schiacciando con il polpastrello il filo nel punto corrispondente (o, più o meno corrispondente…) all’intonazione desiderata. Come nel pianoforte, in cui ogni ottava è di larghezza uguale a quelle precedenti e quelle successive), anche il controllo lineare del Trautonium è, per l’appunto, lineare; questo facilita – in misura parziale – l’esecuzione, a patto che il musicista sappia muoversi con sufficiente scioltezza lungo il filo metallico.

Per rendere ancora più pratico, o meno complesso, il riconoscimento degli intervalli, era possibile utilizzare dei “cavalieri”, cioè delle linguette, da porre in corrispondenza dei punti critici lungo l’escursione del manuale lineare; in questo modo – in maniera simile a dei veri e propri segnalibro, si poteva segnare la cadenza degli intervalli più complessi, suggerendo al musicista dove schiacciare il filo per ottenere le note più ricorrenti.

Il virtuoso Oskar Sala, pupillo di Friedrich Trautwein, passò tutta la sua vita a perfezionare lo strumento, portandolo a due manuali – per controllare la bifonia simultanea e, successivamente, arricchì considerevolmente le capacità timbriche dello strumento inserendo all’interno del suo circuito le misture, cioè dei blocchi di quattro divisori di frequenza che potevano generare frequenze subarmoniche dividendo la frequenza (acuta) prodotta da un oscillatore principale; come nei modelli precedenti, anche nel Mixtur Trautonium era possibile caratterizzare il timbro con diversi filtri passa banda opportunamente regolati.

La difficoltà maggiore, ovviamente, risiedeva nell’esecuzione e non nella produzione di timbriche originali: in tutta la sua vita, Oskar Sala ha ammassato centinaia di composizioni originali, nelle quali ha dimostrato la sua abilità esecutiva e la funzionale verve compositiva – sua, tra l’altro, la colonna sonora del capolavoro hitchockiano The Birds.

Le tre ricostruzioni di Jürgen Hiller riproducono al massimo delle possibilità tecnologiche i comportamenti, le funzioni e la fisicità degli strumenti originali; dei tre apparecchi, il nuovo MixturTrautonium deve ancora raggiungere uno stadio di maturità circuitale e, in generale, la regolazione della dinamica deve essere perfettamente messa a punto, ma già da ora, è un vero sollievo sapere che  – dopo la recente scomparsa di Oskar Sala – il suo prezioso strumento possa avere un nuovo futuro espressivo e performativo.

 

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Comments (2)

  • matteo nolli

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    questo strumento e’ pazzesco !
    ho letto l’articolo capendo praticamente nulla, anche perche di synt analogici non me ne intendo (ho solo un DSI evolver e un s950)
    ma dopo aver visto i video su youtube penso sia la cosa piu bella che potrei avere… altro che VSt !

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