Standards in pillole – introduzione

Written by Antonio Antetomaso on . Posted in Tutorial

Dopo un po’ di articoli a parlare di synth, eccomi di nuovo a voi per proporvi un nuovo viaggio insieme, a puntate, incentrato su una delle mie passioni più grandi (se non la più grande): il Jazz.

Di Antonio Antetomaso

FIGURA1

Di che si tratta? Beh, diciamo che il titolo dovrebbe solleticarvi il palato e “dirvela un po’ tutta” ma lasciatemi spiegare ulteriormente. Inizio con il raccontarvi come nasce quest’idea: la mia passione per questo genere musicale è grande e dura da lungo tempo. Durante il mio piccolo/grande vissuto musicale ho dedicato molto del mio tempo a prendere lezioni a tema, a studiare, ad esercitarmi e, per un certo periodo anche a suonare in gruppo, senza contare le tonnellate di dischi a cui ho letteralmente fatto uscire il sangue.

Il problema di questa musica purtroppo è che suonarla in gruppo è di vitale importanza: “il jazz non si studia, si suona” direbbe uno dei miei insegnanti che ricordo con più affetto, ad indicare che la teoria bisogna studiarla, naturalmente, ma ad un certo punto si arriva inevitabilmente a fare i conti con la pratica e mai come in questo genere vale il detto “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Ascoltare i dischi, studiare i soli, costruirsi un repertorio, vedere come i grandi improvvisano e soprattutto esercitarsi quanto più possibile a suonare in gruppo e crescere insieme ai suoi membri, sono gli aspetti cardine che condizionano inevitabilmente l’efficacia di un musicista jazz.

FIGURA2

Eh, la fai facile tu, ma io sono padre di famiglia, lavoro, ho figli….il tempo chi me lo da? Ed arriviamo al centro della questione, il mio problema è esattamente questo: debbo accontentarmi del tempo che ho da dedicare a questa passione e coniugare crescita, esercizio e divertimento. Diciamo che in queste condizioni non si può avere tutto dalla vita. Che ne dite di prediligere il divertimento alla crescita allora? Nel senso, se devo fare tutto da solo e a casa, provo ad arrangiarmi in modo tale che sfrutto quanto più possibile gli strumenti messi a disposizione dallo stato dell’arte per:

  1. Ampliare il repertorio
  2. Esercitarmi
  3. Divertirmi

Senza preoccuparmi troppo se la metodologia rispetta i più rigorosi standards in termini di insegnamento.

In una parola: prendo la tecnica che ho e cerco di farla suonare quanto più possibile divertendomi, su dei brani (prettamente standards ma non solo) di mio gradimento. Dopodichè, mi serve conoscere una nuova scala? Me la vado a vedere..sta lì, mica scappa? Non mi soddisfano le posizioni con cui accompagno un brano? Ne cerco di diverse…capita la “concetta”?

E allora sia dato un repertorio di brani di suo gradimento..racconti il candidato su che cosa egli si concentra per affrontare suddetti brani divertendosi ed imparando. E possibilmente lo faccia in una serie di articoli.

FIGURA3

Che ne dite, vi aggrada?

In sostanza, vorrei proporvi la mia “metodologia” se così si può chiamare, per affrontare uno standard (ma non solo) in autonomia, cercando di coprire quanto più possibile le cose che un pianista dovrebbe fare (per lo meno in base a quanto mi è stato insegnato) e divertendomi a suonare con l’ausilio dei principali software di mercato finalizzati al cosiddetto “play along”, visto che un gruppo al momento non lo posso avere.

Prima di partire un paio di doverose raccomandazioni:

  1. Non ho e non voglio avere la pretesa di ergermi a docente. Tutto l’opposto: io sono il bambinetto che alza la mano e racconta alla maestra la sua esperienza. La maestra (cioè voi) ascolta e all’occorrenza corregge, puntualizza, propone, integra…se vuole e lo ritiene opportuno.
  2. Mi piacerebbe che questi appuntamenti si configurassero proprio come una sorta di discussioni. Nel senso, ogni puntata sarà incentrata su uno standard in particolare. Alla fine della giostra, riempitemi di commenti, critiche, proposte, esperienze, trucchi, approcci e chi più ne ha più ne metta. Più lo fate, più la puntata assume valore.

Va bene d’accordo, ci hai convinto…ma ancora non ci hai detto che cosa ci propinerai.

Presto fatto. Un brano per ogni puntata, con cadenza diciamo “periodica random” per ora. Senza una fine programmata della serie, al momento. Per ogni brano il percorso che vi propongo (che poi è quello che faccio io normalmente) è costituito dai seguenti passi:

  1. Scelta di una versione di riferimento (da un disco, da un live, da un video su Youtube, da un inedito e, perché no, utilizzando uno stile meno conosciuto per il brano in questione…mai provato Autumn Leaves in latin jazz?)
  2. Breve analisi della partitura di riferimento (centri tonali, progressioni II-V-I e via dicendo)
  3. Comping e voicings (in assolo e in accompagnamento)
  4. (Idee per il) solo o assoli celebri da trascrivere/imparare e dai quali trarre spunto
  5. Strumenti di supporto per esercitarsi a suonare in autonomia

FIGURA4

Ecco, vorrei dirvi qualcosa in più sull’ultimo punto. Io, per affrontare uno standard in modo efficace divertendomi, uso i seguenti strumenti:

  • Basi mp3 opportunamente allestite: es. quelle tratte dalle serie Aebersold o Hal Leonard )
  • Band in a box

FIGURA5

FIGURA6

FIGURA7

FIGURA8

FIGURA9

Oppure, molto spesso, realizzo proprio io una base con una DAW (Logic o Cubase) e i miei virtual instruments. Vi assicuro che i risultati ottenibili con i software di oggi sono assolutamente degni di considerazione, senza contare l’ottimo esercizio di imparare anche come suonano gli altri strumenti per il brano in analisi (es. Il contrabbasso).

Orbene è mia intenzione, alla fine di ogni articolo, non mandarvi via a mani vuote bensì farvi dono di quanto da me allestito/utilizzato per esercitarmi con il brano in oggetto. Contenti?

E oltre a questo, links, articoli a supporto, aneddoti e quanto in mio possesso per rendere il tutto più saporito.

Non mi resta che chiedervi di restare sintonizzati in attesa della prima puntata.

Cominceremo a scaldarci con Autumn Leaves….

A presto e buona estate.

 

Tags: ,

Trackback from your site.

Comments (7)

  • Massimo

    |

    Ottimo

    Reply

  • Giovanni Roversi

    |

    fantastico! la seguirò con molta attenzione :)

    Reply

    • Antonio Antetomaso

      |

      Grazie, spero di essere all’altezza delle vostre aspettative.

      Reply

  • Leonardo

    |

    Eccezionale idea!!! Anche io sono un ex-musico ora padre di famiglia e il tempo non è mai sufficiente. L’iniziativa è bellissima e sono già motivatissimo nel sapere che rispolvererò le basi sulle cadenze, sui centri tonali etc. e poi vedere come utilizzare i software attuali per supportare la nostra pratica è una cosa che non vedo l’ora di vedere. Come al solito siete grandissimi e questa iniziativa la aspetto con gioia. A presto!

    Reply

    • Enrico Cosimi

      |

      giro i complimenti ad Antonio Antetomaso, io non ho fatto niente… :-)

      Reply

  • Antonio Antetomaso

    |

    Grazie mille. Tempo di rientrare dalle ferie e riprendere in mano i ferri del mestiere e partiamo, un po’ di pazienza.
    😀

    Reply

  • Astrolabio

    |

    Ottimo!!!!

    Reply

Leave a comment

Inserisci il numero mancante: *